sito in fase di manutenzione: alcuni contenuti potrebbero non essere aggiornati
 
 settembre 2020 
LunMarMerGioVenSabDom
 123456
78910111213
14151617181920
21222324252627
282930 
CAMPAGNE
MISSIONI

CERCA:

Ministero degli Affari Esteri

Living together - Combining diversity and freedom in 21st-century Europe [Report of the Group of Eminent Persons of the Council of Europe] PDF DOWNLOAD >>

DOCUMENTARIO DEDICATO DA AL-JAZEERA ALLA LEADER RADICALE EMMA BONINO

Cookie Policy

>> Il Corriere della Sera


ORA GLOBALIZZIAMO LA DEMOCRAZIA

di Emma Bonino Oggi a Santiago del Cile rappresentanze governative di oltre cento Paesi daranno vita alla terza riunione plenaria della “Community of Democracies” (o “Comunità delle Democrazie”). Il Governo italiano, essendo ministro e sottosegretario competenti impegnati nel dibattito parlamentare per la fiducia, ha inteso affidarmi, come già avvenne nel 2002 a Seul, il compito di condurre la delegazione italiana, cosa che mi onora anche in considerazione dell’impegno profuso da tutti noi radicali in questi anni per promuovere e fortificare l’azione mondiale per la e le democrazie. La riunione di Santiago é di grande importanza perché, dopo il lancio un po’ in sordina della ”Community of Democracies” nel 2000 a Varsavia e dopo i primi timidi passi iniziali, questa volta, anche per la spinta di numerose organizzazioni non governative come, tra gli altri, il Partito Radicale Transnazionale, vi é la possibilità concreta che la gran parte dei Paesi partecipanti decidano di realizzare una effettiva “coalizione democratica”, in grado di agire di comune accordo su alcuni grandi temi della politica internazionale. L’intento é quello di rafforzare iniziative coordinate fra i Paesi che, al di là delle rispettive collocazioni geografiche, condividono valori comuni in termini di democrazia, libertà, Stato di diritto, tutela dei diritti umani. Di qui l’idea di costituirsi in “caucus”, cioé in gruppo organizzato alle Nazioni Unite, almeno per quanto riguarda alcune delle scelte di fondo dell’Organizzazione, o ancora la costituzione di raggruppamenti regionali che rafforzino, specie per alcuni continenti, il sentimento di appartenenza dei Paesi democratici di quelle aree ad una comunità di valori più ampia e suscettibile di agire in modo coordinato. Infatti, se i valori della democrazia e dei diritti umani sono ormai patrimonio intrinseco dell’appartenenza all’Unione Europea, tanto che tra i criteri per l’adesione di nuovi paesi all’Unione figura una precisa tabella di marcia in tal senso, questa caratteristica “fondante” dello stare insieme a livello internazionale non é mai stata esplicitamente evocata, almeno nei suoi elementi costitutivi, pur essendo in definitiva alla base della Carta istitutiva delle Nazioni Unite e della Dichiarazione Universale dei Diritti Umani. Questa é la sfida della Community of Democracies: contribuire a riformare dall’interno la struttura delle relazioni internazionali, in una direzione che si incrocia in molte sue parti con la riflessione sul ruolo e la struttura delle Nazioni Unite lanciata dal Segretario Generale Kofi Annan con le sue recenti proposte di riforma della Carta istitutiva e di alcuni meccanismi di funzionamento dell’organizzazione. Se molta dell’attenzione a livello italiano, et pour cause, si é focalizzata sulle proposte di riforma della composizione del Consiglio di Sicurezza, non meno importante é la parte riguardante per l’appunto la democrazia ed i diritti umani. In essa Kofi Annan innanzitutto giudica arrivata al capolinea l’esperienza, di cui ormai si sono da tempo constatati tutti i limiti, di una Commissione per i Diritti Umani che si riunisce sei settimane all’anno senza effettivi poteri e con una composizione che spesso vede lo stesso Paese giudice e parte in causa, e di conseguenza innanzitutto propone di istituire un “Consiglio per i Diritti Umani” più snello e più duraturo nel tempo, ma giunge a preconizzare altresì la creazione di un “Fondo per la Democrazia” destinato a contribuire agli sforzi delle “democrazie emergenti”. E’ mia convinzione, da questo punto di vista, che occorre che emerga a Santiago un sostegno esplicito e forte alla proposta di istituire un “Consiglio dei Diritti Umani” composto da paesi che questi diritti tutelino e promuovano, e che si possa giungere a far sì che i paesi membri della Community of Democracies con i più alti standard possano essere chiamati a farne parte. E’ questo un punto cruciale, un test importante per la Community of Democracies che si riunisce a Santiago. Certo le difficoltà non mancano: sono note le resistenze di alcuni paesi membri ad “istituzionalizzare” questo processo, mentre altri paesi continuano ad essere sospettosi verso la politica americana, pur se tutti o quasi oggi constatano che qualcosa sta pur succedendo per esempio mel mondo arabo... e che è interesse comune sostenere le attuali aperture. Ma è certo che, se questo accadrà, si sarà fatto un passo importante nella direzione giusta, convinta come sono che nell’era della globalizzazione quello che più deve essere globalizzato è proprio la democrazia.





Altri articoli su:
[ Unione Europea ] [ Italia ] [ ONU e OMD ] [ ]

Comunicati su:
[ Unione Europea ] [ Italia ] [ ONU e OMD ] [ ]

Interventi su:
[ Unione Europea ] [ Italia ] [ ONU e OMD ] [ ]


- WebSite Info