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DOCUMENTARIO DEDICATO DA AL-JAZEERA ALLA LEADER RADICALE EMMA BONINO

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LA STAMPA: OLTRE 5000 ADESIONI ALLA GIORNATA DI PROTESTA VOLUTA DA BONINO, COSCIONI E PANNELLA

di Jacopo Iacoboni Ve le immaginate le donne del Ghana e la signora dei salotti Daniela Santaché partecipare alla stessa iniziativa? Il sindaco di Roma Walter Veltroni a braccetto – simbolico – con il coordinatore di Forza Italia Roberto Antonione? Il ministro degli Esteri cipriota, che proprio ieri ha comunicato la sua partecipazione, col figlio di Zahir, re afghano in esilio, e l’ex ministro della Cultura francese Jack Lang? Potere del Satyagraha, la grande giornata di digiuno indetta oggi dai radicali Emma Bonino, Luca Coscioni e Marco Pannella, per la causa delle donne afghane e la mobilitazione di mezzo mondo: 5100 adesioni, 101 paesi, 482 parlamentari. “Fino a ieri – dice la Bonino – era impossibile anche solo pensare all’ingresso delle tre delegate afghane all’incontro di Bonn”. Adesso, invece. “Possiamo provare a immaginare che siano tutte, insieme, in un futuro governo a Kabul”. Potere di quelle idee che sembrano nate così, per scommessa, e invece si rivelano “formidabilmente bipartisan” e capaci di attrarre, come sottolinea la leader radicale. E formidabilmente capaci di dividere. Già, il Satyagraha metterà d’accordo capre e cavoli, destra e sinistra, paludati intellettuali e stelle e stelline della televisione. Si asterranno dal cibo, idealmente assieme, Lilli Gruber e Alba Parietti, Rita Levi Montalcini e Marina Ripa di Meana, Bernardo Bertolucci o l’ex presidente della Consulta Antonio Baldassarre. Ma il digiuno, esagerando un po’, è anche capace di spaccare famiglie. Incrinare antiche colleganze politiche. Persino mettere fratelli l’un contro l’altro (si fa per dire) armati. Così, non digiunerà oggi il leader dell’Ulivo e radicale della prima ora, Francesco Rutelli, chi lo conosce sottolinea che non digiuna da trent’anni, adesso è un uomo delle istituzioni ed è tenuto a certi obblighi. Però digiunerà sua moglie, la giornalista Barbara Palombelli, che con Bonino è, anzi, tra le promotrici: “Sì, partecipo a questa campagna a favore delle donne afghane. Ho aderito perché penso che sia utile, e basta”. Digiunerà fausto Bertinotti, il segretario di Rifondazione comunista, perché questa volta i radicali hanno colpito nel segno come ai loro tempi d’oro. Non digiunerà invece l’antico compagno Armando Cossutta, che a favore delle afghane, dice, è da sempre, e senza bisogno di non mangiare: “Ho sostenuto le tesi della Bonino sulla parità e le opportunità per le donne di qualunque paese. Non ho sostenuto e non sostengo questo modo di battaglia politica, e per questo non partecipo ai digiuni”. Torneranno a dividersi i fratelli Craxi: Stefania ha già comunicato ai radicali che lei parteciperà, il fratello Bobo ha smesso da anni di digiunare: “Farò un’altra cosa. Non il Satyagraha ma il Ramadan, il digiuno dall’alba al tramonto perché anche i musulmani dopo l’11 settembre hanno bisogno di solidarietà”: non si rompe, invece, l’unione di Sergio Castellitto, attore di sinistra che già aveva aderito alla manifestazione pro America, e Margaret Mazzantini, scrittrice, che cade dalle nuvole: “Sto con le donne afghane, ovviamente, ma del digiuno non sapevo nulla”. Lo farà? “Mah”. Gli ignari sono un’eccezione. Satyagraha bipartisan e Satyagraha “rovinafamiglie”, di sicuro questo digiuno non passa inosservato e, comunque, coglie nel segno facendo parlare di sé. “Ganghi – ammette la Bonino – poteva usare solo la radio, noi abbiamo a disposizione più mezzi di comunicazione. Con questo metodo di lotta possiamo lanciare un’iniziativa in tutto il mondo, mentre la manifestazione la puoi organizzare solo in poche città, e solo se hai i soldi”. Allora ecco le adesioni, tra gli altri, di Benazir Bhutto, ex premier pakistana. Di Bernard Kouchner, ministro francese. Di Boutros Ghali, ex segretario dell’Onu. Dello scrittore Abraham Yehoshua. Si riaccendono per un attimo anche le passioni di antichi radicali, oggi su posizioni critiche, tipo Massimo Teodori, editorialista del “Giornale”: “Per favore, non mi faccia commentare queste cose radicali”. Se l’espressione lasciasse qualche dubbio sulla sua partecipazione o meno al Satyagraha basterebbe controllare la lista come invita a fare lui stesso: “Veda se trova il mio nome”. No, il suo nome non c’è. Perché, tra loro, radicali ed ex si amano e si odiano. Se, a distanza di trent’anni dalle grandi campagne su divorzio e aborto, tante simpatie si sono spente, altre, insospettabili e variopinte, sono nate: ha aderito alla giornata il sottosegretario contestato Carlo Taormina. Digiunerà l’attrice Luciana Littizzetto. Il “travestito” Platinette. Il politico Ombretta Colli. Digiunerà, anche la conduttrice Tv Anselma Dall’Olio, e chissà se pure qui s’è spaccata una famiglia, perché suo marito, Giuliano Ferrara, lascia in sospeso una sua possibile partecipazione, “io che parlo di digiuno farei soltanto ridere”.





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