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Living together - Combining diversity and freedom in 21st-century Europe [Report of the Group of Eminent Persons of the Council of Europe] PDF DOWNLOAD >>

DOCUMENTARIO DEDICATO DA AL-JAZEERA ALLA LEADER RADICALE EMMA BONINO

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LA VIA DI MARCO NON È UN' UTOPIA

di Luca Tentellini La conversione della lira in euro ha reso gli italiani più attenti su ciò che accade fuori dai confini nazionali e, anche per effetto della globalizzazione dei mercati finanziari, le questioni di politica estera sono quotidianamente seguite, con attenzione ed apprensione, da migliaia di cittadini-risparmiatori. Tutti preoccupati del destino dei loro risparmi investiti in azioni, fondi o obbligazioni. Tutti ansiosi di prevedere lo sbocco futuro della guerra annunciata tra Usa e Iraq e le opzioni sui migliori investimenti. Grazie a internet in molti hanno accesso in tempo reale, anche dalle più remote province e con modica spesa , alle edizioni on-line dei grandi quotidiani e periodici esteri e alle maggiori agenzie giornalistiche per scrutare e prevedere gli eventi dell¹agenda politica mondiale che appare, a tutti gli effetti, essere scritta e aggiornata solo a Washington D.C. La realtà del dopo 11 settembre assomiglia sempre di più a un romanzo di Tom Clancy il quale sembra avere anticipato con le sue opere di fantasia non solo l'attacco alle Twin Towers ma anche gli scenari che, oggi, ne sono la diretta conseguenza. Nel frattempo i consumatori pagano gli effetti di questo conflitto imminente, ma sino ad ora solamente virtuale, attraverso un bel " premio di guerra" anticipato che viene riscosso quotidianamente alle casse del benzinaio e non solo. Il petrolio e i suoi derivati continuano ad avere prezzi elevati grazie ai timori di un conflitto in Iraq. Il crescente peso della pubblica opinione nei paesi a democrazia avanzata e il suo ruolo nell¹orientare le scelte dei leaders consentono di porre all¹ordine del giorno la verifica di quali strumenti concreti abbiano gli europei per proporre una alternativa credibile alla dottrina americana basata sul mix di potenza militare e di potere economico e finanziario. Gli Usa, nel praticare una politica di potenza imperiale si sono sovraesposti . La teoria dell'equilibrio instabile ( il vecchio dividi et impera dei Romani) può trasformarsi in un pericoloso boomerang e numerosi esponenti della classe dirigente americana e dei media ne sono ben consapevoli e animano da mesi un infuocato dibattito interno. In Europa invece ci si limita a cercare di isolare l¹amministrazione Bush senza indicare una linea politica unitaria che abbia un briciolo di autorevolezza. Mettiamo per il momento da parte i successi conseguiti da Berlusconi a Pratica di Mare. Coinvolgere la Russia nella costruzione dell'Europa è un risultato fondamentale da perseguire ma è destinato a dispiegare i suoi benefici nel lungo termine. L'Europa potrà avere una politica estera e di sicurezza comune corredata di forze armate europee non prima che si compia un complesso processo politico che richiederà anni se non decenni per giungere a maturazione. Nel frattempo abbiamo un disperato bisogno di un immediato strumento politico e diplomatico che ci consenta di ridefinire il rapporto con gli Usa su un livello adeguato alla sfida posta dalla moneta comune. Marco Pannella e Emma Bonino e il piccolo manipolo costituito dal Partito Radicale Transnazionale ci indicano un percorso che forse vale la pena di prendere in considerazione. Il nodo cruciale, per gli europei, è quello di riuscire diffondere la democrazia e il rispetto dei diritti umani per trasformare gli attuali nemici dell¹occidente in partners e in competitori affidabili per poter aprire i mercati occidentali a un maggiore interscambio commerciale con i paesi in via di sviluppo. L'idea di superare la miserevole decadenza delle Nazioni Unite con il