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IL VERO PERICOLO PER L'EUROPA E' IL FONDAMENTALISMO DI DESTRA

Il Messaggero - 1 agosto 2011

di Thorbjørn Jagland (*)

E' nelle disgrazie più che nei successi che si rilevano gli insostituibili valori della democrazia. E stata questa la mia prima riflessione dopo la tragedia di Utoya. Le istituzioni non sono andate in tilt, nessuno ha perso la calma, il primo ministro ha mantenuto il controllo della situazione, tutti si sono stretti attorno ai familiari delle vittime. Non è poco constatare che, pur essendo colpite le sedi delle istituzioni, all'interno di queste si continui a lavorare alacremente. Come cittadino norvegese e come segretario generale del Consiglio d'Europa sono orgoglioso di avere constatato che di fronte a una tragedia inimmaginabile come quella di Utoya ogni cittadino abbia sentito come propria la leadership del Paese. Il messaggio che ho recepito è che nessuno, seppure terrorizzato, è stato intimidito da ciò che è successo.

Però, a qualche giorno di distanza dalla tragedia è naturale chiederci che cosa sia successo e soprattutto perché. Mi vengono in mente le riflessioni di George Kennan, famoso diplomatico americano, che disse: «In ogni essere umano c'è un male nascosto che può manifestarsi in circostanze particolari». Ma, per fortuna, la maggior parte di noi riesce a vincere questo male con l'antidoto di altre forze interiori. Ecco perché è essenziale che la nostra società costruisca una cultura che non permetta al male di manifestarsi con gli effetti disastrosi cui abbiamo assistito.

Leggendo il pensiero del mostro su Internet emerge come nella mente degli esaltati si aggroviglino pensieri contrastanti. Ma il tema pervasivo è che egli considera alcune persone inferiori (per esempio i somali che masticano kath). Purtroppo la storia è piena di tragici esempi che dimostrano come sia facile passare dai pensieri criminosi al crimine.

Già il convincimento che ci siano persone inferiori ad altre è l'inizio di un potenziale massacro. Ma nel caso di Anders Behring Breivik, l'odio per le persone che ritiene inferiori non si estrinseca nella loro soppressione, ma nell'uccisione di coloro che hanno tradito la loro etnia accettando il dialogo e la convivenza con loro, gli inferiori. E' la stessa teoria di alcuni gruppi radicali degli Stati Uniti che non se la prendono con i neri ma piuttosto con i bianchi che si mescolano con loro. Allo stesso modo a Utoya è stato pianificato il massacro di giovani che esaltano la tolleranza e la dignità umana di chiunque. Credo addirittura che la bomba al palazzo del governo sia stato un diversivo architettato con successo per distogliere l'attenzione dal progetto criminale più ripugnante: uccidere quante più persone possibile a Utoya.

Breivik scrive pure che Winston Churchill è uno dei suoi modelli. Ciò conferma la confusione dei suoi pensieri. Winston Churchill, infatti, è l'uomo politico che prese l'iniziativa di creare il Consiglio d'Europa di cui sono segretario generale, cioè l'istituzione che ha come compito precipuo la tutela dei diritti dell'uomo. Churchill ricordava continuamente: «Quando finisce lo stato di diritto comincia la tirannia». Non dimentichiamo che proprio il crollo totale di tali valori portarono alla più grande tragedia nella storia dell'umanità. Qualcuno pensava di essere al sicuro fingendo di non vedere che gli ebrei venivano deportati e poi massacrati nelle camere a gas. invece, nessuno più poteva sentirsi al sicuro dall'Olocausto una volta calpestati i diritti umani. Ciò rafforza il nostro principio secondo il quale o i diritti umani sono rispettati da tutti, oppure non esistono per nessuno. Ecco perché la pace - come, infatti, avviene oggi - deve essere fondata sui diritti umani, di cui debbono godere anche coloro che in Somalia masticano kath.

Il Consiglio d'Europa - l'istituzione che Churchill ha suggerito di creare a Strasburgo - si avvale di un apparato di 2500 persone che assicurano il rispetto, da parte dei 47 Paesi che vi aderiscono, di tre principi fondamentali per la libertà degli individui: tutela dei diritti dell'uomo, della democrazia e dello stato di diritto, come stabilito dalla Convenzione europea dei diritti dell'uomo. È molto gratificante per noi constatare che - a causa della crisi - la maggior parte dei Paesi riducono i propri servizi all'estero, ma tutti mantengono la loro rappresentanza diplomatica a Strasburgo. Ciò significa che ormai la nostra grande Europa è entrata profondamente nel cuore dei cittadini. Purtroppo il radicalismo di destra è in aumento. Ecco perché qualche mese fa chiesi a nove saggi - un gruppo di personaggi europei di prestigio di cui faceva parte anche Emma Bonino e guidati dall'ex ministro degli Esteri tedesco Joschka Fischer - di redigere un rapporto per suggerire ai 47 paesi del Consiglio d'Europa come contribuire a rafforzare l'integrazione degli immigrati e la; tolleranza nei confronti di chi ha cultura e tradizioni diverse. In questo rapporto si rileva con toni allarmanti il crescente radicalismo di destra e si esortano i leader politici a parlare con gli elettori e spiegare che l'unica possibilità di convivenza pacifica è di riconoscere che siamo tutti diversi e con varie identità, ma tutti uguali. Le manie di superiorità di un'etnia su altre portano inevitabilmente al disastro. Finora ci siamo preoccupati del  fondamentalismo islamico. Improvvisamente ci rendiamo conto che il terrorismo può prosperare anche in casa nostra con conseguenze non meno gravi. È ora di prendere coscienza di questo pericolo e non sottovalutarlo.

 

(*) Segretario Generale del Consiglio d'Europa





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