|
>> Il Tempo
LE NUOVE SFIDE DELL'EUROPA
di Emma Bonino
L’Europa non è nata solo per diventare un grande mercato. L’affermarsi di un’idea di unità europea a seguito di due guerre mondiali disastrose, ha rappresentato un momento di rinascita fondato – prima che su economia e commercio – su valori di pace, democrazia e rispetto dei diritti umani. L’aver realizzato il più grande mercato del mondo e una moneta comune non basta. Per conservare la sua anima nello spirito dei padri fondatori L’Europa deve farsi promotrice – anche nel resto del mondo – di quei valori di pace, democrazia e diritto che l’hanno ispirata.
L’allargamento ad Est a seguito della caduta del muro di Berlino rappresenta una testimonianza importante in questo senso. Il processo di integrazione di Paesi rimasti per decenni sotto il giogo sovietico ha rappresentato, prima di ogni altra cosa, il ritorno per milioni di cittadini alla democrazia politica ed economica garantite dallo stato di diritto. L’Europa si è impegnata a fondo in questo processo. Ha condizionato l’adesione al rispetto di alti standard di democrazia e diritti fondamentali, a cominciare dalla tutela delle minoranze. Se un’analoga politica di integrazione – con prospettiva di una piena adesione all’Unione – fosse stata fatta tempestivamente anche nei Balcani, forse non si sarebbe creato quel buco nero di instabilità che ancora adesso l’Europa non riesce a richiudere.
Oltre ai Balcani, la nuova sfida che l’Europa deve affrontare con urgenza è rappresentata dai suoi vicini dell’altra sponda del Mediterraneo e del Medio Oriente. Parte del mondo islamico scosso da integralismo religioso e terrorismo sembra essere alla vigilia del suo muro di Berlino e cerca interlocutori e punti d’approdo per aprirsi a una maggiore libertà politica, economica e sociale. Le donne sono al centro di questo processo di rinascita civile, e da loro, probabilmente, può venire la spinta più forte al cambiamento.
Alcuni segnali vi sono già . Le recenti riforme in Maroco, la Confrenza di Sana’a in Yemen nel gennaio di quest’anno, in cui 30 governi islamici hanno sottoscritto volontariamente un documento che li impegnava sulla strada delle libertà democratiche e dei diritti umani, della libertà di informazione alla tutela delle minoranze.
L’Europa è la prima interessata a promuovere uno sbocco verso democrazie ed economie di mercato effettive. Ma se vuole ottenere risultati deve agire con determinazione, non solo aiutando la società civile, ma anche imponendo una condizionalità forte in tremini di attuazione di reali riforme. Democrazia e diritti umani convengono a tutti, anche all’Europa del mercato. Non ci sarà , infatti, vera zona di libero scambio e sviluppo economico tra Europa e mondo islamico fino a quando non si affermeranno democrazie compiute.
E chi tira fuori argomentazioni pretestuose per cui non dovremmo imporre i nostri modelli “occidentali” ma rispettare tradizioni, religioni e costumi altrui, va detto con chiarezza che non sta scritto da nessuna parte che le religioni, a cominciare da quella islamica, siano incompatibili o contrarie alla democrazia. E’ vero che ognuno deve praticare la demcorazia a suo modo, ma sempre di demcorazia – e dunque di spazi di libertà garantiti dal diritto – deve trattarsi. Senza dimenticare che – come dice il segretario delle Nazioni Unite, Kofi Annan – la democrazia rappresenta per tutti gli uomini un diritto fondamentale in sé. Altrimenti peculiarità culturali, tradizioni e religioni divengono meri alibi per salvaguardare poteri personali di piccoli e grandi dittatori. Naturalmente non sono solo i nostri vicini a meritare la nostra attenzione. Il mondo non va bene da solo e democrazie e pace continuano ad essere un bene raro. Basti pensare all’Africa – continente letteralmente alla deriva – o alle tante altre aree di instabilità , guerre, ingiustizie che affollano il nostro pianeta. Io credo che la maggior parte dei cittadini europei si senta qualcosa di più del loro portafoglio e chieda all’Europa di alndare oltre al ruolo di guardiano di un mercato o della moneta unica. Gli europei vorrebbero che l’Unione facesse poche cose ma in modo efficace e, tra queste, prima di tutto, promuovere pace, democrazie e diritti in tutta quella grande parte del mondo dove sono ancora una meta lontana.
Altri articoli su:
[ Unione Europea ]
[ Allargamento ]
[ Federalismo ]
[ Stati Uniti d'Europa ]
[ Turchia ]
Comunicati su:
[ Unione Europea ]
[ Allargamento ]
[ Federalismo ]
[ Stati Uniti d'Europa ]
[ Turchia ]
Interventi su:
[ Unione Europea ]
[ Allargamento ]
[ Federalismo ]
[ Stati Uniti d'Europa ]
[ Turchia ]
|