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Living together - Combining diversity and freedom in 21st-century Europe [Report of the Group of Eminent Persons of the Council of Europe] PDF DOWNLOAD >>

DOCUMENTARIO DEDICATO DA AL-JAZEERA ALLA LEADER RADICALE EMMA BONINO

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>> Il Sole 24 Ore


NOI DONNE NEL MONDO ISLAMICO

di Emma Bonino La prima cosa da ricordare quando si parla di donne musulmane, ho imparato, √® che la donna ¬ęmusulmana¬Ľ √® un'astrazione. Esistono le donne turche, quelle marocchine, le egiziane e le saudite, le donne del Sudan, con problemi molto diversi. E la loro condizione √® dettata non tanto dalla religione in astratto, ma dalla struttura politica del Paese al quale appartengono, pi√Ļ o meno influenzata dalla religione. La seconda cosa che ho imparato, mi sembra, occupandomi - tra l'altro- della condizione e del ruolo della donna in questa parte di mondo, √® che la realt√† femminile √® una forza straordinaria, ed √® davvero il ¬ęventre molle¬Ľ dell'estremismo come √® stato giustamente detto, una forza di razionalit√†, di saggezza e di sviluppo. E non √® un caso che molte donne musulmane si siano mobilitate in passato per la liberazione di ostaggi innocenti, e lo stiano facendo adesso anche per l'italiana Giuliana Sgrena. Sei anni fa a Siviglia, all'epoca del primo forum con donne islamiche, organizzato da ¬ęNon c'√® pace senza giustizia¬Ľ, le differenze nazionali sono emerse nette. In Turchia e Tunisia, che hanno avuto un Ataturk e un Bourghiba, e una separazione fra religione e Stato, tutto o quasi il capitolo dei diritti personali (divorzio, custodia dei figli, aborto eccetera) √® risolto. Resta, in Tunisia, il problema ¬†dell'eredit√†, che viene per la donna ridotta. Il Marocco con la riforma di due anni fa ha lasciato una zona grigia "solo" per la poligamia. Questa √® la pattuglia di punta seguita a ruota dalla Giordania. Sul fronte opposto abbiamo l'Arabia Saudita, dove la donna non ha diritti civili e addirittura non pu√≤ avere la patente di guida, il Kuwait dove possono guidare l'auto ma non votare perch√© il Parlamento ha respinto una proposta dello sceicco in tal senso, per non ricordare, nella seconda met√† degli anni '90, l'Afghanistan dei talebani. In mezzo, tutti quei Paesi dove la shaaria non √® l'unica fonte del diritto, ma una delle fonti, e che chiamiamo ¬ęmoderati¬Ľ. Con notevoli ¬†problemi, come le diffuse mutilazioni ai genitali femminili contro cui si sono ribellate pochi giorni fa a Gibuti le delegate alla Conferenza sull'eliminazione di questa pratica violenta, zittendo ulema e ministri del culto, e ottenendo una vittoria che ci ripaga ampiamente di tutto il lavoro fatto per affermare elementari diritti della persona. Da alcuni anni, e non saprei dire se dal drammatico 2001 o prima, l'universo delle donne nei paesi musulmani, ciascuno con le sue caratteristiche, √® in movimento. Non le abbiamo viste votare in Afghanistan perch√© eravamo distratti, ma finalmente le abbiamo viste votare, coraggiosamente votare, in Iraq. Si √® creato recentemente l'Arab International Women forum guidato da Haifa al Kyriani che si occupa dei diritti economi e delle donne arabe imprenditrici. Abbiamo, in Egitto, Mushira Khattab, che si batte contro le mutilazioni. Ma in Giordania persino l'appoggio coraggioso della regina Rania non √® stato sufficiente ad abolire la tolleranza giuridica del ¬ęcrimine d'onore¬Ľ. In Yemen dove le donne hanno diritti elettorali attivi e passivi dal 93, c'√® un gran movimento per le ¬ęquote¬Ľ in Parlamento, ma in Sudan o in alcune parti della Nigeria si pu√≤ essere lapidate per adulterio¬Ľ. La Conferenza di Gibuti ha dimostrato che una volta organizzate, una volta non lasciate pi√Ļ sole, queste donne straordinarie hanno una forza travolgente, e non le ferma pi√Ļ nessuno. Sono loro il soft power che pu√≤ spingere questi Paesi ad aperture democratiche e di svilupporilanciando una cultura carica di storia e di valori. A parte i discorsi della domenica, quelli che non costano niente e riempiono il tempo libero, il mondo politico dovrebbe porre molta attenzione e molte energie in questo settore, smetterla di considerare l'impegno radicale in questo campo come una bizzarria utopistica e sostenere queste donne del mondo musulmano, incominciando a capire per prima cosa le varie realt√† culturali e nazionali ¬†in cui si muovono e in cui lavorano per un futuro pi√Ļ rispettoso dei diritti di tutti.





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