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Living together - Combining diversity and freedom in 21st-century Europe [Report of the Group of Eminent Persons of the Council of Europe] PDF DOWNLOAD >>

DOCUMENTARIO DEDICATO DA AL-JAZEERA ALLA LEADER RADICALE EMMA BONINO

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IL DIFFICILE MESTIERE DI UN LIBERALE IN MEDIO ORIENTE

Ha difeso i prigionieri libanesi in Siria. Ora √® in carcere. Bonino si mobilita. Beirut √® molto bella d'estate. Questa estate libanese, mentre la capitale piano piano torna a essere terra di attrazioni turistiche, l'avvocato Muhamad Mugraby, conosciuto come difensore dei diritti umani, e per le sue battaglie per l'integrit√† della giustizia, la passa in prigione. 64 anni, esercita la sua professione da 43, musulumano (ma prima di tutto libanese, ci tiene a specificare), laureato in Legge all'universit√† di Beirut, un master alla Columbia di New York, democratico, laico, sostenitore della divisione tra Stato e fede. E' in prigione dall'inizio di agosto. A gennaio l'Ordine degli avvocati della capitale decide di radiarlo, denunciandolo per "usurpazione del titolo di avvocato", a causa delle sue dure prese di posizione contro la corruzione interna all'associazione. L'8 agosto viene in carcerato. E' ancora in prigione, rischia una condanna a tre anni. Il figlio, Ziad Mugraby, ha dichiarato senza mezzi termini che suo padre "si trova in prigione perch√© costituisce una formidabile minaccia per il regime". Dagli anni 90 si occupa infatti di casi di prigionieri politici libanesi detenuti in Siria, di persone sparite nelle carceri di Damasco, di corruzione e integrit√† della giustizia. Temi troppo vicini al governo, anzi ai due governi. Un tempo, prima della guerra civile, la splendida comiche di Beirut era il cuore della vita estiva e turistica dei paesi arabi e non soltanto arabi. Era la belle √©poque, la dolce vita libanese. Gi√†, gli splendidi anni 60, quando il Libano era una democrazia nascente, la perla del Medio Oriente. Quando era un paese indipendente. Poi, nel 1975, i turisti hanno cambiato meta delle loro vacanze. Era scoppiata la guerra civile. Ilconflitto √® finito 13 anni fa, ma da quel 1976, quando la Siria interveniva nel paese dei cedri, le sue truppe non hanno pi√Ļ lasciato il territorio libanese, e Damasco e il suo partito Baath fanno ancora il bello e il cattivo tempo nel piccolo paese. La giustizia non ne √® immune. Mugraby, che crede ancora in ci√≤ che di democratico pu√≤ essere rimasto dell'ormai antico Libano, ha destato preoccupazione soprattutto quando s√¨ √® candidato alle elezioni per la presidenza dell'Ordine degli avvocati, che si terranno in novembre. Il rischio: avere un Saad Ibrahim alla libanese in un posto chiave della giustizia. "Mugraby √® qualcuno che potrebbe entrare e far venire a galla tutti i segreti e le irregolarit√† che si annidano nel sistema", dice al Foglio Kamal Batal, che insieme a Mugraby ha fondato l'associazione Mirsad (Osservatorio, in arabo), agenzia per i diritti umani, anch'egli a rischio di incarcerazione.Come il suo collega egiziano, famoso attivista per i diritti umani e poco simpatico al governo del Cairo, anche Mugraby √® finito male. In Egitto per√≤ abbiamo potuto vedere un happy end con la recente scarcerazione di Ibrahim. "Ci sono chiare motivazioni politiche dietro l'arresto di Mugraby -dice al Foglio l'europarlamentare Emma Bonino, che forse sar√† a breve in Libano, per occuparsi da vicino della questione- √® un problema di Stato di diritto". Bonino spiega che non c'erano tutte le autorizzazioni necessarie all'arresto dell'avvocato e vuole portare il caso all'attenzione dell'Unione europea, promuovendo un dibattito d'urgenza all'interno della prossima sessione di Strasburgo, mentre la figlia dell'avvocato libanese ha gia fatto appello a Bruxelles, con una lettera. "Un uomo di diritto, non un semplice avvocato ‚ÄĒ continua Kamal Batal a proposito di Mugraby -sapeva che lo avrebbero arrestato: ogni caso che ha trattato ha dato fastidio per la precisione con cui lo ha portato avanti, dai casi sui prigionieri libanesi in Siria e sui contadini del Sud Libano, a quelli sulla corruzione degli uffici di Beirut". Si parla tanto di Medio Oriente e democrazia, che c'√®, che non c'√®, che si pu√≤ importare o che forse no. Se c'√® una speranza√® in persone che possono insegnare lo Stato di diritto a chi ne √® digiuno: "Nel mondo arabo, che sembra oggi un pallottoliere di morti ‚ÄĒ dice Bonino c'√® il caso da non dimenticare di due signori, Mugraby e Batal, un musulmano e un cristiano, che credono nello Stato di diritto. Magari sono pochi, almeno ci sono".





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