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DOCUMENTARIO DEDICATO DA AL-JAZEERA ALLA LEADER RADICALE EMMA BONINO

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CREDIBILITA' DEL PREMIER A RISCHIO

Il Piccolo - 31 maggio 2009 di Roberto Urizio Trieste - E' la capolista dei Radicali nella circoscrizione. Emma Bonino, insieme a Marco Pannella, lotta per mantenere il suo partito nelle istituzioni europee, cercando spazio tra i dibattiti televisivi e contro quello che definiscono «regime partitocratico», incarnato da Pd e Pdl. Non senza critiche feroci nei confronti del Governo e del premier. Dopo il caso Mills e la vicenda Noemi, Berlusconi dovrebbe dimettersi? «Vedo che ora Berlusconi invoca a gran voce la separazione delle carriere tra Pm e giudice, cosa che noi chiediamo da anni. Intanto la situazione nelle carceri è diventata insostenibile mentre ci sono nove milioni di processi pendenti. Berlusconi dovrebbe dimettersi per il caso giustizia prima che per il caso Mills. Quanto alla vicenda personale, il premier dovrebbe chiarire per chiudere la questione ma il rischio è di perdere credibilità internazionale». La campagna elettorale ha solo marginalmente toccato questioni europee. Secondo lei perchè? «Non è una novità ma mai come questa volta le questioni europee sono state ignorate. Purtroppo l'Europa continua ad essere considerata come un soprammobile, da tirare in ballo solo per addossarle qualche colpa mentre i meriti sono sempre del governo. Oggi viviamo un paradosso: gli stati membri sono troppo integrati per poter sviluppare risposte puramente nazionali ma troppo divisi per puntare ad un obiettivo comune». Perchè votare per la lista radicale alle prossime europee? «Per fare la Grande riforma, quella "americana", liberale e federalista, laica e nonviolenta; per una nuova classe dirigente, basata su meritocrazia e trasparenza, per una società aperta come quella proposta dai nostri referendum approvati dalla stragrande maggioranza degli italiani ma poi traditi dalla partitocrazia». I radicali hanno più volte lamentato la disparità di trattamento rispetto a Pd e Pdl. Sono state aggirate le regole della par condicio? «Più che aggirate direi violate in maniera sistematica e non da oggi. Ora abbiamo Raiset sempre con i partiti a fare da padrone. Sia l'elezione del presidente della Commissione di vigilanza sia le nomine spartitorie del Cda della Rai, dimostrano come nulla sia cambiato. Noi radicali riusciamo ad apparire nei talk-shows di Raiset solo dopo che le ingiunzioni dell'Autorità garante hanno ripristinato un minimo di legalità». I rapporti con il Partito democratico sembrano piuttosto freddi. Ci sono ancora spazi per andare avanti insieme? «Freddi, inesistenti, veda lei. Non con i gruppi parlamentari, con cui abbiamo rapporti leali, ma con il partito, sia in versione Veltroni che in quella Franceschini. Forse perché siamo troppo liberali, laici e autonomi?» Siete d'accordo con la proposta del Pd di un coordinamento delle opposizioni? «Certo. Peccato che quando decidono di coordinarsi chiamano tutti a raccolta tranne noi». I numeri dicono che la crisi economica è grave. Il Governo dice che l'Italia ne uscirà meglio di altri. È d'accordo? «Sono d'accordo con la prima affermazione. Vede, nei suoi primi tre mandati, Berlusconi per l'economia non ha fatto nulla di nulla; ora, nel quarto e spero ultimo, assieme a Tremonti sovrintende ad un declino così grave da far ritenere al Fondo monetario internazionale che l'Italia sarà l'unico paese dell'Eurozona a rimanere in piena recessione fino al 2010».





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