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NEL PIL ANCHE AMBIENTE E "FELICITA'"

Il Sole 24 Ore - 17 ottobre 2009 Ai presidenti delle commissioni Economia e Ambiente di Camera e Senato di Emma Bonino e Elisabetta Zamparutti* Ai presidenti delle commissioni Economia e Ambiente di Camera e Senato con la presentazione del cosiddetto Rapporto StigIitz, il Presidente francese Sarkozy ha lanciato pochi giorni fa una sfida: aprire un dibattito sull'individuazione di nuovi indicatori, più affidabili del Pil, per la misurazione statistica del reale "benessere" economico di un Paese. Crediamo che questa sfida vada colta, che anche il nostro Paese debba assumere una posizione chiara e trasparente, anche attraverso un dibattito parlamentare, su cosa si debba intendere oggi per "benessere della popolazione". Per questo Vi chiediamo di avviare urgentemente un'audizione dei principali autori del Rapporto sulla "misura delle per formance economiche e del progresso sociale" tra cui il coordinatore della Commissione Jean-PauI Fitoussi, e i premi Nobel Joseph Stiglitz e Amartya Sen, e di farlo nelle Commissioni parlamentari di Camera eSenato competenti per l'Economia e l'Ambiente. Quella di Sarkozy non è certo un'idea nuova, ma i tempi sono maturi ed anzi lo crisi finanziaria e climatica rendono oltremodo urgente riflettere proprio su questo, su cosa significa un incremento di Pil che non tenga conto parallelamente anche dell'incremento della qualità della vita. La Commissione Stiglitz avvia un dibattito, non lo chiude, rimettendo ad istituzioni nazionali ed internazionali l'approfondimento delle raccomandazioni contenute nel Rapporto e le proposte di considerare tra gli indicatori del benessere il reale potere di acquisto, la qualità della sanità pubblica e dell'istruzione, il grado di partecipazione alla vita politica, la legalità e il funzionamento della giustizia, la presenza o meno di ineguaglianze sociali, generazionali, sessuali e culturali oltre che le attività non commerciali, come le opere di volontariato e i lavori domestici. Durante la presentazione del Rapporto sono stati fatti alcuni esempi per capire in che cosa consista questo importante "indice del benessere "o della felicità": se aumenta il consumo di carburante sale il Pil, sicuramente, ma diminuisce "il benessere" a causa del traffico, dell'inquinamento e del tempo sottratto "a se stessi", perché perduto negli spostamenti caotici nelle grandi città. Ne deriva che nell'indice generale del benessere, vadano comprese anche le valutazioni delle questioni ambientali con particolare riferimento alle concentrazioni inquinanti nell'aria che danno luogo all'effetto serra. E' dalla volontà di concepire diversamente il "benessere", non riconducendolo a un rnero accumulo di beni, che può derivare la consapevolezza della necessità di politiche economiche e fiscali di segno diverso rispetto alle attuali, e capaci di riequilibrare l'assetto produttivo e sociale del nostro Paese. *Rispettivamente Vicepresidente del Senato e deputata, membro della Commissione Ambiente





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