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Living together - Combining diversity and freedom in 21st-century Europe [Report of the Group of Eminent Persons of the Council of Europe] PDF DOWNLOAD >>

DOCUMENTARIO DEDICATO DA AL-JAZEERA ALLA LEADER RADICALE EMMA BONINO

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BONINO BENEDICE LA RU486

di Francesca Paci Applausi di Emma Bonino all´assessore regionale alla Sanità Antonio D´Ambrosio che, in disaccordo coi colleghi di Alleanza Nazionale, ha dato via libera alla sperimentazione della pillola Ru486 a Torino. Fischi di Azione Giovani all´europarlamentare radicale, in trincea contro l´aborto clandestino dal `76: il suo primo sciopero della sete. A ventiquattro anni dalla legge 194, l´interruzione volontaria di gravidanza resta su una linea d´ombra. Da una parte l'équipe medica del Sant´Anna, che, in solitudine, ha promosso «la soluzione farmacologica». Di là, i militanti della destra di governo convinti, come un quarto di secolo fa, d´avere in mano «la ricetta di tutti i mali: più bambini, meno radicali». In chiaroscuro, le 4000 donne che nel 2001 si sono rivolte all´ospedale di corso Spezia per una gravidanza indesiderata. «Meno della metà delle 8200 neomamme», salta su il ginecologo Silvio Viale. Un calo del 45% rispetto ai primi Ottanta. Emma Bonino sprona la ricerca. Perché «a paragone con l´Europa, dove, con l´eccezione d´Irlanda e Portogallo, la Ru486 è una possibilità come un´altra, l´Italia è in ritardo clamoroso». Per la metodologia «perfettamente a norma di legge». La paladina delle donne, che nel `75 finì in carcere per «procurato aborto», non smette di ripetere che «l´ivg farmacologica è legale». Liberi di protestare i ragazzi di Azione Giovani in sit davanti a Palazzo Lascaris, dove il gruppo radicale è riunito in conferenza stampa, «la 194 parla chiaro». La Bonino inforca gli occhiali e sfodera dalla tasca della giacca il foglio piegato in quattro: «L´articolo 15 impone ai responsabili della sanità pubblica di mettere a disposizione delle assistite i ritrovati scientifici più moderni per l´interruzione della gravidanza». E dire che nel dibattito parlamentare del 1978, la macilenta ma ferrea militante avrebbe fatto a meno di quella clausola. Ricorda che «allora sembrava folle fissare i paletti per difendere l´indipendenza della scienza». Invece, la direzione sanitaria del Sant´Anna, dove è in corso un´ispezione ministeriale, ha diramato un comunicato per ribadire «la conformità del progetto ai termini di legge». L'équipe diretta da Vito Plastino si sente un po´ assediata. L´aborto farmacologico ha ricevuto l´assenso del Comitato etico regionale a ottobre. Entro marzo avrà il visto delle autorità aeroportuali per l´importazione dalla Francia, e le pasticche saranno disponibili per le prime 400 donne campione. Eppure, i pionieri della Ru486 sono guardati con sospetto. Non c´è solo l´esplicito no alla sperimentazione delle associazioni cattoliche e dei partiti di destra. I radicali torinesi denunciano «una colpevole distrazione della città, dei media, della politica, su una novità importante che arriva con un ritardo di venticinque anni». Un silenzio in contrasto coi dati del consigliere regionale Carmelo Palma: decine e decine di telefonate dai centri ospedalieri di Lazio, Lombardia, Toscana, Emilia-Romagna, Marche, Veneto, Friuli, che, senza troppa pubblicità, «tempestano il centralino del Sant´Anna chiedendo di partecipare al progetto». Applausi e fischi. In serata, arriva notizia d´una inchiesta aperta dalla Procura per presunte «irregolarità nelle modalità della sperimentazione dell´aborto farmacologico, che potrebbero non essere in regola con la 194/78». Silvio Viale non fa una piega: «Guariniello non ci ha comunicato nulla e la legge è dalla nostra». La Ru486 va avanti con la benedizione di Emma Bonino, convinta che «serve sempre la lotta politica per ottenere cose scontate».





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