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DOCUMENTARIO DEDICATO DA AL-JAZEERA ALLA LEADER RADICALE EMMA BONINO

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DARFUR: FERMARE LA VIOLENZA E PUNIRE I CRIMINI

Le Figaro - 16 février 2005 di Emma Bonino Il 31 gennaio scorso, nel momento in cui la comunità internazionale celebrava il giorno della memoria rispetto alla Shoah, in occasione del sessantesimo anniversario della liberazione dei campi di Auschwitz, le Nazioni Unite rendevano pubblico il rapporto della commissione internazionale d'inchiesta sul Darfur. Costituita nell'ottobre 2004, in seguito ad una risoluzione del Consiglio di Sicurezza, la commissione doveva far luce su alcuni degli aspetti più tragici del conflitto che ha infiammato il Sudan negli ultimi mesi, dato che nessuno degli attori internazionali è arrivato, ad oggi, a trovare una soluzione adeguata per mettere fine alla barbarie che decima la popolazione di questa regione. Secondo le Nazioni Unite, il bilancio è agghiacciante: circa 1 milione e 800.000 senza tetto, incapaci di far fronte a qualsiasi bisogno, più di 200 rifugiati in Chad e 70.000 morti. Questa commissione, diretta dal professor Antonio Cassese, eminente giurista ed ex-presidente del Tribunale Penale Internazionale incaricato di giudicare i cirmini di guerra commessi nella ex-Jugoslavia, aveva mandato di determinare il grado di violazione del diritto internazionale relativo ai diritti dell'uomo e al diritto umanitario, di stabilire se i tragici eventi del Darfut possano essere qualificati come genocidio e di identificarne i diretti responsabili. Se, nel suo rapporto, la commissione scarta la tesi del genocidio, precisando che alcuni agenti del governo "possono aver commesso atti con l'intenzione di attuare un genocidio", essa stabilisce che i crimini perpetrati su larga scala nel Darfur possono essere ricondotti alla fattispecie dei crimini contro l'umanità e dei crimini di guerra e che questi ultimi "possono non essere meno gravi e odiosi del genocidio". Inoltre, la commissione raccomanda di conferire la questione delle responsabilità alla Corte Penale Internazionale (CPI), lasciando aperte anche altre possibilità. Essendomi battuta affinché il Parlamento europeo si pronunciasse formalmente in questo senso in una risoluzione adottata lo scorso settembre, non posso che sottoscrivere una simile raccomandazione. In mancanza di un'alternativa nazionale effettiva - essendo l'apparato giudiziario sudanese "incapace di trattare la situazione nel Darfur e rifiutandosi di farlo" , indica la commissione - alla comunità internazionale spetta il compito di garantire che le gravi violazioni commesse nella regione non restino impunite. La soluzione ideale sarebbe, certo, di adire la Corte Penale Internazionale. Nata con la Conferenza di Roma del 1998 e pienamente operativa dal 2003, la CPI è in effetti l'istituzione internazionale incaricata di perseguire gli atti di genocidio, crimini di guerra e crimini contro l'umanità. Il Sudan ha firmato, ma non ratificato, lo statuto della Corte, quindi l'attivazione della giurisdizione internazionale sarebbe possibile mediante l'investitura del Consiglio di Sicurezza. Una tale via potrebbe trovare sostegno tra i paesi dell'Unione Europea, Francia e Regno Unito in primis, dato che hanno un seggio permanente. Questi ultimi possono anche agire in nome dell'UE nella misura in cui la presidenza in esercizio ha riaffermato, in una dichiarazione resa pubblica il 4 febbraio scorso e che giunge alle stesse conclusioni della commissione d'inchiesta, il proprio sostegno costante alla CPI. Tuttavia, le resistenze della Russia e della Cina e la ben nota ostilità degli Stati Uniti rispetto a questa corte - mentre l'Amministrazione americana, per voce dell'ex-Segretario di Stato Colin Powell, è stata la prima a qualificare come genocidio la tragedia del Darfur - rischiano di paralizzare qualsiasi decisione in questo senso. Ecco perché, in mancanza di un consenso su questo strumento che, ai nostri occhi, sembrerebbe il più idoneo, è prioritario che il Consiglio di Sicurezza si accordi su una soluzione credibile che possa mettere fine alla violenza nel Darfur e che dia seguito alla necessità di portare davanti alla giustizia i responsabili. Anche se ciò deve passare attraverso l'attivazione di un tribunale ad hoc, simile ad una versione riformata del Tribunale Penale Internazionale per il Ruanda. Allo stesso modo, altre misure essenziali dovranno essere prese con celerità, come l'imposizione di significative sanzioni contro il governo di Khartoum, la creazione di una no-flight zone per proteggere i civili contro i bombardamenti dell'esercito sudanese e l'istituzione di una missione di peace keeping dell'ONU al fine di sostenere le truppe dell'Unione Africana. Persistere nell'immobilismo attuale, con la scusa del mancato accordo sui mezzi d'intervento, sarebbe inaccettabile. La diatriba sulla definizione dei crimini commessi in Darfur, "genocidio" per gli uni, "crimini contro l'umanità" per gli altri, ha fatto il gioco di chi ha commesso tali violazioni. L'Europa, che fin qui ha mantenuto una posizione tristemente indifferente nonostante l'atrocità della situazione, deve usare la sua influenza in seno al Consiglio di Sicurezza per indurlo a sostenere le raccomandazioni avanzate dalla commissione d'inchiesta e appoggiare l'adozione urgente di misure appropriate. Sempre in occasione delle celebrazioni della liberazione dai campi di concentramento nazisti di Auschwitz-Berkenau, Kofi Annan ricordava che le Nazioni Unite sono nate per non ripetere gli orrori del nazismo e per salvaguardare la pace. "Mai più!" si scriveva nel corso delle cerimonie di commemorazione del genocidio avvenuto in Ruanda. Rispetto alla gravità dei crimini commessi nel Darfur, la comunità internazionale e il Consiglio di Sicurezza non possono sottrarsi alle proprie responsabilità e hanno il compito di dare una risposta chiara e ferma ai responsabili. Finché ci sarà impunità e la giustizia non farà il proprio corso, il ciclo di violenza non si arresterà e nessuna pace reale e solida potrà essere ristabilita. Deputata europea radicale, ex commissaria europea e membro del board di International Crisis Group.





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