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DOCUMENTARIO DEDICATO DA AL-JAZEERA ALLA LEADER RADICALE EMMA BONINO

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E IO ORA BALLO CON LA BONINO

Gente - 15 marzo 2010

L’ex étoile corre per la Regione Lazio nella lista della leader radicale. E dice: «E la mia occasione per fare qualcosa per la cultura: ed è solo il primo passo...»

di Rossana Linguini

Tutto è iniziato con una telefonata. «"Salve, sono Emma Bonino". E io subito: "Sì, e io sono Gene Kelly". Ma quando ha iniziato a scusarsi per non avermi fatto avvisare prima, ho capito che era davvero lei». Così Raffaele Paganini, 52 anni, come rivendica perfino nel titolo dei suo ultimo spettacolo Ho appena 50 anni e ballo il sirtaki, ha incontrato la candidata del centrosinistra alla Regione Lazio. «Emma mi ha spiegato perché mi avrebbe voluto nella sua squadra: perché rappresento un pezzetto di quella società civile che lei voleva candidare». E lui ha detto sì. Ma, anche se suo padre ha fatto il partigiano, lui non ha mai votato a destra e nutre da sempre una smisurata stima per Emma Bonino, avrebbe detto si a chiunque gli avesse proposto di candidarsi. «Non sono un politico, ma un uomo di cultura: e per la cultura, che è il vero petrolio di questo Paese, vorrei fare qualcosa». Già, ma in che modo? E al termine di questa campagna elettorale incagliata al caos liste («È talmente surreale e imbarazzante da far sorridere, sola una moviola potrebbe risolvere la cosa»), nell’ipotesi di vittoria, da dove comincerà? «Non sarà facile, lo so, ma io vengo da quel mondo, ho 35 anni di danza alle spalle, ho girato i teatri di tutto il mondo: so che cosa serve davvero e posso dare i suggerimenti giusti a chi sta più in alto di me». Qualcuno, però, più che alla sua esperienza penserà alla sua celebrità e dirà: ecco, dopo showgirl, attrici, registi, pure un ballerino…. «E sbaglierà. Guardi, io sto per andare in pensione come ballerino e ho sempre pensato che avrei continuato a lavorare per il mondo della danza, insegnando, come già faccio, o prendendo la direzione di qualche teatro. Ma questa è l`occasione per valorizzare davvero la cultura, per far sì che anche in Italia si cominci finalmente a sostenere gli artisti. E c`è anche altro. Essendo padre di due figli [Alessandro, 25 anni, e Luca, 16, ndr], vorrei provare a scardinare questa "atrofia" televisiva e informatica che paralizza i giovani». Il che, se possibile, è ancora più difficile che far crescere la cultura. «Io nella vita ho lavorato sodo e ho ottenuto tutto quello che volevo ottenere: adesso è arrivato il momento di fare altro». Da come parla, sembra che le regionali, eletto o no, non siano che un inizio. «L`ha detto. È solo il primo passo: e lo dimostrerò, come ho fatto con la danza».

 





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