sito in fase di manutenzione: alcuni contenuti potrebbero non essere aggiornati
 
 ottobre 2020 
LunMarMerGioVenSabDom
 1234
567891011
12131415161718
19202122232425
262728293031 
CAMPAGNE
MISSIONI

CERCA:

Ministero degli Affari Esteri

Living together - Combining diversity and freedom in 21st-century Europe [Report of the Group of Eminent Persons of the Council of Europe] PDF DOWNLOAD >>

DOCUMENTARIO DEDICATO DA AL-JAZEERA ALLA LEADER RADICALE EMMA BONINO

Cookie Policy

>> Il Messaggero


BONINO: PIU’ TRASPARENZA TAGLI AI COSTI DELLA POLITICA

Il Messaggero - 26 marzo 2010

“Coalizione compatta, ma gli assessori me lo sceglierò io”

Eccole, una accanto all`altra, le due candidate alla regione Lazio. Emma Bonino e Renata Polverini si sfidano sui programmi.

Cominciamo dai temi principali: sanità e rifiuti. Ci sono tre cose concrete che vi impegnate a fare nei primi 90 giorni?

Bonino: «Sulla sanità ci sono due cose da fare in contemporanea. La prima: rifare il piano sanitario perché è scaduto in base ai criteri stabiliti dalla conferenza Stato Regioni il 3 dicembre. Voglio fare questo piano consultando tutti, con gli stati generali della salute e della sanità. La seconda: rinegoziare col Governo i criteri del disavanzo. C`è un sottodimensionamento di quattrocentomila utenti. come dice anche il Commissario. A causa di questo, ci sono trasferimenti minori da parte del Governo. Va anche inserito il criterio di scorporare le spese di ricerca e di formazione dei cinque policlinici. Potremmo così diminuire il disavanzo. Ci farebbe uscire dal commissariamento il più presto possibile. E` un negoziato, ma credo che vada avviato».

Un punto nevralgico nella sanità è la spesa farmaceutica, che rappresenta il 16% della spesa totale. Un rapporto della Guardia di Finanza ipotizza un danno erariale rilevante di 277 milioni. Basta pensare che la Regione paga ogni anno un mutuo di 360 milioni per il debito pregresso. Ne discendono tre questioni. 1)Che rapporto pensate ci debba essere tra la politica e i manager, e i direttori generali delle Asl. 2) Non ritenete che ci siano pochi controlli, cioè che nella sanità da questo punto di vista si è fatto troppo poco? 3) Cosa pensate di fare?

Bonino: «Sulla spesa farmaceutica: ho letto i vostri articoli, ma non gli atti dell`inchiesta. Ho visto però la relazione del vicecommissario che spiega molto bene come per l`ennesima volta siamo di fronte a un problema di legalità. La legge sul nuovo sistema è del 2001. l`Aifa (Agenzia italiana del farmaco) fa il regolamento nel 2004, la Regione fa la sua legge il 14luglio 2006. In sintesi: dal 2001 non si è visto nulla. Il sistema entra in funzione a dicembre 2006 e lo stesso vicecommissario dice che cominciamo a vedere i grossi risparmi, con i 64 milioni di euro sulla spesa farmaceutica. Siamo nel tipico caso italiano di una legge che nessuno applica per anni e che se applicata invece comincia a dare dei frutti. Veniamo ai manager e al controllo del loro operato. L`intera questione del monitoraggio e del controllo manca culturalmente in Italia in tutti i settori. E` più grave sulla sanità perché è la spesa più alta. Abbiamo avuto. dal 2002 al 2005 per esempio, una questione di legalità: le Asl non hanno neanche presentato i bilanci. Penso a un organismo terzo. per quanto riguarda controlli. e monitoraggio. Stabiliti gli obiettivi, servono meccanismi di premialità o sanzione. Sulle nomine dei manager: la legge prevede ad oggi che i direttori generali delle Asl li sceglie. li nomina. la politica. Finché non si cambia la legge è così. Però c`è modo e modo di nominarli, alcune pratiche europee possono essere molto utili: ad esempio, curriculum pubblici in rete. La trasparenza aiuta l`onestà e aiuta anche il merito. Questa parte metodologica sarà la più complicata, perché le resistenze saranno notevoli».

Pronto Soccorso e ospedali sono sovraffollati perché manca il filtro dei medici di base e della guardia medica. Il cittadino che sta male va al Pronto Soccorso. Ecco, come pensate di intervenire?

