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GHEDDAFI A ROMA: PARLERA' NELL'AULA DEL SENATO

Il Corriere della Sera - 10 giugno 2009 Emma Bonino accusa: "E' pazzesco. Prima di lui solo Juan Carlos e Annan" di Maurizio Caprara Roma - Sono almeno due i Colonnelli Muammar el Gheddafi che arrivano oggi a Roma. Uno è il presidente dell'Unione africana che verrà accolto a Ciampino dal presidente del Consiglio in persona, Silvio Berlusconi, appoggiato nell'apertura alla Libia dal grosso dell'opposizione e in particolare da Massimo D'Alema e Romano Prodi. Questo Gheddafi è l'uomo forte che nel 2003 ha concordato con Gran Bretagna e Usa lo smantellamento dei propri programmi per dotarsi di armi di distruzione di massa. Lo stesso che nel 2008 ha firmato con Berlusconi un Trattato di amicizia tra il suo Paese e l'Italia oggetto per anni di progressi e retromarce. L'altro Gheddafi ha avuto un ruolo storico nella percezione di tanti italiani: l'ufficiale del golpe del 1969, il leader di origini beduine che negli, anni 70 e 80 fece politica estera anche aiutando bande terroristiche. E' una certa fatica a confinare nel passato il ricordo del secondo a spiegare resistenze sorte in attesa di una visita il cui rilievo viene riassunto così dal giornale libico Al Jamahiriya: «Per 40 anni sarebbe stata più probabile una visita di Gheddafi su Saturno che in Italia». Con un colpo a sorpresa, ieri il capogruppo del Pdl Maurizio Gasparri ha riproposto alla conferenza dei capigruppo del Senato la richiesta di far parlare Gheddafi nell'aula di Palazzo Madama. Con il «no» della sola Italia dei valori, è stata approvata: il Colonnello interverrà domattina, in qualità di presidente dell'Unione africana, dopo essere stato ricevuto oggi da Giorgio Napolitano e di nuovo da Berlusconi. Malgrado il presidente del Senato Renato Schifani lo volesse, in un'altra riunione a un riconoscimento così alto era stata preferita l'offerta di una sala secondaria. Ma ieri Emma Bonino, vicepresidente del Senato che sull'aula si era opposta, si trovava a Kinshasa, Congo. «È pazzesco. I precedenti sono i discorsi di Juan Carlos di Spagna e Kofi Annan per l'Onu», dice al telefono. Nella Lega la scelta ha sollevato dubbi. I radicali chiedono un voto dell'assemblea. Mentre il cielo di Roma è vietato agli aerei ed è proibito fotografare da fuori Villa Doria Pamphili, in questa residenza nella quale Gheddafi dormirà è già montata la sua tenda beduina versione ufficio. Come anticipato dal Corriere, l'offerta di un'udienza per sabato, giorno di Shabbat dedicato al riposo, incontra diffidenze tra gli ebrei cacciati dalla Libia nel 1967. «Se qualcuno ci va è a titolo personale», avvisa Riccardo Pacifici della Comunità romana. Malumori non mancano. Ma c'è una tendenza a non sotto valutare la ricerca di un incontro. Insomma, i Gheddafi sono più d'uno. Il grosso dei partiti investe su quello nuovo. Rafforzato dagli acquisti libici di azioni in Italia.





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