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FRA T-SHIRT, SCIALLI E TURBANTI IL NUOVO FEMMINISMO AFRICANO

Il Secolo d'Italia - 12 novembre 2009 La straordinaria energia del vertice contro le mutilazioni genitali nel Burkina Faso di Emma Bonino* A Ouagadougou, capitale del Burkina Faso, il sole brucia fin dalle 9 della mattina. Luned√¨ scorso, accanto alla ministra burkinab√© degli affari sociali, Pascaline Tamini-Bihoun, aspetto all'ingresso l'arrivo della Premi√®re Dame Chantal Compaor√© e di quella del Guinea Bissau Mariana Sahna. Dentro, la grande sala √® piena zeppa in un misto davvero straordinario di ministre, parlamentari, attiviste della regione, ex praticone delle mutilazioni che hanno abbandonato il mestiere, stampa e corpo diplomatico, in un'esplosione di colori e di energia e di determinazione immediatamente palpabile. In una sala accanto collegata via monitor, studenti e studentesse provenienti da tutto il paese indossano una T-shirt con la scritta "A bas l'excision!" firmata da Non c'√® Pace senza Giustizia e Voix des femmes, il nostro partner locale. In questi ultimi momenti febbrili si aggirano tesissimi - ma apparentemente serafici - Cristina, Sabrina, Carmela Niccol√≤, Alvilda e gli altri volontari che in questi anni hanno imparato a coprire qualunque ruolo e qualunque necessit√† spinti solo dalla loro motivazione e convinzione profonda, in qualunque citt√†: Bruxelles, Roma, Cairo, Nairobi, Djibuti, Bamako, Asmara...All'aeroporto ci aspettava Remigio, promosso sul campo capo del protocollo, in albergo Carmela per accettazione e logistica, insieme ai volontari burkinab√© guidati dalla efficiente e sempre sorridente Marie Rose. Penso a tutto questo mentre il sole mi brucia la testa e lo racconto non per fare del colore, ma per cercare di trasmettere tutto il lavoro, l'impegno, la capacit√† di adattamento e di invenzione e di militanza (parola obsoleta??) che c'√® dietro questa lunga campagna. Insomma, l'organizzazione della conferenza a Ouagadougou √® stato un vero tour de force ma ne √® valsa la pena e motiva il mio ottimismo per il futuro, perch√© in questi anni la campagna contro le mutilazioni genitali femminili ha fatto davvero grandi passi avanti. Organizzata dal governo locale e dall'associazione radicale Non c'√® Pace senza Giustizia con il sostegno politico e finanziario della Cooperazione italiana e dell'Unops, la conferenza rappresenta un'ulteriore tappa in questo cammino cominciato tutto in salita nel 2003 e che pu√≤ davvero vedere il 2010 come data possibile per la messa la bando totale della pratica, sancita da una risoluzione dell'Assemblea generale delle Nazioni Unite cui sta lavorando con impegno il governo italiano Ed evidentemente si propaga e si espande a macchia d'olio magari per vie carsiche o sotterranee, tanto che di ritorno dal Burkina Faso marted√¨ sera mi colpisce e mi emoziona un servizio del TG3 in cui una donna africana immigrata in Italia racconta di aver deciso con il pieno sostegno del marito e dell'intera sua comunit√† di riferimento di non sottoporre le figlie alla pratica della mutilazione. Non solo perch√© in Italia √® un reato, ma probabilmente perch√© il tab√Ļ si sta rompendo, perch√© la campagna del ministero delle pari opportunit√† e di Aidos comincia a dare frutti, perch√© c'√® un apposito numero verde allestito dal Ministero degli Interni...E forse alla fine anche perch√© viviamo in un unico mondo, dove i diritti umani e la loro promozione non hanno confini, dove la loro affermazione √® una aspirazione universale. In Africa, dall'approvazione nel 2005 del Protocollo di Maputo da parte degli Stati Membri dell'Unione Africana, dove si chiede in maniera esplicita l'adozione di leggi nazionali che vietino questa pratica, ad oggi, 18 Stati sui 28 in cui si infliggono le mutilazioni genitali femminili hanno adottato una legge che punisce penalmente la pratica e hanno promosso campagne d‚Äôinformazione e di sensibilizzazione presso le popolazioni. Un exploit di tutto rispetto dal punto di vista dell'imperativo morale ma anche da quello politico-amministrativo se si pensa per esempio ai dilatati tempi di trasposizione delle direttive europee a casa nostra... I 16 paesi presenti a Ouagadougou non solo hanno chiesto, nella dichiarazione finale da tutti sottoscritta, ai rimanenti paesi di adottare al pi√Ļ presto la normativa a livello nazionale ma si sono rivolti a tutti affinch√© si lavori per la loro armonizzazione cos√¨ da rendere omogenei i campi d'applicazione e le sanzioni previste. La natura transfrontaliera del fenomeno necessita un approccio regionale e non nazionale se si vuole assicurare l'efficacia degli strumenti legislativi. Anche la mobilitazione dell'opinione pubblica (la conferenza burkinab√© -grazie al sostegno della Regione Piemonte - √® stata trasmessa in diretta dalla tv e radio nazionale, compreso l'intervento efficace e mobilizzatore di Chantal Compaor√©) e le strategie di contrasto vanno rafforzate e focalizzate su obiettivi precisi, in particolare dando impulso ad una risoluzione dell'Assemblea Generale dell'Onu di condanna delle mutilazioni genitali femminili come violazione di diritti umani di base, a cominciare dal diritto all'integrit√† fisica. Una risoluzione ad hoc darebbe una copertura mondiale alla lotta contro le mutilazioni e getterebbe le basi per una vera e forte alleanza internazionale. Non dimentichiamoci che la giustificazione per perpetuarle varia da paese a paese: in alcuni, i testi religiosi sono invocati a sproposito; in altri, sono le tradizioni culturali ancestrali a mantenere viva la tradizione. Ma qualsiasi sia la motivazione e nonostante le resistenze delle forze conservatrici che difendono il mantenimento di questa pratica, intere comunit√† ovunque nel mondo cominciano a mettere in discussione la sua legittimit√†. Questo √® possibile solamente quando la popolazione nel suo insieme, nelle zone rurali come in quelle urbane, prende coscienza delle conseguenze sanitarie delle mutilazioni, come pure dei diritti esigibili delle donne in quanto riconosciuti e protetti da leggi internazionali e nazionali. Oggi occorre rimanere determinati e insistere sull'impegno e la volont√† politica come fattore essenziale per mettere fine a questa pratica brutale. E ognuno pu√≤ fare qualcosa: basta volerlo. Per esempio trovare i necessari sostegni finanziari dai privati oltre che quelli del governo. Sicch√©, subito dopo Ouagadougou, so che ci troveremo in molti all'iniziativa di finanziamento che Anna Venturini Fendi (generosa e impegnata come sempre) organizza, grazie anche ad importanti sostegni, marted√¨ prossimo a Roma. Per chi volesse contribuire direttamente si pu√≤ consultare il sito www.npwj.org Non ci sono pi√Ļ alibi: il momento √® venuto di dire basta e di smettere di tollerare l'intollerabile. *Vice Presidente del Senato





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