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PENSIONI, SU LA SPESA: PIU' 4,2% NEL 2008

Il Messaggero - 11 agosto 2009 Sud più povero anche sul fronte previdenziale: l'assegno vale l'88% della media nazionale contro 106,6% al Nord di Antonio Paolini Roma - Corre la spesa previdenziale: nel 2008 l'esborso per pensioni ha ragiunto i 224,9 miliardi, in rialzo rispetto all'anno precedente del 4,2% (incremento che tra il 2006 e il 2007 si era fermato al 3,8%). Se si considera la spesa complessiva, inclusi dunque anche assegni familiari e indennità di disoccupazione, la spesa previdenziale nel 2008 sale del 5,1% (più 4,6% l'anno precedente). Ma le stesse cifre (contenute nella Relazione generale sulla situazione economica del paese 2008, prodotta dal ministero dell'Economia) dicono anche che oltre un pensionato su due in Italia vive con meno di 1.000 euro mensili e il 22,2% delle pensioni è addirittura sotto quota 500. Gli assegni più bassi sono al Sud (88% del valore della media nazionale) dove è anche maggiore il numero di assegni sociali. Sull'aumento della spesa, fa sapere il Tesoro, hanno pesato «gli interventi sui criteri di rivalutazione e di incremento delle pensioni base disposti nel 2007». E i nuovi criteri per l'accesso alla pensione, entrati in vigore da inizio 2008 «hanno agito in senso restrittivo sulla spesa solo parzialmente», rileva ancora il Tesoro per il quale gli effetti si «esplicheranno a pieno» solo nel 2009. Rallenta invece la crescita della spesa assistenziale: nel 2008 l'aumento è stato del 4,9% contro il 5,8% del 2007. Calano le pensioni di guerra e rallentano la crescita quelle di invalidità. Le cifre del Tesoro toccano anche un argomento di forte dibattito: il gap tra le varie aree del Paese. Se nelle regioni settentrionali e centrali gli importi medi degli assegni pensionistici sono pari al 104,9%e al 106,6% della media nazionale, nel Mezzogiorno si scende all'88,1% della inedia nazionale. Come afferma qualcuno per le retribuzioni, insomma, lo scalino che si vorrebbe formalizzare già esiste nei fatti. Resta più alta nel Sud comnunque l'incidenza delle pensioni (o assegni) sociali, le prestazioni rivolte agli over 65 anni il cui reddito annuo non superi gli 8.640,84 euro. Se nel Nord per ogni 100 abitanti con oltre 65 anni ci sono 3,84 assegni sociali, nel Centro si sale a 6,58 e nel Suda 11,28. Al top della classifica la Sicilia con oltre 14 assegni su 100 anziani. Al Nord invece la quota più elevata si registra in Liguria, con 5,06 assegni ogni 100 abitanti over 65 anni. Si tratta spiega il Tesoro - si tratta di una distribuzione «coerente con l'andamento del fenomeno della povertà, che è notoriamente concentrato nelle regioni del Mezzogiorno». I dati ministeriali offrono il destro ai senatori Emma Bonino e Piero Ichino di rilanciare i contenuti del disegno di legge cofirrnato insieme ad altri esponenti dei due schieramenti, e che prevede «una serie di incentivi, per cui di fatto diventa conveniente sia per la persona, sia per il datore di lavoro, sia per l'Inps la prosecuzione oltre i 65 anni dell'attività lavorativa», afferma Bonino, secondo la quale il testo rappresenta una rivisitazione italiana del welfare «tenendo conto dell'aumento delle speranze di vita degli italiani». E anche per Ichino, rimanere al lavoro anche dopo i 65 anni, riducendo gli oneri contributivi a carico del datore di lavoro e offrendo al lavoratore la possibilità di avere un trattamento economico superiore a quello che percepirebbe se andasse subito in pensione «dà vantaggi a tutti».





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