Bonino: «I cittadini oggi finiscono in ospedale o al pronto soccorso perché non hanno alternative. Bisogna tornare agli ospedali per gli acuti e ai pronti soccorsi perle emergenze. Per altri tipi di necessità servono risposte differenti. Esempio: a piazzale Istria ho visitato una cooperativa di medici di famiglia che insieme fanno da cuscinetto e da filtro. Sono aperti anche il sabato e la domenica per tutte quelle piccole richieste che non richiedono l`ambulanza. I medici di famiglia potrebbero essere di turno il sabato e la domenica come le farmacie. Penso anche a un aumento della guardia medica ove necessario. Ma ci sono altri strumenti: l`infermiere scolastico. Ancora: vanno tutti in ospedale perché noti c`è l`assistenza familiare. non ci sono altre possibilità di servizi sociali sul territorio, che sono meno cari e più umanizzanti. Se un posto letto costà in media 800 euro al giorno. una badante legalizzata 900 curo al mese. Però credo che sia per diminuire la spesa sanitaria, sia per umanizzare il trattamento, questo equilibrio tra acuzie e attività sociali sia indispensabile. Il secondo equilibrio da raggiungere è tra Roma e i territori. Solo così si può arrivare a ridurre la spesa sanitaria e a un servizio più umano per i cittadini. Questo vorrà dire la riconversione di ospedali in day hospital o in hospice. Non sarà una passeggiata, l`appoggio dei cittadini informati su ciò che faremo sarà indispensabile».

Adesso parliamo di rifiuti. Nel Lazio è terminato il commissariamento però la situazione e difficile. Da anni si rinvia la chiusura della discarica di Malagrotta, che anche quest`anno resterà aperta. Si tratta di trovare un sito alternativo e discutere il piano regionale dei rifiuti che al momento prevede quattro impianti di termovalorizzazione. E` la strada giusta, per voi?

Bonino: «La Regione è uscita con questa giunta da un lunghissimo commissariamento durato dal `99 al 2008. C`è un piano rifiuti in fase di consultazione a Bruxelles. E` un piano valido e va applicato. Ho sentito Alemanno dire che ci vuole un quinto termovalorizzatore e che quindi non sceglierà un nuovo sito per una nuova discarica: significa che Malagrotta, già prorogata e illegale, starà aperta per altri tre o quattro anni. Non è un gran bel modo di fare. Alemanno nel 2008 ha detto: bisogna trovare una nuova discarica per non finire come Napoli; ha chiesto all`Ama di predisporre, entro il 2009, un`alternativa. Oggi se ne esce con l`idea che invece Malagrotta continua per altri tre anni, in attesa di un quinto termovalorizzatore. A parte il fatto che siamo in una situazione in cui neanche Colleferro è a pieno regime. Abbiamo un piano, non mi sembra francamente intelligente ricominciare a rimetterlo in discussione, peraltro dicendo, sottinteso, che Malagrotta durerà per altri tre o quattro anni. Io mi attengo al piano. Con due elementi aggiuntivi. Il primo: un meccanismo di sanzione e premialità ai Comuni per la raccolta differenziata: oggi siamo a una quota miserrima, c`è chi dice 15, chi 16. chi 19 per cento. Per la raccolta differenziata, le Regioni danno i soldi, tra spetta ai Comuni intervenire. E Roma sta ai 12 per cento. Forse un qualche sforzo in più lo poteva fare. L`altra questione è gigantesca, non solo per 1 Lazio: la riduzione dei rifiuti a partire dagli imballaggi. Una piaga non solo nazionale».

Molte delle proposte di cui abbiamo parlato finora richiedono finanziamenti, debbono cioè essere pagate da qualcuno. L`80% della spesa delle Regioni è assorbita dalla sanità; poi c`è un problema generale di spesa pubblica, quindi di difficoltà. Pensate a qualche manovra per recuperare le risorse che vi servono? E come intendete muovervi dovendo anche stimolare lo sviluppo, a partire dalle infrastrutture, e contemporaneamente fronteggiare l`emergenza occupazione?

