sito in fase di manutenzione: alcuni contenuti potrebbero non essere aggiornati
 
 novembre 2019 
LunMarMerGioVenSabDom
 123
45678910
11121314151617
18192021222324
252627282930 
CAMPAGNE
MISSIONI

CERCA:

Ministero degli Affari Esteri

Living together - Combining diversity and freedom in 21st-century Europe [Report of the Group of Eminent Persons of the Council of Europe] PDF DOWNLOAD >>

DOCUMENTARIO DEDICATO DA AL-JAZEERA ALLA LEADER RADICALE EMMA BONINO

Cookie Policy

BILANCIO UE/MOVIMENTO EUROPEO: L'ACCORDO E' UN COMPROMESSO INACCETTABILE, IL PARLAMENTO EUROPEO LO RESPINGA

ll Movimento europeo ritiene che l'accordo di bilancio raggiunto dal Consiglio europeo sia inaccettabile. Chiede quindi al Parlamento europeo di respingerlo nella sessione plenaria di aprile e di proporre che le nuove prospettive finanziarie siano negoziate fra il Parlamento europeo e il Consiglio europeo dopo le elezioni europee della primavera 2014 sulla base di un progetto presentato dalla nuova Commissione europea. 
Il Movimento europeo ritiene che l'inaccettabile accordo nel Consiglio europeo conferma la necessità e l'urgenza di una riforma in senso federale dell'Unione europea, in particolare con l'eliminazione del diritto di veto. 
Il Movimento europeo si attende che Parlamento e Governo italiani condividano questa posizione. 


L'iniziativa del Movimento europeo è sostenuta fra gli altri da Giuliano Amato, Romano Prodi, Enrique Baron Crespo, Emma Bonino, Rocco Cangelosi, Daniel Cohn Bendit, Stefan Collignon, Pier Virgilio Dastoli, Monica Frassoni, Sandro Gozi, Antonio Padoa Schioppa, Gianni Pittella, Costantinos Simitis, Barbara Spinelli, Nadia Urbinati.

Quest'accordo di bilancio è inaccettabile

Il compromesso unanime dei capi di Stato e di governo dei paesi membri sulle prospettive finanziarie pluriennali 2014-2020 non è accettabile. Esso rappresenta l’ennesimo atto della volontà politica del Consiglio europeo di limitare la capacità dell’Unione di offrire ai suoi cittadini dei beni comuni a dimensione europea.

Mentre l’evidenza della crisi mostra che un’Unione federale è necessaria e urgente, i capi di Stato e di governo negano quest’evidenza e si rifiutano di darle gli strumenti indispensabili per rilanciare la crescita, combattere la disoccupazione e la povertà, rafforzare il suo ruolo di attore sulla scena internazionale.

Per la prima volta nella storia dell’Unione, è stata decisa una diminuzione del bilancio in rapporto ai bilanci precedenti (34 miliardi di Euro in meno rispetto alle prospettive finanziarie 2007-2013), bloccando le spese all’1% del PIL dell’Unione per gli impegni e allo 0.95% per i pagamenti con un gap fra gli uni e gli altri che potrebbe condurre a un deficit strutturale.

E’ una vittoria della rinazionalizzazione dell’Europa, voluta dal governo britannico e da molti paesi nordici.

L’azione di questi paesi si è significativamente indirizzata contro la funzione pubblica europea, garanzia di indipendenza e di efficacia delle politiche dell’Unione, con il rischio di indebolire la sua capacità di controllo sulla gestione delle spese a livello nazionale e di moltiplicare il numero già troppo elevato di agenzie che agiscono al di fuori del sistema istituzionale.

Con questa diminuzione inaccettabile, il Consiglio europeo ha contraddetto le sue proposte, quando afferma che il bilancio deve condurre l’Unione al di fuori della crisi e catalizzare la crescita e l’occupazione attraverso l’Europa.

Agendo in questo modo, il Consiglio europeo ha manifestato con arroganza il suo disprezzo verso il Parlamento europeo, cittadella della democrazia sopranazionale che rappresenta la dimensione politica ottimale per garantire la legittimità delle decisioni dell’Unione.

Siamo convinti che i diritti del Parlamento europeo coincidano oggi con i diritti dell’Unione.

Sosteniamo con forza la decisione dei capi dei gruppi politici del Parlamento europeo di non cedere su quattro questioni essenziali: una più grande flessibilità nei voti a maggioranza qualificata; una clausola di revisione vincolante; delle vere risorse proprie (com’è stato stabilito nell’articolo 311 del Trattato di Lisbona: la sola alternativa alla logica, sempre più condivisa, del giusto ritorno); delle politiche comuni rivolte al futuro.

