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Living together - Combining diversity and freedom in 21st-century Europe [Report of the Group of Eminent Persons of the Council of Europe] PDF DOWNLOAD >>

DOCUMENTARIO DEDICATO DA AL-JAZEERA ALLA LEADER RADICALE EMMA BONINO

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L’OPERAZIONE VELO

Ci sono oltre un milione di alleati degli USA nell’Afghanistan. L’Alleanza del Nord ha non piú di 20.000 soldati, ma la metá dei 25 milioni afghani sono donne che venivano trattate da cittadini inferiori dai talebani. La First Lady americana si e' fatta sentire alla radio nel novembre scorso. Laura Bush, nel discorso settimanale di suo marito, il presidente George Bush, ha parlato della situazione delle donne e dei bambini in Afghanistan. Non c’é stato un esempio, nella storia americana, di una First Lady che parlasse alla radio al posto del Presidente. Questo dimostra che gli USA cercano davvero di lottare su ogni fronte contro i talebani ed i terroristi. Non si accontentano del sostegno di gruppi oppressi e dell’opposizione. I cittadini afghani e le donne afghane sono diventati un nuovo strumento di strategia. La maggioranza delle ragazze e delle donne si é già messa in contrasto con il regime talebano. Il lavoro, l'educazione, la possibilità di uscire da sole – tutto questo a loro era vietato. Secondo le statistiche, una donna afghana partorisce in media 5-6 figli. Se nasce una femmina, la possibilita' di vita é di 45 anni, un anno e mezzo in meno rispetto ai maschi. Nella maggior parte dei paesi del mondo sono le donne che sopravvivono agli uomini. Sulla situazione delle donne afghane – in base ad esperienze proprie – Emma Bonino ci ha rilasciato un’ intervista. Questa donna della politica nella seconda meta' degli anni 90, divento' Commissario europeo per gli aiuti umanitari. La Bonino, da quando fu insediato il governo talebano, cioè da 5 anni, ha incorso una battaglia umanitaria importante per il rispetto dei diritti umani in Afghanistan e contro la loro violazione. Prima di tutto si è occupata della situazione delle donne. Nel 1996 ancora nessuno nel mondo si era emozionato su quello che stava succedendo in Afghanistan rispetto a quelli che non erano dalla parte dei fanatici. Sapevamo pochissimo dei talebani e si diceva anche che l’ONU stava per riconoscere il loro governo. Emma Bonino visitò l’Afghanistan in quanto delegata dell’UE nel settembre 1997 per fare delle trattative con organizzazioni non governative. Si scoprì presto che le notizie che giungevano in Europa sull’ingiustizia dei talebani contro le donne erano vere. Assumendo il potere, i talebani hanno proibito l’accesso per le donne negli ospedali, le donne non potevano mischiarsi agli uomini né farsi curare da loro, né tanto meno potevano lavorare come medici. “Per le donne piú malate era previsto a Kabul una specie di edificio diroccato, senza acqua, luce, nemmeno letti”, ci ha raccontato Emma Bonino. Emma Bonino e la sua delegazione, insieme con dei giornalisti famosi, tra cui Christiane Amanpour, giornalista della CNN, visitarono questo ‘ospedale’. Alcuni rappresentanti di ONG e giornalisti cominciarono a filmare e qui avvenne l’incidente. Improvvisamente arrivò un gruppo armato che arrestò tutti gli stranieri e li portò in un carcere. Solo dopo ore di trattative furono liberati. Dopo l’incidente, Emma Bonino continuo' la sua visita come previsto, nella zona nord, tenuta dall’Alleanza del nord. Tornando denuncio' la situazione alla Commisione dei diritti umani a Ginevra. Il fatto che i talebani avevano dei proventi ingentissimi dal narcotraffico, che l’Afghanistan era diventato un campo di addestramento per terroristi, che le donne venivano umiliate, in quel periodo attiro' l’attenzione di pochi. L' 8 marzo 1998, per la Giornata internazionale della donna, la Bonino volle di nuovo richiamare l’attenzione del mondo sulla violazione flagrante dei diritti delle donne in Afghanistan e anche in altri paesi e si impegno' personalmente a sostenere la campagna intitolata “Un fiore per le donne di Kabul”. Questa servi ad esprimere la solidarietà mondiale nei confronti di queste donne, che simboleggiano la lotta femminile in tutto il mondo per far rispettare i diritti, la dignità e la libertà di scelta delle donne. Questa donna della politica sta lottando anche in questi momenti per i diritti delle donne afghane. Il suo partito, Il Partito Radicale Transnazionale ha promosso l’iniziativa di una giornata mondiale di digiuno e nonviolenza, sabato scorso, 1 dicembre, per le donne nel governo provvisorio afghano. La Bonino ritiene necessario che il governo provvisorio, qualora si volesse davvero unire il paese distrutto dalla guerra, sia costituito anche da donne afghane. In passato, le donne afghane hanno partecipato alla vita pubblica perche' l’islam non esclude le donne. I talebani fanatici, nel proibire l’educazione delle donne afghane, hanno cercato di tenerle nel buio, ma non ci sono riusciti. Il burka, il velo obbligatorio, copre la faccia ed il corpo delle donne, ma contemporaneamente le ha fatte diventare nemiche del sistema . Le donne, per dimostrare la loro resitenza, si truccavano sotto il velo – anche se era vietatissimo.





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