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LE FIRST LADY AFRICANE (INSIEME ALLA BONINO) RILANCIANO LA CAMPAGNA CONTRO LE MUTILAZIONI GENITALI

Il Secolo d'Italia - 7 novembre 2009 Milioni di donne, ancora oggi, vivono sotto la minaccia delle mutilazioni genitali femminili o ne subiscono le conseguenze. Solo in Africa, circa tre milioni di bambine e ragazze sono sottoposte a questa pratica ogni anno, il che porta a più di 92 milioni le donne attualmente mutilate nel grande continente. Numerosi paesi dove le mutilazioni vengono praticate sono firmatari del Protocollo dell`Unione Africana sui diritti dell`uomo dove, all`art. 5, si chiede in maniera esplicita l`approvazione di leggi nazionali che vietino queste pratiche. Segnali positivi giungono da alcuni, ma in altri si registra uno stallo sia nella ratifica del Protocollo sia per nella sua trasposizione negli ordinamenti nazionali. È per questo motivo che il governo del Burkina Faso, grazie all`impulso della first Lady Chantal Compaoré, e l`associazione radicale "Non c`è Pace senza Giustizia" (www.npwj.org) che sarà rappresentata da Emma Bonino, hanno organizzato una riunione di alto livello a Ouagadougou lunedì prossimo con l`obbiettivo di dare impulso a una definitiva messa al bando. La riunione è patrocinata dalla Cooperazione allo Sviluppo del nostro ministero degli Affari Esteri e vedrà la partecipazione di ministri e leader di comunità locali, nonché di donne protagoniste di questa battaglia. L`incontro sarà anche un`occasione per lanciare un appello alle altre first ladies africane affinché s`impegnino nella campagna. Si tratta soprattutto di informare le donne nelle comunità locali sui loro diritti, sostenuti da strumenti internazionali e di promuovere leggi che sanciscano questi diritti a livello nazionale. Oltre alla "prima signora" del Burkina Faso anche quella egiziana, Suzanne Mubarak e l`ugandese signora Museveni, si sono già pronunciate pubblicamente e vigorosamente contro le mutilazioni. Ora quel che conta è di coordinare le azioni e le iniziative di questa alleanza tra donne. La riunione di Ouagadougou giunge ad un momento cruciale. Quest`estate, in Mali, migliaia di donne hanno manifestato per esigere che il loro parlamento adotti una legge. E nonostante le resistenze delle forze conservatrici, intere comunità in tutto il continente cominciano a mettere in discussione la legittimità delle mutilazioni.





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