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"SU UMBERTO NON HO DUBBI MA IL NUCLEARE E' UN BLUFF"

Il Riformista - 27 luglio 2010

Il vicepresidente del Senato spiega che "l'atomo non diminuirà la dipendenza dal petrolio". Per lei pesa l'assenza del governo.

di Alberto Brambilla

Nessun dubbio su Veronesi ma il nucleare resta un progetto tardivo e antieconomico. Così Emma Bonino spiega le sue ragioni di anti-nucleari sta convinta dopo che l'oncologo e senatore del Pd ha lanciato dal Corriere della Sera cinque condizioni per presiedere il Consiglio di Sicurezza nucleare. La Bonino ha molti dubbi sulla fattibilità del progetto su cui pesa l'assenza del ministero dello Sviluppo. Finora ha avuto poche risposte sull'efficienza, la localizzazione e i programmi del Governo. Una cosa è certa per lei: il nucleare «non diminuirà la dipendenza dal petrolio», al contrario di quel che sostiene il professore.

La nomina di Veronesi è una garanzia?

Non ho dubbi sulla sua onestà intellettuale, il quale non si deve occupare né della scelta nucleare, l'ha già decisa il Governo, né di localizzazioni. Nel merito del programma nucleare rimango sulle mie posizioni. Sono nettamente contraria, non per ragioni ideologiche ma per problemi di costi-benefici. Avevo posto un problema istituzionale di incompatibilità tra legislativo e amministrativo di un'agenzia governativa che gestisce fondi pubblici. Questo può valere per Veronesi, Possa o chiunque altro. Il decreto del Governo era vergognoso. Toglieva tutte le incompatibilità, non solo politiche ma anche quelle di interessi, per tutti i membri dell'Agenzia. Il risultato della nostra battaglia è che le incompatibilità dei membri sono state tutte reintrodotte, tranne che per il presidente. Credo che Veronesi farà benissimo a porre e valutare la professionalità dei componenti (fisici, ingegneri). L'agenzia deve valutare nel merito tecnico le complicate questioni di sicurezza. Pongo la questione su due piani diversi. Da un lato la candidatura, dall'altro il progetto nucleare. Abbiamo risolto il problema istituzionale perché Veronesi ne prende atto e lascerà la carica di legislatore ma se discutiamo della scelta nucleare io rimango della mia idea e, suppongo, lui della sua.

Quali sono i problemi?

Non abbiamo uno scenario energetico. Il Governo non ha presentato un programma. Non si sa quali siano i bisogni, lo schema generale e la linea politica da seguire. A partire da questa assenza, pongo problemi di costi-benefici. Questo programma nucleare, che vale almeno 25-30 miliardi, il Governo dice che insiste su fondi privati. Mi viene da ridere: in nessun paese il nucleare è stato fatto dai privati. In ogni caso, il progetto, da iniziare nel 2013 con la prima centrale, darebbe a regime nel 2025-30 il 4,5 per cento dei consumi finali di energia. Ne vale la pena? Un documento dell'Enea, un ente pubblico, mette nero su bianco in che modo ottenere più del 4,5 per cento di energia con una politica di efficienza energetica. Una politica fatta di meno investimenti e maggiori posti di lavoro. E poi c'è la questione del fabbisogno elettrico: un mistero senza risposta.

Quale mistero?

Il nucleare produce solo energia elettrica e quando Veronesi ci dice che bisogna eliminare la dipendenza dal petrolio, banalmente dico che di aerei che vadano a energia elettrica ancora non ne conosco. La Francia, che ha una sovrapproduzione elettrica da nucleare, ha anche il consumo di petrolio pro-capite più alto dei paesi europei. Terna (il gestore della rete, ndr) dice, a dicembre 2008, che la potenza lorda delle nostre centrali ammontava a circa 102mila Mw, la potenza netta 63,5 mila. La nostra domanda di punta non va oltre 48/50mila. In più sono programmate altre centrali a gas o carbone. Arriviamo a un eccesso di almeno 20mila Mw, senza contare l'eventuale nucleare. A un certo punto il surplus diverrebbe enorme. Sicché, il governo può confermare o smentire queste cifre rendendo note le sue, finalmente?

Quanto ha pesato l'interim al ministero dello Sviluppo?

L'assenza del ministro ha fatto persistere la "non risposta" totale ai quesiti posti. Ci sono altre cose inspiegabili: non è chiaro se i quattro reattori doppi saranno di tecnologia francese, francese-americana o russa. L'idea di un Paese che comincia adesso e con una confusione programmatica e di tecnologia è poco affidabile.





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