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IN ITALIA MILLE BAMBINE CON MUTILAZIONI GENITALI

Il Mattino - 1 ottobre 2009 Sono più di mille le bambine e le adolescenti immigrate da Paesi africani che hanno già subito, o potrebbero subire nel nostro Paese, mutilazioni genitali. E sono 35 mila le donne immigrate che sono state vittime di questa pratica prima di venire in Italia o una volta giunte qui. La denuncia è contenuta in una ricerca del luglio 2009 commissionata dal ministero per le Pari opportunità e presentata a una tavola rotonda dell'associazione radicale «Non c'è pace senza giustizia», sul tema delle mutilazioni genitali femminili, coordinata da Emma Bonino. Sono 110 mila, in Italia, le donne provenienti dai 26 Paesi africani in cui le mutilazioni genitali costituiscono «una pratica culturale e tribale diffusa». Di esse, 35 mila sono già mutilate. Le loro figlie, circa 4.600 ragazzine che hanno meno di 17 anni, sono il serbatoio dal quale provengono le oltre 1000 sfortunate che porteranno per tutta la vita i segni delle mutilazioni e conseguenze sanitarie gravissime. La vicepresidente del Senato chiede una risoluzione entro l'anno dell'assemblea generale dell'Onu sulla messa al bando delle mutilazioni genitali femminili. Risoluzione che, ha osservato Bonino, non è «ovviamente vincolante, ma è parte di un processo» che vede anche l'impegno in prima persona del ministro degli Esteri Franco Frattini. Lo scorso 25 settembre, a margine dell'assemblea generale a New York, - ha ricordato Bonino - Frattini ha organizzato una riunione ministeriale copresieduta assieme ai direttori generali dell'Unfpa e dell'Unicef e alla quale hanno preso parte 15 Paesi africani, per avviare il lavoro sulla risoluzione. Secondo i dati dell'Oms (Organizzazione mondiale della sanità) trai 100 e i 140 milioni di bambine, ragazze e donne nel mondo hanno subito mutilazioni genitali. Ed è l'Africa a detenere il triste primato: nel continente sono 91,5 milioni le donne vittime di mutilazioni genitali e, ogni anno, se ne aggiungono altri 3 milioni.





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