sito in fase di manutenzione: alcuni contenuti potrebbero non essere aggiornati
 
 novembre 2019 
LunMarMerGioVenSabDom
 123
45678910
11121314151617
18192021222324
252627282930 
CAMPAGNE
MISSIONI

CERCA:

Ministero degli Affari Esteri

Living together - Combining diversity and freedom in 21st-century Europe [Report of the Group of Eminent Persons of the Council of Europe] PDF DOWNLOAD >>

DOCUMENTARIO DEDICATO DA AL-JAZEERA ALLA LEADER RADICALE EMMA BONINO

Cookie Policy

>> Donna Moderna


PIU' LE DONNE LAVORANO, PIU' UN PAESE CRESCE

Donna Moderna - 7 novembre 2011

Parola di Emma Bonino, vicepresidente del Senato. Che al Women's Forum di Deauville, in Francia, ha parlato con noi di occupazione femminile, pensioni, giovani

di Federica Pezzali

Nei giorni in cui il dibattito politico si scalda su una riforma che ci manderà tutti in pensione a 67 anni, Emma Bonino è tra i pochi a potersi dire da sempre su posizioni liberali: "Uno dei problemi italiani è che si smette di lavorare troppo presto. Da noi, la maggior parte della spesa sociale è bevuta dalle pensioni. E a chi verrà dopo, ovvero ai giovani, non resta che.. attaccarsi!". La vicepresidente del Senato è da tempo anche tra quelli che chiedono maggiore sostegno all'occupazione femminile. Unica rappresentante della politica italiana al Women's Forum di ottobre, che raduna ogni anno a Deauville, in Normandia, migliaia di donne del mondo per fare il punto su parità e diritti, la leader radicale racconta a Donna Moderna come alcuni dei temi discussi siano da tempo noti ma mai inseriti nell'agenda politica del nostro Paese.

Nelle aziende dove le donne hanno potere salgono i profitti, e se aumenta l'occupazione femminile crescono sviluppo e competitività.

"Lo dice anche la Banca d'Italia: con più donne nel mondo del lavoro aumenterebbe il Prodotto interno lordo. Perché la diversità aiuta la creatività. Lo sanno tutti e lo sa la politica. Ma non si è mai fatto nulla. Nel 2007, quando ero ministro, dovevo preparare un rendiconto sugli obiettivi stabiliti dal trattato di Lisbona proprio sul lavoro femminile. Arrivavano i dati ed ero sbigottita: eravamo penultimi in Europa. Peggio di noi, solo Malta. Ho sollevato il problema e pubblicato quei numeri per suscitare un dibattito, ma niente è successo".

Per quale ragione?

"E' una situazione che fa comodo. Tra i politici c'è chi non ha remore ad ammettere che le donne sono il welfare del Paese. Non si investe su asili nido e servizi perché ci siamo noi a farci carico di figli, nipoti e anziani".

E sui giovani, che idea ha?

"C'è, per la prima volta, una generazione che guarda al futuro con meno speranze dei propri genitori. Non c'è mobilità sociale e i criteri di ingresso nelle professioni sono familiari, clientelari, elettorali, corporativi".

Perché, se non per le donne, non si cambia almeno per i figli?

"La politica ci ha abituato a pensare solo all'oggi e a non guardare al futuro. Questo ci rende culturalmente precari. Bisogna lavorare se si vuole cambiare. Perché nessuno cambierà le cose per noi".





Altri articoli su:
[ Diritti Umani, Civili  & Politici ] [ Italia ] [ Unione Europea ]

Comunicati su:
[ Diritti Umani, Civili  & Politici ] [ Italia ] [ Unione Europea ]

Interventi su:
[ Diritti Umani, Civili  & Politici ] [ Italia ] [ Unione Europea ]


- WebSite Info