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DOCUMENTARIO DEDICATO DA AL-JAZEERA ALLA LEADER RADICALE EMMA BONINO

Interventi audiovideo di Emma Bonino (da RadioRadicale.it) »

REFERENDUM/BONINO E BONIVER HANNO PRESENTATO A TORINO COMITATO "DONNE PER IL SI'

Torino, 31 maggio 2005 - L’on. Maria Magnani Noya (ex sindaco di Torino) ha introdotto l’incontro: “Mi stupisco per la scelta astensionistica della CEI; all’epoca del divorzio e dell’aborto, la Chiesa Cattolica si schierò apertamente, senza paura e timori. Non è assolutamente vero che occorra essere scienziati per capire i contenuti della legge e dei referendum; qualunque cittadino può comprendere e chiunque può e deve impegnarsi per la vittoria dei SI’”. Ha preso poi la parola Susanna Fucini (consigliere comunale Udeur): “I referendum sono stati indispensabili per creare conoscenza ed informazione su una materia che era stata lasciata ingiustamente nelle mani di pochi eletti; la politica non può incentivare l’astensione; così facendo viene meno alla sua stessa essenza”. Nicoletta Casiraghi (ex presidente Provincia di Torino) ha ricordato che, se i SI’ non prevarranno, “l’Italia sarà un’isola oscurantista in un’Europa che ha leggi molto più avanzate”. Enzo Ghigo (ex presidente Regione Piemonte, capogruppo di Forza Italia): “Il primo dovere di ogni cittadino è quello di partecipare ai referendum. L’astensione è una contraddizione. Spero che tutto il dibattito di questi giorni porti comunque il Parlamento a rivedere una legge illiberale ed ingiusta”. Emilia Rossi (direttivo Camera Penale di Torino): “La politica non dovrebbe permettere alla Chiesa Cattolica di interferire pesantemente nella vita di tutti i cittadini”. Carla Spagnolo (ex presidente Consiglio Regionale): “L’ingerenza cattolica intacca il principio di laicità che è alla base della Costituzione”. Alessandra Speranza (assessore provinciale di Torino, Margherita): “Si è tentato di marginalizzare il problema, di convincere i cittadini che in gioco ci sono gli interessi di pochi; non è vero, in gioco c’è la liberta di ricerca scientifica nel nostro Paese; SI’, dunque, non solo alla difesa della salute delle donne ma anche alla difesa della scienza”. Anna Ricotti (vicepresidente Centro Pannunzio di Torino): “Nel nome di Mario Pannunzio, non potevamo non essere con voi per difendere i valori liberali e laici”. Caterina Ferrero (consigliere regionale di Forza Italia): “Grazie per avermi dato la possibilità di partecipare a questa battaglia di libertà”. Hanno concluso la presentazione Emma Bonino (eurodeputata radicale) e Margherita Boniver (sottosegretario agli Affari Esteri). “La legge 40 – ha ricordato la Bonino – è una legge nata male, discussa peggio e inapplicabile. Come ai tempi dell’aborto clandestino, le donne ricche andranno all’estero e le donne povere o rinunceranno al figlio o cadranno vittima degli speculatori. Non posso dimenticare cosa successe nel 2001: in risposta al mio sciopero della sete, estrema forma di lotta per porre al centro del dibattito elettorale le questioni della bioetica, Berlusconi-Rutelli e D’Alema risposero all’unisono: “Non è materia di campagna elettorale, è un problema di coscienza”. Ognuno può verificare quanto la legge 40 tuteli la libertà di coscienza delle donne e degli uomini di questo Paese. Contro tutto questo, SI’ alla libertà, Si’ alla speranza, SI’ alla vita. La Bonino ha poi ricordato questo passaggio della sentenza n. 27 del 1975 della Corte Costituzionale: “Non esiste equivalenza fra il diritto non solo alla vita, ma anche alla salute proprio di chi è già persona, come la madre, e la salvaguardia dell’embrione, che persona deve ancora diventare”. Ha poi aggiunto: “Sono finalmente emersi momenti di rottura, di contraddizione nei partiti responsabili della legge 40; e il fronte cattolico non è monolitico, oltre a don Gallo ci sono tanti sacerdoti, tante suore ad opporsi al diktat di Ruini …Ruini che ha finalmente scoperto le carte, ammettendo pubblicamente che l’astensione servirà a vincere, non certo a convincere. E, di fronte a tutto questo, le alte cariche dello Stato non hanno nulla da eccepire? Noi andiamo avanti; faremo presentazioni del comitato anche a Napoli, Bari, Palermo; faremo un grande concerto il 7 giugno a Roma, a Piazza Navona; aiutateci, servono adesioni, servono soldi; ci si può iscrivere direttamente su Internet, sul sito del comitato.”. La Boniver ha ricordato, infine, “come la legge 40 sia stato il frutto di un compromesso inconfessabile con il Vaticano. La legge è una carica di dinamite posta sotto la legge 194 sull’interruzione volontaria di gravidanza. Sento che stà girando nel Paese una brutta aria, un’aria di rivalsa contro le conquiste civili degli anni ’70; tanti politici, rigorosamente maschi, hanno accennato in questi giorni alla necessità di rivedere la legge 194. Del resto, sono gli stessi politici che hanno votato quell’articolo della legge sulla fecondazione assistita che impone alla donna l’impianto obbligatorio di tre embrioni senza la possibilità di verificare se sono sani o malati; che problema c’è – dicono o meglio fanno intendere, perché sono anche ipocriti - tanto poi siete libere di abortire?! Una norma degna del nazista Mengele.”. Erano presenti alla conferenza stampa: una rappresentanza del Comitato referendum piemontese; Alessandro Frezzato (Consiglio Generale Associazione Concioni); Nicola Vono (Comitato Nazionale Radicali Italiani, uno dei sei cittadini italiani malati che si autoriducono in questi giorni le terapie per richiedere un’informazione corretta e completa sui referendum.




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