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RADICALI ARRESTATI IN LAOS, MANIFESTAVANO PER CINQUE LEADER STUDENTESCHI SPARITI DUE ANNI FA

Cinque radicali europei sono in carcere a Ventiane da mezzogiorno di venerdi’ scorso. Arrestati perche’ manifestavano per la “liberta’ e democrazia per il Laos”. Volevano esprimere solidarieta’ ai cinque leader studenteschi laotiani di cui non si hanno piu’ notizie da quando due anni fa, manifestarono cotnro il regime comunista, in difesa dei diritti umani. L’iniziativa ha per protagonisti noti esponenti del Partito radicale trasnazionale: il deputato europeo Olivier Dupuis (eletto nel collegio Italia Nord Ovest), il membro del direttivo del Prt, Nicolaj Kramov, e tre italiani, il consigliere regionale del Piemonte, Bruno Mellano, 35 anni, di Fossano, i membri del Prt, Silvia Manzi 28 anni, di Torino e Massimo Lensi, di Firenze. L’arresto e’ avvenuto sotto gli occhi di un sesto militante, anche lui italiano (di cui il Pr non rivela l’identita’ per proteggere il suo rientro) che ha raccontato i fatti in diretta a Radio Radicale. Dupuis, Kramov, Mellano, Manzie Mensi avevano composto uno striscione con lo slogan “Liberta’ e democrazia per il Laos”, chiedevano notizie di Thonpaseuth Keuakon, Seng Aloun Phengphanh, Kamphouvieng Sisa-At, Bouavanh Chanmanivong e Keochay, i cinque laotiani scomparsi il 26 ottobre del ’99: di loro non si sono piu’ avute notizie, se’ sie e’ saputo di processi e di inchieste. L’arresto dei radicali e’ stato confermato, dicono i radicali da un “diplomatico occidentale”. Il “radiocronista”, tenutosi a distanza ha trovato rifugio in Thailandia. Prima di partire per Vientiane, Mellano e Manzi avevano consegnato agli amici radicali Carmelo Palma, Silvio Viale e Giuliano Manfredi una lettera aperta in cui motivano il significato del loro gesto, ricordano l’arresto di Emma Bonino a Kabul, nel 1997, per aprire uno squarcio d’informazione sulla non-vita a cui erano e sono condannate le donne: “Perche’ – scrivono- i radicali, ancora una volta, sottolineano le immense tragedie di un Paese dimenticato e seppellito sotto le macerie delle guerre di liberazione e delle rivoluzioni comuniste nel continente asiatico? Perche’, a differenza di molti pacifisti, pensiamo che la democrazia, lo stato di diritto, il modello occidentale non sia la causa, ma la soluzione di drammi politici, sociali ed economici del sud del mondo” Sapevano di finire arrestati. Prima di partire hanno tranquillizzato i familari, Mellano ha telefonato a madre e sorella che vivono a Trinita’ (Cuneo): “Vedrete che lunedi’ saro’ di ritorno”, ha detto fiducioso. Molti messaggi di solidarieta’ per loro, tra i primi, quelli dei presidenti del consiglio e della giunta Piemonte, Roberta Cota ed Enzo Ghigo, del segretario dei Ds piemontese, Pietro Mercenaro. I radicali hanno organizzato manifestazioni di sostegno a Torino.





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