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BONINO: "SUL BILANCIO ADESSO SERVE CHIAREZZA"

La Repubblica (Ed. Roma) - 1 maggio 2010

di Laura Serloni

"Il debito nel 2008 non è aumentato", precisa il sindaco Gianni Alemanno dopo che Emma Bonino, vicepresidente del Senato e altri parlamentari Pd hanno presentato un'interrogazione parlamentare per sapere lo stato del bilancio capitolino. "I 12 miliardi di debito di cui parla la senatrice, che in realtà in termini di disavanzo sono 9,6 miliardi, appartengono alla precedente amministrazione". 
E poi il primo cittadino aggiunge: "Con l'avvento del nuovo commissario per il piano di rientro si farà il bilancio per sapere quanto si è modificato prima dell'intervento governativo". La Bonino non aspetta a replicare. "Il sindaco parla come se non fosse lui da due anni il commissario straordinario nominato dal governo per il risanamento poi richiede la nomina di un nuovo commissario per fare il bilancio esatto della situazione". 
Replica il sindaco che "non un solo euro dei soldi del debito deriva dalla nostra gestione, che è stata volutamente separata proprio per evitare confusione". Ma la Bonino lo riprende: "La gestione separata del bilancio relativo a prima del 28 aprile 2008 è già entrata in vigore con il regime di commissariamento, ma l'amministrazione ha difficoltà anche nella gestione corrente tant'è che il rendiconto 2009 e la previsione del 2010 sono slittati". E ancora: "Ci deve essere massima chiarezza nella responsabilità politica delle scelte. C'è il piano quotidiano relativo alla gestione corrente che rischia di ricadere sulla capacità di fornire servizi essenziali. C'è una riflessione seria da fare su un sistema di gestione dei servizi che ha prodotto miliardi di debito negli ultimi decenni. C'è infine la scelta di avviare una gestione di emergenza con la nomina di un sindaco commissario che ha agito per due anni con poteri e finanziamenti straordinari da parte dello stato senza che ciò abbia migliorato la situazione e senza il controllo e la trasparenza previsti dalla legge. E su quest'ultimo punto che chiamiamo a risponderne direttamente il governo".





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