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Living together - Combining diversity and freedom in 21st-century Europe [Report of the Group of Eminent Persons of the Council of Europe] PDF DOWNLOAD >>

DOCUMENTARIO DEDICATO DA AL-JAZEERA ALLA LEADER RADICALE EMMA BONINO

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EMMA E’ UNA SORELLA PASIONARIA

Gente - 12 marzo 2008 “Già da piccola si ribellava a certe regole”, raccontano i fratelli della leader radicale. “Noi tre siamo molto uniti. Ci divertiamo a cantare le canzoni degli anni ’60 e a fare immersioni al mare con figli e nipoti”. “E ci credereste? E’ una gran modaiola…” di Miki Albuzza “Emma da bambina aveva la mania di rovistare nel mio guardaroba. La incontravo in città con i miei golf e le mie gonne. Non ero certo contenta. Ma poi l’ho perdonata…”. Lo racconta, con il sorriso sulle labbra, Domenica, sorella maggiore (ha 66 anni) di Emma Bonino, ministro uscente per il Commercio internazionale e delle Politiche europee. La intervistiamo assieme al fratello Giovanni. Emma è una pasionaria, sempre in prima linea in difesa dei diritti umani e contro le ingiustizie. Era così anche da bambina? Domenica: “Sì, da piccola si ribellava alle regole che considerava illogiche. Anche se, fino alla fine del liceo, è stata legata alle tradizioni borghesi della provincia: si vestiva con abiti firmati, andava spesso dal parrucchiere, ci teneva alla linea, era sempre molto elegante”. Chi l’ha fatta cambiare? Giovanni: “Marco Pannella e i suoi compagni radicali, impegnati nella campagna contro l’aborto clandestino, che incontro quando cominciò a frequentare l’Università Bocconi di Milano. Lì è iniziato il suo percorso politico”. Che facoltà aveva scelto ? Domenica: “Lingue e letterature straniere. Nel 1972 si è laureata con una tesi su Malcom X”. Giovanni, lei è il più piccolo, ha due anni meno di Emma, che ne ha appena compiuti 60: è stata una sorella protettiva? “Sì, soprattutto nello studio. A scuola non ero tra i migliori, mentre lei prendeva il massimo dei voti in tutte le materie. Così mi aiutava a studiare, mi spiegava la matematica. Ed eravamo anche molto complici. Domenica ci accompagnava sempre a scuola, ma noi due camminavamo cinque passi indietro, ridevamo e la prendevamo in giro, perché lei era precisina e super ordinata. In realtà, Domenica è ancora oggi il punto di riferimento della nostra famiglia. Tutti noi le chiediamo aiuti e consigli”. Che tipo di educazione avete ricevuto dai vostri genitori, Filippo e Catterina? Giovanni: “Molto severa, ci hanno inculcato il senso del dovere e della responsabilità. Pochi diritti e molti doveri. La mamma aveva una grande apertura mentale. Papà, invece, morì a 59 anni. E se fosse vissuto più a lungo probabilmente non avrebbe permesso a Emma di esporsi così tanto politicamente. Veniamo da una famiglia contadina e non gli sarebbe piaciuta l’idea di una figlia che manifesta incatenata davanti a qualche ministero”. Domenica, lei è stata sposata per più di 35 anni con Felice Ambrosione e ha avuto un figlio, Francesco… “Ho avuto una vita davvero felice, anche se mio marito è scomparso sette anni fa e ne sento ancora molto la mancanza. Per fortuna ho il mio nipotino Pietro, di 2 anni e mezzo, che mi scalda il cuore. Vivo per lui, per mia nuora e per mio figlio, che si occupa dell'azienda di famiglia e delle nostre proprietà”. Giovanni è un'importante consulente del lavoro, ma è anche marito e padre. “Sono stato incastrato 33 anni fa da Margherita… Abbiamo due figli, Marta e Filippo. Mia moglie è una compagna e mamma speciale. Ha saputo inserirsi nella nostra famiglia con grande garbo, tanto da essere considerata, sia da Emma che da Domenica, una terza sorella”. Quando vi vedete con Emma? Giovanni: “Siamo una famiglia molto unita e ci ritroviamo spesso. In quelle occasioni ci divertiamo a cantare le canzoni degli anni ’60, che sono la nostra passione. A volte andiamo insieme al mare: Emma nella valigia ha sempre la muta, la maschera e il boccaglio e appena possiamo ci immergiamo tutti insieme, con figli e nipoti”. Avete anche la stessa fede politica? Domenica: “Noi siamo i primi sostenitori di nostra sorella. Abbiamo condiviso le sue battagli, come quelle importantissime per l’aborto o contro la pena di morte. All'inizio il modo di fare politica dei radicali ci sembrava troppo teatrale, poi abbiamo capito che era l'unico sistema per far conoscere i problemi e farli venire alla luce”. Cosa augurate a Emma per il futuro? Giovanni: “Speriamo che riesca a raccogliere tutto quello che ha seminato. E le auguriamo di essere sempre così coerente e di non scendere mai a compromessi”. Insomma, nessuna invidia per la sua popolarità ? “Ma quale invidia, per noi Emma è un autentico mito”.





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