Bonino: «La Regione può, nei limiti del bilancio, fare delle iniziative sul sociale. di riduzione della povertà. Questa Regione è l`unica in Italia che ha fatto una legge sul reddito minimo garantito. Sulle risorse: ci sono trasferimenti che devono arrivare dal Governo. Sblocchiamoli. La Regione ha un credito rispetto al Governo nazionale di 3,2 miliardi:1,7 miliardi sono condizionati ai progressi sulla riduzione del disavanzo della sanità, 1,5 miliardi sono puri crediti che il Governo non ha trasferito e che peraltro sono quelli che consentirebbero, per esempio, di pagare le imprese non a 600 giorni. Riguardano parte dell`Irap del 2007, parte dell`Irap del 2008 e tutta l`Irap del 2009. La seconda questione: bisogna utilizzare lo strumento del project financing. La ferrovia Roma-Viterbo può andare in calendarizzazione nei primi cento giorni: in project financing. Sono convinta che in molti settori o andiamo in situazione di co-finanziamento dei privati oppure, se aspettiamo tutto dal pubblico. non andremo da molte parti. Sulle infrastrutture c`è un problema dì sblocco del Cipe: la Roma-Latina, la Civitavecchia-Orte... Il Cipe però ha detto che sul Lazio fa tutto dopo le elezioni, non so se vuole vedere chi vince. Il terzo elemento, che non darà redditi, ma che secondo me può dare una serie di proventi, è la riduzione delle agenzie, più in generale una semplificazione delle strutture della Regione. In termini simbolici, ma non solo, c`è poi la riduzione dei costi della politica. Faccio un esempio: i consiglieri regionali hanno il vitalizio a 55 anni. Trovo che almeno allinearsi a deputati e senatori non sia un così grande sacrificio. Infine, credo che come ha fatto il presidente Fini per la Camera anche la Regione debba rendere tutto pubblico: ad esempio l`elenco delle aziende di servizio. Rendendo tutto pubblico scopriamo anche dove sono le sacche di sprechi. Ma sul lavoro, sui precari, la Regione, non essendo un`isola indipendente, si interfaccia con le politiche nazionali. Faccio un esempio: nel piano c`era la stabilizzazione dei precari della sanità che poi è stata bloccata invece dalla legge finanziaria».

Parliamo di trasparenza. Sappiamo che i presidenti della Regione dispongono di cospicui fondi per spese di rappresentanza. Siete pronte a rendere pubbliche le vostre spese? Magari su Internet?

Bonino: «Noi l`abbiamo fatto credo un po` in solitudine con l`anagrafe pubblica degli eletti. Se andate sul sito trovate anche i pochi fondi di rappresentanza che ho come Vicepresidente, trovate esattamente come. dove, quando li uso. Intendo continuare, ma è un già fatto».

Una domanda tutta politica: senatore Bonino,il Partito Democratico ha subito o ha scelto Emma Bonino? Nello schieramento che la sostiene ci sono delle diffidenze, che rapporto avrà col Pd?

Bonino: «Io sono una Radicale, contenta e orgogliosa di esserlo. Sono anche molto contenta che si sia creato questo schieramento che mi sostiene, Per parafrasare grandi visionari e grandi realizzatori che hanno l`ambizione non tanto di coalizzare stati ma di coalizzare popoli, dico che ho l`ambizione di coalizzare non tanto partiti ma le persone. Le diffidenze e le differenze ci sono, altrimenti io sarei iscritta al Pd e loro sarebbero Radicali, o Verdi, o chi per esso. Abbiamo lavorato bene nelle differenze, mi appresto a fare con grande determinazione la presidente della Regione. Con le prerogative della presidente della Regione. A cominciare dalla scelta degli assessori. Vorrei aggiungere: nel mio schieramento c`è una lista civica che io apprezzo molto, ma la mia lista di riferimento c la lista Bonino Pannella. E, infine, una vittoria comune la vogliamo celebrare: ragazzi, è finito il nucleare in questo paese. Che è una battaglia comune. Cota non lo vuole in Piemonte, Forrnigoni non lo vuole in Lombardia, la Toscana ha già detto no, l`Emilia ha già detto no, Zaia non lo vuole in Veneto, Berlusconi ha detto che non lo vuole in Puglia, noi non lo vogliamo nel Lazio, rimane l`Abruzzo. Mi pare una bella vittoria».

 





Altri articoli su:
[ Diritti Umani, Civili  & Politici ] [ Italia ] [ Unione Europea ]

Comunicati su:
[ Diritti Umani, Civili  & Politici ] [ Italia ] [ Unione Europea ]

Interventi su:
[ Diritti Umani, Civili  & Politici ] [ Italia ] [ Unione Europea ]


- WebSite Info