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DOCUMENTARIO DEDICATO DA AL-JAZEERA ALLA LEADER RADICALE EMMA BONINO

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SE IL GIOCO SI FA DURO

Io Donna - 23 gennaio 2010 Non riesce a portare i tacchi. Si è “inventata” un fidanzato. Anni fa due madri le hanno affidato per un po’ le loro bimbe. E’ l’icona radicale Emma Bonino. Ora si affrontano. Per governare il Lazio di Aldo Cazzullo Emma Bonino è nel suo studio di vicepresidente del Senato. Alle pareti, le foto della sua storia: con íl Dalai Lama, con Aung San Su Kyi, tra le donne afghane con il burqa. Come mai si candida alla Regione Lazio, lei che è di Bra? «Non è una scelta diabolica. Pannella e la Bernardini non possono candidarsi alle amministrative perché condannati per distribuzione pubblica di marijuana. In Piemonte c`è la Bresso, che ha fatto bene e va sostenuta. In Lombardia avevano appena designato Penati. Ho scelto il Lazio, dove vivo da quasi 35 anni. Arrivai a Roma per il congresso radicale del novembre `75. Era atteso Pasolini. Arrivò la sua lettera. Lui era già morto». Com`è la Roma di Alemanno? «Con gli stessi problemi di prima, in particolare di mobilità e vivibilità: la condizione dei pendolari è drammatica. Solo un po` meno vivace e aperta». Com`era la Roma di Veltroni? «Più viva sul piano culturale, più internazionale, più "caput mundi". Ma la gestione del territorio non è stata risolta. Vige la cementificazione. Ci sono interi quartieri da mettere in sicurezza. Talora ci vorrebbe la rottamazione». Cosa pensa delle vicende estive di Berlusconi e del suo rapporto con le donne? «Non sento alcun bisogno di guardare dal buco della serratura. Mi basta quel che è di dominio pubblico per giudicare: la concezione della donna di Berlusconi appartiene al passato. Le cose che dice mi danno fastidio se le sento al bar; se poi le sento dal presidente del Consiglio, è peggio». Che rapporto ha con la moda? «Mi piace vestirmi bene. Da ministro me ne sono occupata: mi hanno impressionato la creatività e la ricerca del made in Italy». Ha uno stilista preferito? «No. Mi piacciono le giacche di Armani, ma non me le posso permettere. E poi lo shopping mi annoia. Ho una cara amica, Cristina, una donna manager alta quasi due metri, che sceglie per me. Se vede un vestito che pensa mi stia bene, me lo porta. Non sbaglia mai. Cristina è un cardine del mio piccolo gruppo di amiche. Siamo molto legate. Nessuna di loro è un personaggio pubblico». I suoi colori preferiti? «Da qualche anno prediligo i colori accesi. Come il verde e il bordeaux». Perché è favorevole alla pensione a 65 anni anche per le donne? «Mi sono battuta per averla quand`ero ministro, sono contenta che il traguardo sia vicino. Celo impone l`Europa. Mi fido di Brunetta, quando s`impegna a destinare i risparmi al welfare per le persone». Perché in Italia ci sono meno donne che lavorano e si fanno meno figli rispetto alla media europea? «Le due cose sono collegate. Le donne fanno più fatica a entrare nel mercato dei lavoro, sono più facilmente precarie, e quindi si sentono meno sicure. E fanno meno figli. Non critico chi resta a casa a occuparsi della famiglia. Purché sia una scelta». Le mancano i figli? «No. Ho anche pensato di averne uno. Poi mi sono resa conto che lo volevo più per il mio compagno di allora che per me stessa, e per lui. Così ho rinunciato». Però le sono state affidate due bimbe, Aurora e Rugiada. Vero? «Sì. Nei giorni della campagna per l`aborto, capitò che due madri mi affidassero le loro figlie. Rugiada era appena nata. Rimasero con me per più di due anni». Fu dura separarsi? «Prima tornavo a casa e la trovavo piena di risa e di urla. D`improvviso tornavo a casa e la trovavo vuota e zitta. Cambiai casa. Con Rugiada ci vediamo ancora oggi. Ha già un bambino». Un anno e mezzo fa disse in un`intervista di essersi innamorata, di un uomo non italiano. Poi smentì. Come stanno le cose? «Era uno scherzo. Mi cercarono da Diva e Donna, nei giorni del vertice Fao. Pensavo di parlare su terni umanitari. Invece mi fecero la solita domanda sui rapporti con Pannella». A proposito, i suoi rapporti con Pan... «Risposi che non sono mai stata innamorata di lui, né lui di me. E aggiunsi che mi ero felicemente fidanzata. Accadde di tutto. I grandi giornali mi diedero una pagina intera, come non era mai accaduto. Scoppiò un dibattito sociologico sul tema "innamorarsi a 60 anni”. Filippo di Robilant, il mio capufficio stampa, mi pregò di stare al gioco: sarebbero arrivati gli inviti a Porta a Porta e a Matrix. Invece dissi la verità: tutto inventato». Rivendica ogni cosa della sua battaglia per l`aborto? «Dalla prima all`ultima. Abbiamo sconfitto la piaga dell`aborto clandestino. E oggi si abortisce meno di un tempo». Cambierebbe la legge? «So che non ci sono le condizioni per cambiarla come vorrei. Meglio applicare sino in fondo la legge che c`è, compresa la parte che apre alle innovazioni in grado di rendere l`aborto meno invasivo. Come la pillola RU 486». Senza ricovero? «Il ricovero coatto non esiste nel nostro ordinamento». Qual è il suo giudizio sulla Gelmini? «Non demonizzo tutto quel che ha fatto, il lavoro per premiare il merito è giusto. Fatico però a vedere un disegno complessivo». E le altre ministre? «Stimo Stefania Prestigiacomo. Abbiamo fatto insieme manifestazioni per il referendum sulla fecondazione assistita. All`epoca era ministro. Dimostrò indipendenza e coraggio». A proposito, quella battaglia è ormai persa? «Mai arrendersi. Qui pare che la scienza sia portatrice di male. Non è così. Le sentenze della Corte costituzionale e ora anche del Tribunale civile aprono una strada importante». La Carfagna? «Ha avuto una bella idea: il G-8 femminile». E quando la attaccarono? «Diedi la mia solidarietà tacendo. Non amo le cose scontate». La Meloni? «Mi piace molto. Ci siamo trovate fianco a fianco alla parata del 2 giugno, abbiamo scherzato sul fatto che le tocca portare il tacco 10». Lei non porta i tacchi? «Non sono capace». E della sua avversaria, Renata Polverini, cosa pensa? «Non è, come dicono, una creatura di Ballarò. La conosco e la apprezzo, anche se abbiamo una diversa visione del mondo. Faremo una campagna senza insulti». Emma Ha 61 anni, è nata a Bra (Cuneo), vive a Roma, non è sposata. Studi: laurea e letterature straniere. Tappe: fonda nel ’75 il Cisa (Centro informazione, sterilizzazione e aborto) e si autodenuncia per procurato aborto. Deputata nel ’76, diventa nel ’93 segretaria del Partito radicale, nel ’95 commissario europeo, nel ’99 si autocandida alla Presidenza della Repubblica (fu eletto Ciampi). Nel 2006 è ministro e, dal 2008, vicepresidente del Senato. Passioni: lingua e cultura araba che studia al Cairo dal 2001. Sono con lei: Pier Luigi Bersani, Franco Marini, Nicola Zingaretti, i Verdi di Angelo Bonelli, Adriano Sofri.





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