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DOCUMENTARIO DEDICATO DA AL-JAZEERA ALLA LEADER RADICALE EMMA BONINO

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LA MINACCIA PROTEZIONISTA

Affari & Finanzia - 23 febbraio 2009 di Giuliano Amato ed Emma Bonino Dalla fine della Seconda Guerra mondiale l'Europa ha goduto di pace e di prosperit√† come non mai. Pochi possono contestare il fatto che la Comunit√† Europea abbia giocato un ruolo chiave. Il suo elemento centrale √® stato, ed √®, il mercato comune, che garantisce libert√† di movimento alle persone, ai capitali, ai beni e ai servizi. Le economie degli stati membri sono adesso cos√¨ interconnesse da formare un forte e coeso mercato interno. Questo √® ci√≤ che tiene veramente insieme le diverse visioni dell'Europa. E` stata la forza trainante che ha spazzato via frontiere e controlli, e ha indotto 16 stati membri a rinunciare alle loro monete nazionali per adottare l'euro. Ha inoltre sospinto la crescita economica e, attraverso l'allargamento, ha rafforzato e stabilizzato la democrazia in Europa. E per questa semplice ragione che ogni minaccia al mercato interno deve essere interpretata come una minaccia alla prosperit√† dell'Europa. Il modo in cui alcuni stati membri stanno reagendo all'attuale crisi finanziaria ci convince che il pericolo per il mercato interno sia reale. Certamente la crisi √® cosi vasta da richiedere varie misure d'intervento pubblico. Gli strumenti politici sono nelle mani dei governi degli stati membri. Ma se le decisioni sono prese in maniera scoordinata, con lo sguardo rivolto esclusivamente allo stretto interesse nazionale, queste misure rischiano di entrare in collisione con le regole della concorrenza che presidiano il mercato interno. Il trattato contempla alcune eccezioni a questa regola, ma chi √® il giudice? Non gli stati membri, ma il loro arbitro, la Commissione europea. Qui interviene il fattore tempo. L'economia rischia di precipitare nella depressione. Non c'√® tempo, dicono alcuni, per la "burocrazia" di Bruxelles di esaminare se certi aiuti di stato "distorcono o minacciano di distorcere la concorrenza". Questa insistenza sull'urgenza √® comprensibile. Ma allora la Commissione deve poter intervenire annullando misure prima che abbiano dispiegato i loro effetti distorsivi sul mercato, oppure siano replicate in altri stati membri, lasciando alla fine nessuno in condizioni migliori, ognuno in condizioni peggiori, e il mercato interno a pezzi. I due settori in Europa che hanno beneficiato di massicci aiuti di stato sono il settore bancario e quello automobilistico. La Commissione Europea ha cercato di accelerare il processo di revisione nonostante i governi abbiano preso l'abitudine di annunciare pubblicamente nuove misure su base pressoch√© quotidiana. Alcune di queste misure sono di dubbia compatibilit√† con le regole della concorrenza anche ad un occhio non allenato. Il fatto di accompagnarle con minacce a Bruxelles perch√© dia il suo consenso si avvicina, in ogni caso, ad una politica del fatto compiuto. E` tempo di cambiare approccio. Una procedura che funziona in tempi normali, quando le richieste di aiuti di stato sono infrequenti, non pu√≤ funzionare nelle attuali circostanze. Il Consiglio Europeo dovrebbe riunirsi urgentemente e dichiarare che le banche europee e i produttori di automobili sono in uno "stato di crisi". Dovrebbero essere create due task forces composte da rappresentanti nazional√¨ nominati dai governi per i due settori, entrambe presiedute dalla Commissione, per coordinare gli aiuti, assicurandosi nel contempo che le misure nazionali si rinforzino mutualmente per il maggior beneficio dei settori interessati senza per√≤ compromettere le regole della concorrenza. Questo scambio di informazioni pu√≤ evitare che i governi prendano decisioni che possono apparire sagge ma poi si rivelano disastrose. Questo d√† anche all'arbitro della concorrenza, la Commissione, un ruolo ex ante, dato che quello attuale ex post √® palesemente inadeguato. I settori bancario e automobilistico stanno attraversando una crisi strutturale che richiede sforzi di ristrutturazione pi√Ļ ambiziosi. C'√® un precedente storico per un intero settore industriale sottoposto ad un processo di ristrutturazione su scala europea: il settore dell'acciaio negli anni settanta e ottanta, quando la Commissione guid√≤ questo processo grazie ai poteri derivanti dal Trattato costitutivo della Comunit√† Europea del Carbone e dell'Acciaio. Ma le similitudini, per quanto incoraggianti, finiscono qui. Il tempo in cui si assegnavano quote di produzione √® passato. L'essenza della nostra proposta √® il coordinamento. Quasi tutti gli stati membri dell'Ue sono coinvolti nella produzione automobilistica. La Repubblica Ceca produce pi√Ļ automobili l'anno dell'Italia. Ma chi produce che cosa in Europa √® irrilevante. La nostra prosperit√† √® basata su un bene pubblico intangibile: l'insieme di regole che ha reso possibile il mercato interno. I governi europei non dovrebbero mai dimenticare che il loro superiore interesse nazionale √® la difesa del mercato interno europeo.





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