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DOCUMENTARIO DEDICATO DA AL-JAZEERA ALLA LEADER RADICALE EMMA BONINO

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AFGHANISTAN: ELEZIONI, ANCHE MULI PER DISTRIBUIRE SCHEDE. EURODEPUTATA BONINO DESCRIVE PREPARAZIONE VOTO 18 SETTEMBRE

Da un lancio Ansa del 13 agosto 2005 C' è anche un piccolo mulo stremato sotto il peso delle casse di plastica blu, piene di schede elettorali da consegnare in località remote dell' Afghanistan, in vista delle elezioni del 18 settembre, nella rassegna di foto sul sito web del "Joint electoral management board" (Jemb), l' organismo governativo realizzato a Kabul per l' occasione. "E' probabile che oltre ai muli servano anche i cammelli, per raggiungere le cime di 3mila metri, dove gli elicotteri non possono atterrare", valuta l' eurodeputata radicale Emma Bonino, numero uno della missione di osservatori europei per le prossime elezioni (Eu Eom) che dalla metà di luglio si è insediata a Kabul e vi rimarrà ben oltre la data delle votazioni. - VIOLENZE: "il problema appartiene in sostanza a due capitoli - spiega all' Ansa Bonino, dalla stanza nell' alberghetto senza aria condizionata, appena costruito nel centro di Kabul, accanto alla palazzina degli uffici Onu -. Uno è il ritorno o l' infiltrazione di taleban o di terroristi di Al Qaida, provenienti soprattutto dalla zona del sudest,al confine con il Pakistan. L' altro riguarda il traffico della droga e la criminalità più o meno diffusa, con la partecipazione di milizie non disarmate e di delinquenti di varia estrazione". "Entrambi i capitoli - sottolinea l' eurodeputata - pur senza avere nessuna connessione diretta o appartenere ad una strategia unitaria, mirano insieme all' obiettivo di boicottare il processo elettorale che dovrebbe portare al disarmo delle milizie, e all' avvio di un processo politico reale". "Le operazioni in corso nelle zone di confine - aggiunge Bonino - sono abbastanza poco trasparenti, anche perché non c'é nessun osservatore indipendente in zona e le notizie di stampa, quasi tutte provenienti da fonti ufficiali, americane o locali, non sono verificabili". CANDIDATI: si parla di quasi seimila candidati (2900 già registrati per i 249 seggi nella 'Wolesi Jirga', la Camera bassa, e di questi 350 donne): "questo numero impressionante - valuta l' 'International Crisis Group', in un' analisi delle settimane scorse - dimostra l' enorme interesse che la gente continua ad avere per creare un Afghanistan in cui prevalgano i voti e non i fucili". "E' in effetti quanto ho avuto modo di verificare nelle varie visite che ho fatto e negli incontri che ho avuto a Kabul, con il presidente Karzai, ma anche a Jalalabad o a Kandahar" racconta Bonino. Il 27 luglio c' è stato un colloquio con il governatore di Jalalabad, Gul Aga-Sherzai, ed altri leader locali, il primo agosto a Faizabad. Altri incontri dello stesso tipo, in vista del dispiegamento di osservatori di lungo e breve periodo, "hanno confermato, non solo a parole, sempre la grande disponibilità dei responsabili e degli aspiranti eletti per un processo destinato a trasformare il volto del paese". CLIMA: "A Kabul siamo sui 1800 metri e quindi fa un po' più fresco, ma siamo sempre sui 40 gradi" racconta Bonino, ritratta in foto di cronaca con camicette leggere con maniche lunghe ("per rispetto delle tradizioni locali", precisa), a volte con la testa coperta da un velo, e pantaloni, assolutamente vietati nel regime dei taleban. Ma quando si scende "la temperatura sale facilmente oltre i 45 gradi e lì diventa una vera impresa qualsiasi attività, specie quando è umido, come a Jalalabad". SICUREZZA: considerata da molti una missione pericolosa, con attacchi che ripetutamente prendono di mira obiettivi militari Usa, ma non è escluso possano estendersi a quelli occidentali in generale, la sicurezza viene garantita "in massima parte dalla polizia locale, con l' appoggio di forze multinazionali Nato, il cui quartier generale è qui. Ci dà una grossa mano il contingente italiano - sottolinea Bonino - che ci permette spostamenti in sicurezza, così come altri militari dei contingenti Nato". SITUAZIONE POLITICA: Bonino non si sbilancia su alcuna previsione sull' andamento ed il risultato delle elezioni di settembre, ma si sofferma soprattutto sul contributo di "migliaia di osservatori locali, provenienti dalle Ong, che non sono ancora schierati". Insieme a quelli dell' Unione Euroepa (60), a quelli dell' Osce (50), a quelli Onu e dei singoli Paesi europei, si pensa che la pattuglia di controllo allo svolgimento delle operazioni debba essere abbastanza nutrita. CURIOSITA': non c'erano in Afghanistan strutture adeguate per la stampa delle schede elettorali: da Vienna e Londra ne sono arrivate 40 milioni, con 14 giganteschi aerei Antonov, insieme con 135mila urne e 140mila bottiglie di inchiostro indelebile: "con particolare attenzione ad evitare quanto è successo in passato: che i più furbi votassero più volte, dopo essersi ripulite le dite dall' inchiostro del primo voto. Quest'anno non basterà che siano colorate le unghie, sarà tutto un dito dell' elettore a macchiarsi di inchiostro", conclude Bonino.




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