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DOCUMENTARIO DEDICATO DA AL-JAZEERA ALLA LEADER RADICALE EMMA BONINO

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IL CASO LUSI E IL VOTO RADICALE, LA 194 E LA DECISIONE DELLA CONSULTA: DUE INTERVISTE AD EMMA BONINO

BONINO: L'ACCANIMENTO DEI PM NON C'E', ECCO PERCHE' HO SCELTO IL SI

La Stampa - 21 giugno 2012

Onorevole Bonino, lei e i Radicali del Pd avete votato a favore dell'arresto di Lusi. Perché questa scelta?

«Siamo tradizionalmente garantisti, ma abbiamo votato per l'arresto anche su altri casi, come Papa o Milanese alla Camera. Perché il Parlamento non è l'aula di un tribunale e piaccia o non piaccia noi dobbiamo valutare solo se vi sia o meno un accanimento giudiziario. E a nostro avviso in questo caso non c'è, punto. Ed io mi sono iscritta a parlare, visto che tutti stavano entrando nel merito delle accuse, per richiamare proprio questo punto: noi non siamo la caricatura di un tribunale».

Ha anche invitato tutti a votare alla luce del sole senza nascondersi dietro il voto segreto.

«Si, ma la questione centrale che mi preme mettere in primo piano è che questi casi, più in generale, chiamano in causa la funzione di responsabilità politica sull'uso della carcerazione preventiva. Che in Italia è uno scandalo e tutte le proposte dei Radicali non sono mai state prese in considerazione: su 67 mila carcerati, 27 mila sono in attesa di giudizio e 14 mila in attesa del primo grado. Questo è il problema e non ci si può emozionare solo se si ritiene che riguardi un collega. Ma oggi non era questo in discussione. Il caso Lusi è poi la prova evidente dell'uso disinvolto del finanziamento pubblico, su cui non si è messo mano se non con una pseudo-riforma».

Non metterà fine alla gestione opaca dei fondi da parte dei partiti?

«E' una riforma che grida vendetta francamente: finora c'è stata una gestione dei fondi più che disinvolta: senza rendicontazione, concessi anche per ì partiti defunti, il tutto in violazione dei poteri vincolanti di un referendum. Problemi politici di cui si dovrebbe occupare il Parlamento, ma oggi in discussione c'era solo la verifica se vi fosse un accanimento giudiziario contro Lusi. Tutti gli altri, che sono problemi aperti, andrebbero affrontati a dovere, ma non era questa la sede».

Ritiene che su questo voto si sia giocata una partita tutta politica di altro tipo?

«Il Pdl alla fine ha pensato fosse un problema della sinistra. E su questo caso si sono combattute tutta una serie di agende nascoste che poco hanno a che vedere con le regole e con i compiti che ciascuno ha: magistratura e Parlamento».

Non pensa che in tutta questa giornata aleggiasse il fantasma dell'antipolitica?

«Ma figuriamoci: con Pannella ed altri continuiamo a proporre l'amnistia, una cosa cosiddetta impopolare, che se fosse spiegata sarebbe popolarissima. Io non ho paura di Grillo, bensì della mediocrità della classe politica, di cui Grillo è la conseguenza, e che si è espressa anche oggi».

In che modo?

«Intanto avallando la pseudoriforma che riguarda il finanziamento pubblico. Ma anche sul fatto che la destra abbia detto: sono problemi della sinistra, vedetevela voi. Lusi stesso ha sostenuto che solo il voto segreto garantisce la libertà di coscienza: ma è un modo intollerabile di disprezzare le persone! La mia faccia, anche per le cose più impopolari, la tengo sempre alta. Capisco che uno ha il diritto di difendersi come ritiene, ma c`è anche da difendere le istituzioni ed esiste pure un limite a tutto».

 

 

"MA MEZZO PAESE ANCORA LA IGNORA I MEDICI OBIETTORI IL VERO PROBLEMA"

La Repubblica - 21 giugno 2012

Emma Bonino: mancano i consultori e la cultura della contraccezione, stiamo tornando indietro

di Caterina Pasolini

«Sono contenta della sentenza, ma non avevo paura. La 194 è una buona legge, è una legge che rispetta la Costituzione, le donne. Che ha aiutato a cancellare migliaia di aborti, ad evitare il ripetersi di tragedie nascoste, di ragazze massacrate dalle mammane, uccise dagli aghi da calza, rese sterili in un Paese che vietava la contraccezione ma dove se avevi soldi e pagavi nelle cliniche l'aborto te lo facevano». Emma Bonino, storica militante del Partito radicale, simbolo delle battaglie per l`'auto determinazione delle donne, la maternità consapevole, parla con passione, tra soddisfazione e timori di un ritorno al passato.

La 194è sempre più spesso sotto attacco?

«Sì, il vero problema però non sono gli attacchi palesi, ma lo svuotamento di senso nascosto con l'obiezione di coscienza, e il fatto che non è stata mai applicata del tutto, che non si danno fondi peri consultori, che l'educazione alla contraccezione non la fa nessuno. Il vero problema è questo Paese».

Cosa ha l'Italia che non va?

«È rimasta ferma a venti, trent'anni fa per quanto riguardai diritti civili, il diritto ad avere figli ed abortire, a sposarsi, e a morire in maniera dignitosa. Per questo non bisogna difendersi, bisogna attaccare: chiedere che diano la pillola ru486, la pillola del giorno dopo, chiedere tutti i nuovi diritti, con forza».

La 194è ignorata?

«Sì, in molte Regioni è come se non ci fosse perché troppi medici sono obiettori e spesso non per motivi ideologici o di fede, ma per far carriera: perché, se fai gli aborti, primario rischi di non diventarlo mai».

Troppi falsi obiettori?

«Ormai obiettano tutti, anche chi come i farmacisti non ne ha il diritto, e spesso per comodità. C'è un uso distorto di un principio sacrosanto visto che l'obiezione di coscienza, nata per chi non voleva fare il servizio militare, era un'assunzione di responsabilità, e infatti il servizio civile non era una scelta facile: durava ben di più della naja».

Si rischia un ritorno al passato?

«Sì. Quasi quarant'anni fa, nel '75 con Adele Faccio mi sono fatta volutamente arrestare per procurato aborto, un gesto di disobbedienza civile perché questa legge passasse, perché le donne senza mezzi non morissero più ammazzate dalle mammane in clandestinità mentre chi aveva soldi poteva andare all'estero ad abortire. Storie di diritti negati in un Paese che non pensa alle donne. Come oggi, che per avere un figlio in troppe sono costrette a viaggiare oltre confine perché il loro diritto ad un bambino non viene riconosciuto».





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