Il Parlamento europeo manifesta così la stessa determinazione che gli ha permesso nel 1977 di contrastare l’arroganza del Consiglio nella fissazione dell’ammontare del Fondo Regionale e l’ambizione che l’ha condotto a respingere il progetto di bilancio per il 1980 aprendo in tal modo la strada al progetto di Trattato dell’Unione europea (“progetto Spinelli”).

Secondo questa logica, chiediamo al Parlamento europeo di non approvare le prospettive finanziarie pluriennali fino a che non sarà trovato un accordo all’altezza delle necessità dell’Unione.

Proponiamo che un nuovo progetto di prospettive finanziarie pluriennali sia sottoposto all’autorità di bilancio dalla Commissione dopo le elezioni europee e che il nuovo Parlamento europeo stabilisca le proprie priorità finanziarie precisando che il loro rispetto sarà una condicio sine qua non per il suo voto di fiducia alla Commissione previsto dall’articolo 17 del Trattato sull’Unione europea.

Il Consiglio dei capi di Stato e di governo, assumendosi la responsabilità di sottrarre ai ministri dell’Unione il potere di decisione sulle prospettive finanziarie, ha agito – sic et simpliciter – in qualità di Consiglio dell’Unione. Riteniamo che, d’ora in poi, i negoziati di bilancio siano effettuati direttamente fra il Consiglio europeo e il Parlamento europeo.

Siamo infine convinti che questo fallimento conferma l’urgenza e la necessità di una riforma dell'Unione, ivi compresa la procedura di bilancio, con l’eliminazione del voto all’unanimità.


Giuliano Amato


Romano Prodi


Enrique Baron Crespo

Emma Bonino 
Rocco Cangelosi

Daniel Cohn Bendit 
Stefan Collignon
Pier Virgilio Dastoli

Monica Frassoni 
Sandro Gozi


Antonio Padoa Schioppa

Gianni Pittella

Costantinos Simitis

Barbara Spinelli


Hanno firmato fra gli altri:


Aldo Aceto
Luca Alfieri
Gianfranco Algieri
Fabrizio Amato
Angelo Ariemma
Marcello Basilico
Paolo Beni
Matilde Betti
Sergio Bindi
Claudio Bocci
Raffaella Bolini
Giuseppe Brivio
Giuseppe Bronzini
Flavio Brugnoli
Giordana Bruno
Alberto Burgio
Remo Caponi
Giacomina Cassina
Roberto Castaldi
David Cerri
Giuseppe Chirico
Gigliola Ciummei Corduas
Maria Giuliana Civinini
Vittorio Cogliati Dezza
Joan Colom I Naval
Massimo D’Alema
Susanna Del Rio Villar
Gaetano Dragotto
Massimo Fragola
Annita Garibaldi Jallet
Alfonso Gianni
Jean-Guy Giraud
Philippe Grosjean
Piergiorgio Grossi
Alfredo Guardiano
Paolo Guerrieri
Caterina Interlandi
Alfonso Iozzo
Franco Ippolito
Marina Lilli Venturini
Francesco Maisto
Alberto Majocchi
Giuseppe Martinico
Francesco Martone
Gennaro Migliore
Franco Mollo
Vito Monetti
Giovanni Moro
Roberto Musacchio
Carmelo Occhino
Roberto Orlandi
Roberto Palea

Mauro Palma

Stefano Palmieri
Ignazio Giovanni Patrone
Lucja Paulinska
Marco Piccarolo
Cesare Pinelli
Mario Pinzauti
Vincenzo Antonio Poso
Batrice Rangoni Machiavelli
Roberto Race
Giorgio Ruffolo
Giuseppe Salmé
Patrizia Sentinelli
Alessandro Serrao
Pietro Soldini
Nicoletta Teodosi
Stephane Thibault
Nadia Urbinati

Nicola Vallinoto
Nichi Vendola
David Walker
Nicos Yannis
Cristiano Zagari
Lamberto Zanetti
Anna Ziarkowska
Gabriella Zonno

 





Comunicati su:
[ Economia ] [ Federalismo ] [ Stati Uniti d'Europa ] [ Unione Europea ]

Rassegna Stampa su:
[ Economia ] [ Federalismo ] [ Stati Uniti d'Europa ] [ Unione Europea ]

Interventi su:
[ Economia ] [ Federalismo ] [ Stati Uniti d'Europa ] [ Unione Europea ]


- WebSite Info