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UN ECHELON EUROPEO?

di Florian Rötzer Dopo gli attentati terroristici dell'11 settembre, Echelon, ovvero il sistema di spionaggio economico statunitense non è più un argomento di attualità; un membro della commissione Echelon del Parlamento europeo continua ad invocare la tutela dei diritti fondamentali e non ritiene che il criptaggio sia una soluzione. Dopo gli attentati dell'11 settembre, numerosi stati che non avevano già adottato misure adeguate hanno varato pacchetti antiterrorismo che comportano anche il potenziamento dei poteri di sorveglianza da parte dei servizi segreti; sebbene questi ultimi abbiano fallito nella prevenzione degli attacchi terroristici, sono comunque ritenuti uno strumento decisivo contro il terrorismo, che si dovrebbe potenziare. Parallelamente, i diritti dei cittadini subiscono una limitazione poiché, naturalmente, la sicurezza si può ottenere solo al prezzo della rinuncia alla privacy e alle libertà personali. Dopo gli attentati terroristici, come è noto, è stata immediatamente invocata la "solidarietà illimitata"; questo, a causa del rafforzamento della sicurezza interna, implica naturalmente possibili critiche e comporta l'intercettazione dei cittadini europei e lo spionaggio economico da parte degli Stati Uniti. Pertanto, all'indomani del fallimento del sistema di intercettazione e al conseguente prospettarsi di un suo perfezionamento, Echelon è divenuto di nuovo un argomento di grande attualità. Anche in alcuni membri della commissione si è verificato un tale cambiamento. Il deputato italiano del Parlamento Maurizio Turco, Presidente dei deputati radicali della Lista Emma Bonino, che si colloca invece nel gruppo dei non iscritti, ha di recente preso spunto dalla relazione pubblicata poco prima dal collega olandese Jan Wiersma (PvdA) del Partito Socialdemocratico Europeo (SPE) per illustrare ancora una volta la sua critica, già esposta in occasione della dichiarazione di voto di minoranza sulla relazione finale Echelon. Wiersma sosteneva che gli attentati dell'11 settembre avevano riproposto la necessità di una sorveglianza delle telecomunicazioni a livello mondiale. Al contrario, in precedenza ci si era concentrati sui pericoli di Echelon e degli altri sistemi di sorveglianza. Attualmente si è orientati piuttosto verso un loro perfezionamento in base alla considerazione che tali sistemi sarebbero uno strumento importante nella lotta contro il terrorismo. Turco contesta questo e, un po' maliziosamente ma a ragione, rimprovera in primo luogo l'inefficienza dei sistemi di sorveglianza del tipo di Echelon che, per quanto riguarda il terrorismo internazionale e il traffico di droga, indagano in modo automatico le comunicazioni intercettate utilizzando motori di ricerca. Per lui è più importante che gli attentati non sopprimano in alcun modo il diritto degli individui alla privacy, che è stato finalmente riconosciuto come diritto fondamentale nella Carta europea dei diritti dell'uomo. In realtà, come anche la relazione Echelon aveva rilevato, le misure di sorveglianza che, in base ad un concetto di interesse della sicurezza nazionale ampiamente inteso, potrebbero essere compiute in modo legittimo, dovrebbero essere controllate in modo democratico, necessarie, misurate, proporzionate, limitate nel tempo. I criteri di legittimità devono essere accessibili ai cittadini. Una sorveglianza generalizzata, non limitata nel tempo e non mirata, come si ha nei sistemi del tipo di Echelon, sarebbe vietata in base alla Carta ( [4] Diskussion über die Speicherung von Verbindungsdaten, Discussione sulla memorizzazione dei dati di collegamento). Già nella sua dichiarazione di voto di minoranza sulla relazione finale, Turco aveva ammonito che anche la Germania, l'Olanda e la Francia possedevano le capacità tecnologiche "di filtrare con motori di ricerca, sistematicamente e casualmente, le comunicazioni intercettate". Ci si era occupati troppo poco della pratica delle intercettazioni all'interno dell'Europa. Veniva inoltre criticato il fatto che in Grecia, Irlanda, Lussemburgo, Spagna e Francia il controllo parlamentare dei servizi segreti era insufficiente, e non era esplicitamente ricordato che almeno Germania e Olanda avevano in ogni caso sistemi di sorveglianza che, come Echelon, analizzano le comunicazioni intercettate mediante motori di ricerca. In realtà, solo il relatore della commissione, il deputato socialdemocratico tedesco Gerhard Schmid, nella sua premessa, aveva richiamato l'attenzione sul fatto che il BND (Bundesnachrichtendienstes - Servizio d'Informazione federale tedesco) intercetta, tramite concetti chiave per la ricerca, le telecomunicazioni via satellite dall'estero e sull'estero (vedi anche: [5] Mit dem Staubsauger durch den Telekommunikationsverkehr - Con l'"aspirapolvere" attraverso il traffico delle telecomunicazioni). Turco invitava una buona volta a verificare la compatibilità giuridica del sistema BND con la Carta Europea dei diritti dell'uomo poiché le comunicazioni dovevano essere intercettate in modo casuale per il controllo e il filtraggio. In base al diritto tedesco, è stata data la possibilità, con il secondo pacchetto anti-terrorismo Schily, di richiedere i dati relativi ai collegamenti e agli utilizzi effettuati alle imprese di telecomunicazioni e a coloro che offrono servizi telematici su internet, tuttavia possono essere intercettati dai servizi segreti solamente gli stranieri. Questo, ovviamente, protegge i cittadini tedeschi, ma implica che tutti gli altri europei possano essere intercettati in modo illimitato dai servizi segreti tedeschi. Turco sottolinea che questo non riguarda solo la Germania, ma che certamente tutti i servizi segreti dei Paesi membri intercettano comunicazioni di stranieri e, talvolta, anche di "istituzioni, cittadini o imprese" degli altri Paesi membri "spesso senza autorizzazione e in nome della sicurezza nazionale". Secondo la Carta Europea dei diritti dell'uomo, questo non sarebbe lecito. La commissione aveva indicato genericamente, nella relazione finale Echelon, che i cittadini e le imprese dovevano proteggersi dalle intercettazioni mediante il criptaggio e che la criptografia doveva essere promossa a livello europeo. Turco osserva che un tale procedimento porta solo ad un rafforzamento delle tecniche di criptaggio e di decriptaggio e di altri metodi per eludere il criptaggio. Soluzioni del conflitto tra sicurezza, sorveglianza e protezione della privacy devono pertanto essere cercate a livello politico e, per questo motivo, il controllo democratico della sorveglianza è decisivo. Oltre a questo, per tutti i cittadini UE dovrebbero valere gli stessi diritti e l'intercettazione per ragioni di stato dovrebbero obbedire al principio superiore stabilito dalla Carta dei diritti dell'uomo riguardo alla protezione della privacy. Attualmente, con le sue indicazioni, Turco dovrebbe avere poca risonanza. Già nella relazione Echelon si rilevava che l'UE avrebbe dovuto realizzare un proprio servizio segreto europeo anche per far fronte alla superiorità dei servizi segreti americani. Una più stretta connessione nello scambio di informazioni è stabilita con EUROPOL ed ENFOPOL, ma ancora ogni Paese membro sembra avere l'intenzione di mantenere la libertà di spiare a proprio piacimento anche nell'"estero UE", mentre vengono ampliate le possibilità di sorveglianza dei singoli cittadini. Per Turco, comunque, la lotta contro il terrorismo non dovrebbe servire come pretesto per un "Echelon europeo".





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