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BONINO: "IL PREMIER? UN PRODOTTO AVARIATO DEL DISFACIMENTO ISTITUZIONALE"

Il Piccolo - 10 giugno 2010

Silvio Berlusconi «non gradisce nessun contrappeso», né il Quirinale, né l’opposizione, né la stampa, e nemmeno la Costituzione. Rappresenta un pericolo perché, nel suo «crescendo di populismo, incultura e insofferenza», sta accelerando il disfacimento istituzionale dell’Italia. Ma il Cavaliere, di quel disfacimento, non è la causa: è ”solo” un «prodotto avariato». Emma Bonino, la paladina di tante, tantissime battaglie radicali in nome della legalità e del diritto, condanna l’ultima sortita del premier. Come condanna la legge bavaglio sulle intercettazioni. Ma, al contempo, la vicepresidente del Senato avverte: la Carta viene calpestata tutti i giorni, ormai da anni, e non solo da un premier che si sente ”all’inferno”.

Vicepresidente Bonino, Berlusconi dichiara che è un inferno governare tenendo conto della Costituzione. Come valuta questa uscita?
Tutte le volte che si trova in difficoltĂ  - e ormai capita molto molto spesso - il presidente cerca colpi ad effetto spesso con risultati per lo meno controproducenti.

Quali?
Indimenticabile, tra le altre, l’offerta del ministero dello Sviluppo economico alla presidente Marcegaglia in piena assemblea di Confindustria accolta da gelo ed imbarazzo. Altro evergreen per uscire dalle difficoltà: il complotto magari internazionale. Oppure: la denuncia di regole, di leggi ed oggi persino della Costituzione che gli rendono la vita ”un inferno” nel senso che gli impedirebbero di governare, in un crescendo senza fine. ù

Un crescendo davvero senza fine?
Un crescendo davvero infelice in un misto di populismo, incultura istituzionale, e insofferenza ai contropoteri e ai limiti che appunto sono l’essenza di un sistema democratico.

Il leader del Pd Pierluigi Bersani afferma che Berlusconi, se la Costituzione su cui ha giurato non gli piace, deve andarsene a casa. Esagera?
Trae le conseguenze di una dichiarazione assolutamente sopra le righe e fuori posto. Cui non crede, spero, neppure Berlusconi. Ma forse domani qualcuno dirà che il presidente «è stato frainteso».

Quando il premier dice che l’Italia è governata dai giudici e aggiunge che lui non ha potere, lei che pensa?
Penso che una maggioranza così schiacciante sia alla Camera che al Senato gli avrebbe permesso di governare nell’interesse del Paese, anzi in qualche modo glielo impone: perché, appunto, con il potere viene la responsabilità. Le leggi sono passate come lettere alla posta quando si è trattato di difendere i suoi interessi personali. Non metto in dubbio che si possano modificare alcuni meccanismi per quanto riguarda un certa fluidità nel governare da parte dell’esecutivo ma quello a cui stiamo assistendo, per esempio sul disegno di legge sulle intercettazioni, io non ho scrupoli a definirlo una maniera ”demenziale” di legiferare. La verità è che Berlusconi non gradisce contrappesi, siano essi opposizione, Quirinale, Consulta, stampa.

Ma la legge sulle intercettazioni, nella sua ultima versione, è più accettabile? O rimane un ”bavaglio”?
No, non è accettabile e le resistenze interne alla stessa maggioranza stanno a dimostrare che le contraddizioni erano forti. Per questo il governo ha imposto il voto di fiducia: per ”controllare” la sua maggioranza, non per altro.

L’attacco alla Costituzione è l’ennesimo attacco al sistema di pesi e contrappesi italiani. Un sistema già compromesso?
Che il sistema sia compromesso da decenni noi radicali lo diciamo inascoltati da tempo. I danni arrecati alla democrazia e allo stato di diritto da parte del sistema partitocratico non nascono con Berlusconi. Anzi, Berlusconi non è la causa di quello che noi abbiamo chiamato ”la peste italiana” ma contestualmente uno dei tanti prodotti avariati e un acceleratore del disfacimento istituzionale.

Ma le libertĂ  di questo Paese oggi sono in pericolo piĂą di ieri?
Come dicevo prima, c’è un filo conduttore che parte da lontano. Se non fermiamo la deriva, però, il rischio è che ogni giorno che passa lo spazio di libertà si comprima ulteriormente: persino la registrazione dei processi che Radio Radicale fa da anni sembra essere divenuta insopportabile al presidente del Consiglio. Per cui, di fatto, il ddl sulle intercettazioni - che non ha nulla a che vedere con i processi che sono ”pubblici” per costituzione - le rende praticamente impossibili.

Si dibatte molto su Costituzione materiale e formale. Quella formale, a suo avviso, è già stravolta? E gli italiani ne sono consapevoli?
La Costituzione viene calpestata tutti i giorni, ma non solo da Berlusconi. Credo che gli italiani ne siano consapevoli ma temo che in fondo la cosa interessi poco. Stiamo attraversando una lunga fase di ripiegamento o assuefazione dove la mancanza di regole sembra far comodo a moltissimi.





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