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IL NODO DEI RIFIUTI: DALLA DIFFERENZIATA AI TERMOVALORIZZATORI

Il Messaggero - 16 marzo 2010

1) Roma e il Lazio necessitano, secondo lei, di altri impianti dedicati al trattamento dei rifiuti solidi urbani, oltre quelli che sono già previsti dall’attuale piano regionale?

2) Il Lazio è molto indietro, per quanto riguarda la r accolta differenziata, rispetto agli obiettivi fissati dalle norme europee e ad altre regioni italiane. Come pensa di agire concretamente su questo importante fronte?

3) Come vuole concludere, e con quali tempi, l`annosa vicenda della discarica di Malagrotta, che resta sospesa a una chiusura che gli abitanti chiedono da troppo tempo?

4) Parliamo di pulizia di Roma, quella che riguarda le strade e le piazze. Secondo lei, cosa si può fare per migliorarla e risolvere i problemi dell’Ama che si ripercuotono sui cittadini?

Risponde Emma Bonino

1) Esiste un piano dei rifiuti approvato in regime commissariale e un altro che deve essere approvato a livello ordinario. Il numero di impianti per arrivare a chiudere il ciclo è stabilito, e sono tutti realizzati o già autorizzati; non ne servono altri. Gli impianti si fanno se servono, non per motivi ideologici. La priorità adesso è quella di ridurre la produzione di rifiuti e di aumentare la raccolta differenziata. Se saremo così bravi da rendere necessari altri impianti di trattamento, nessuno si opporrà all`autorizzazione. Al momento mi risulta ci sia il problema opposto: gli impianti che ci sono non sono utilizzati per le potenzialità che hanno.

2) I soldi regionali ci sono, più di 300 milioni di euro. Non ci sono alibi. Tocca adesso ai Comuni fare il resto. Alla Regione il compito di programmare e continuare a investire, accompagnando l`attuazione del piano. Dovranno essere costruiti centri di compostaggio per il recupero della frazione organica dei rifiuti e veri e propri ecocentri nei diversi comuni. Aumenteremo quindi i centri di raccolta e le isole ecologiche con l`introduzione di sistemi di premialità i cittadini e le amministrazioni virtuose.

3) Non si tratta di come la voglio concludere io. Malagrotta la chiuderei anche domani ma spetta al Comune di Roma, per quanto si faccia finta che non sia così, decidere il sito alternativo. Se loro, a livello informale e senza presentare progetti, propongono solo ipotesi in provincia di Roma, è il caso di Allumiere, non possono certo aspettarsi un appoggio regionale. Come in altri casi il Campidoglio tende a spostare i problemi fuori dal territorio comunale, invece di risolverli. C`è l`aggravante di aver spostato il problema a dopo le elezioni regionali, come se i problemi per essere risolti potessero aspettare non di essere seriamente valutati nel merito, ma di adattarsi alle convenienze politiche di una parte. E` successo anche perle centrali nucleari, non è accettabile. Approveremo rapidamente la legge istitutiva degli ATO rifiuti in provincia di Roma, per evitare che si continui a far finta di essere efficienti a spese degli altri.

4) Io credo fermamente nei meccanismi di controllo, monitoraggio e verifica dei risultati. E` un principio basilare per qualunque pubblica amministrazione. Nel nostro caso vale anche per la raccolta differenziata: concediamo fondi ai Comuni e verifichiamo che siano spesi per raggiungere gli obiettivi che fissiamo insieme alle altre amministrazioni locali. Chi non ottiene ciò che si era prefisso riceverà sovvenzioni soltanto per la parte di risultato che ha ottenuto. Invece di discutere all’infinito di nomine ed equilibri sarebbe ora di verificare perché una città come Roma debba essere così indietro rispetto alle altre capitali europee, e intervenire con vigore per risanare le inefficienze più gravi. Nel nostro programma il ricorso all’Audit civico è uno degli elementi chiave per costruire un nuovo e più europeo modo di governare l’interesse di tutti i cittadini.

 





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