rilancio della Organizzazione Mondiale delle Democrazie, che oggi sopravvive stentatamente anche grazie agli sforzi di George Soros, non è peregrina. Proporre cooperazione e interscambio commerciale in cambio di democrazia e rispetto dei diritti umani rappresenta l¹unica efficace iniziativa diplomatica che può assumere l¹Unione Europea nei confronti di tutti i paesi dominati da regimi autoritari in alternativa all¹uso della forza verso gli i cosiddetti stati canaglia propugnato dal Presidente Bush. Fare questo tramite l¹assetto attuale dell¹Onu è puramente demagogico: come è possibile tutelare i diritti umani quando nella commissione Onu siedono nazioni dominate da feroci dittature che praticano la tortura e il genocidio ? Può il carnefice essere il garante delle sue vittime ? Non è inattuale ricordare le parole del Generale delle truppe Onu in Bosnia Morillion pronunciate di fronte alla stremata popolazione di Sebrenica a metà degli anni novanta: ³You are under the protection of United Nations, Vous êtes sous la protection des Nations Unites² . Sappiamo tutti come è andata. E¹ perciò urgente rianimare l¹Organizzazione Mondiale delle Democrazie come sede reale di un confronto nord -sud che superi il burocraticismo e l¹inefficienza dimostrate e reiterate oltre ogni misura da parte dell¹Onu. Non appare peregrina né velleitaria la proposta radicale di realizzare, subito e con forza, la radio e televisione Voice of Europe che trasmetta in audio e video e nelle lingue dei paesi che si vuole raggiungere una informazione libera, completa e democratica proprio nei luoghi ove essa è negata o manipolata per dare forza e corpo alla opposizione e alla dissidenza locale. Bombardare iracheni, palestinesi e afgani di verità e di informazione potrebbe avere effetti assai più devastanti di tante tonnellate di bombe già inutilmente sganciate. Infatti lo sguardo strabico delle cancellerie europee di fronte alla quotidiana violazione dei diritti umani in Cecenia, in Cina, in Vietnam, nel Laos, in Egitto, in Tunisia, in Corea del Nord, a Cuba è stato un errore che oggi si paga con la debolezza ( e a volte con la irrilevanza ) delle iniziative diplomatiche dei paesi europei. Sabato sette settembre il Partito Radicale Transnazionale ha indetto una giornata mondiale di mobilitazione " gandhiana e non violenta" che vedrà centinaia di uomini e donne presidiare pacificamente le sedi diplomatiche del Vietnam in tutto il mondo: da Washington, ove si recheranno molti esponenti del popolo dei Degar/Montagnard perseguitati dal governo di Hanoi, a Madrid, Parigi, Pretoria sino a Roma ove si chiederà conto ai diplomatici vietnamiti dei tanti religiosi cattolici, buddisti e protestanti scomparsi in Vietnam. Marco Pannella ha invitato gli esponenti di tutte le forze politiche a partecipare e aderire. A radio radicale Pannella ha dichiarato: .²..si tratta di cosa più propria della condizione e della tradizione radicale, quella di contrapporre all'attualità ufficiale imposta, un'attualità, una priorità diversa. Per proporre scelte diverse di confronto, di scontro, e di lotta per conquistare libertà...In gran parte del mondo vengono negati i diritti umani, che vengono considerati un flagello dai regimi di questi paesi. Allora noi poniamo oggi il problema della libertà religiosa, che per noi è libertà di coscienza. Questa è cosa che non può essere posposta a qualsiasi altra priorità". Hanno già aderito i Presidenti Regionali Ghigo, Iorio, Formigoni, Pace, Lorenzetti, Carlo Andreotti, giornalisti come Miriam Mafai, Cecchi Paone, Renzo Foa, Deputati al Parlamento Europeo italiani ( tra cui Mario Borghezio e Roberta Angelilli) spagnoli e portoghesi, intellettuali ed esuli di varie nazionalità. Potrebbe essere un buon inizio per praticare, in concreto, una politica estera europea che non sia solo il flebile e contrito dissenso nei confronti degli alleati americani.





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