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Living together - Combining diversity and freedom in 21st-century Europe [Report of the Group of Eminent Persons of the Council of Europe] PDF DOWNLOAD >>

DOCUMENTARIO DEDICATO DA AL-JAZEERA ALLA LEADER RADICALE EMMA BONINO

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L’EUROPA DEVE FARE DI PIU’

L'Espresso - 21 agosto 2009 Nel XXI secolo la politica dell’embargo e delle sanzioni ormai ha perso tutta la sua efficacia di Federica Bianchi Emma Bonino, vicepresidente del Senato, ha dedicato una vita alla difesa dei diritti umani. Cosa vorrebbe dire alla giunta Birmana? Che non c’è niente di più vulnerabile di una dittatura e che la tattica di imprigionare gli oppositori, specie a ridosso di scadenze elettorali, è un espediente che può solo rinviare il confronto con le esigenze di affrancazione dei propri cittadini, ma di certo non può evitarlo per sempre. La comunità internazionale e l’Europa dovrebbero usare gli strumenti di cui dispongono per sostenere i militanti della democrazia e spingere le superpotenze della regione e in particolare la Cina a non prestare ulteriore appoggio alla giunta militare, essendo inteso che nel XXI secolo la politica dell’embargo e delle sanzioni economiche ha ormai perso tutta la sua efficacia. Cosa vorrebbe dire a San Suu Kyi? Mi piacerebbe trasmetterle tutta la mia ammirazione per la caparbietà che ha dimostrato in tutti questi anni di reclusione illegale. Per 50 milioni di birmani, prigionieri nel loro stesso Paese di un regime illegittimo, la sua stessa esistenza rappresenta una voce di speranza. Quale esperienza di donne che hanno sofferto in nome di ideali politici, sociali, umani non dimentica? Di donne straordinarie che hanno dedicato o che dedicano la loro vita, spesso rischiandola, alla conquista di spazi di libertà e di diritto per le donne del proprio Paese, ne ho conosciute diverse in tutto il mondo. Rola Dashti ad esempio, che dopo anni d’impegno politico è stata di recente eletta al parlamento in Kuwait, o l’attuale presidente della Liberia Ellen Johnson Sirleaf, o ancora la governatrice della provincia afgana di Bamyan Habiba Sarabi, la deputata ghanese Samia Nkrumah, la giornalista sudanese Loubna Ahmed al-Hussein. Di esperienze di forte mobilitazione ne ricordo moltissime in diverse realtà, mentre in Italia e in Europa l’attivismo femminile sembra ormai essersi sopito, come se i diritti acquisiti fossero destinati ad auto-conservarsi per sempre. Cosa rende la battaglia di una donna diversa da quella di un uomo? Lottare per la propria emancipazione in paesi in cui esiste una forte discriminazione di genere, spesso determinata dalle leggi dello Stato, e dove alle donne è riservato un ruolo subalterno, sia nell’ambito della famiglia che del contesto sociale, è un dato di non poco conto che certamente fa la differenza.





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