sito in fase di manutenzione: alcuni contenuti potrebbero non essere aggiornati
 
 novembre 2019 
LunMarMerGioVenSabDom
 123
45678910
11121314151617
18192021222324
252627282930 
CAMPAGNE
MISSIONI

CERCA:

Ministero degli Affari Esteri

Living together - Combining diversity and freedom in 21st-century Europe [Report of the Group of Eminent Persons of the Council of Europe] PDF DOWNLOAD >>

DOCUMENTARIO DEDICATO DA AL-JAZEERA ALLA LEADER RADICALE EMMA BONINO

Cookie Policy

AFGHANISTAN: ELEZIONI; BONINO, ATTESA FEBBRILE E SPERANZOSA PARLAMENTARE EUROPEA RESPINGE ACCUSE DA STAMPA USA

Da un lancio ANSA del 17 settembre 2005, ore 18.29 A meno di 24 ore dall' apertura dei seggi in Afghanistan per le prime elezioni del parlamento ('Wolesi Jirga', ''Casa del Popolo'') e dei 34 consigli provinciali, nonostante l' aumento delle violenze negli ultimi mesi - qualche ora fa sono stati arrestati 20 Taleban che volevano far saltare una diga - l' attesa delle votazioni e' ''febbrile e speranzosa''. Almeno nelle zone in cui la sicurezza e' garantita, vale a dire non nell' est e sudest, dove fino a questo momento ben otto candidati sono stati uccisi. E' il parere dell' europarlamentare Emma Bonino, capo della missione di osservatori dell' Unione Europea, raggiunta dall' Ansa a Kabul poco dopo il suo rientro da una visita stamane a Bamyan, la citta' resa famosa dalla distruzione delle antiche statue di Buddha decisa durante il regime dei Taleban, ma anche per un massacro di Hazara, una delle etnie della zona, compiuto nel settembre 1998, quando gli studenti islamici conquistarono l'area. ''Oggi li' stavano cercando un elicottero per portare le schede per le votazioni nelle zone piu' impervie - spiega Bonino -, in citta' ho trovato tutti pronti a mettersi al lavoro, dagli scrutatori ai presidenti dei seggi al personale della sicurezza, in un clima di grande impegno e volonta' di costruire. C'e una governatrice, la prima in Afghanistan, Habiba Surabi, che testimonia concretezza: vuole un piano regolatore per una citta' che non ha neppure una strada asfaltata''. ''Certo - continua Bonino - nessuno si illude che l' Afghanistan possa uscire da solo dai suoi problemi: la sicurezza e' un problema regionale e la risposta non puo' essere solo nazionale, afghana. Ci sono poi da considerare anche i focolai collegati all' antica ruggine tra India e Pakistan, che non facilitano le cose''. In ogni caso le elezioni possono essere un elemento che contribuisce a superare le difficolta': ''non sono la soluzione, gli afghani ne sono coscienti - sottolinea l' eurodeputata -, ma sono certo un passo positivo e le violenze possono disturbare il processo elettorale, ma non farlo deragliare''. Altro elemento positivo, e ''determinante'' nella storia dell' angosciato Paese asiatico e' il nuovo ruolo delle donne. Oltre alla governatrice di Bamyan, Bonino ricorda che ben il 25 per cento del nuovo parlamento, cioe' 68 dei 249 seggi, saranno riservati a deputati donna, secondo le nuove norme. E per un Paese nel quale quattro anni fa le donne non potevano uscire di casa non e' certo cosa da poco, considerato che molte giovani e meno giovani domani saranno anche scrutatrici elettorali. Ben altre, pero', le urgenze per dare all' Afghanistan, al centro di una zona di grandi tensioni, una nuova dignita' democratica. Rispetto, per esempio, all' economia, dipendente al 60 per cento dal commercio dell' oppio, Bonino sottolinea che ''c'e' bisogno di un serio impegno economico della comunita' internazionale, oltre che iniziative importanti sul piano della ricostruzione e su quello diplomatico''. Su quello militare l' eurodeputata radicale non si sbilancia a far previsioni sulla permanenza delle forze internazionali (20.000 Usa e 10.500 Nato, da aggiungere ai 55.000 poliziotti e 28.000 soldati afghani operanti per la sicurezza nei 26.000 seggi elettorali): ''bisogna di sicuro continuare i programmi di addestramento della polizia. Mi pare che gli afghani vorrebbero che le forze Nato e Usa rimanessero ben oltre la fine della prima fase del processo di Bonn, che si conclude con le votazioni di domani''. Bonino auspica quindi un impegno serio da parte della conferenza programmatica dei donatori prevista per gennaio prossimo a Londra o a New York. Poi mette in sordina la polemica sviluppata nelle ultime 48 ore contro di lei da due importanti organi di stampa, il Financial Times ed il Washington Post: il primo le ha attribuito dichiarazioni di scarsa fiducia nel successo di queste elezioni (''le cose che ho detto sono state stravolte'') ed il secondo ha espresso perplessita' sul suo ruolo di osservatore imparziale dopo sue presunte dichiarazioni anti-Usa del passato. ''Non mi sono mai sognata di avere quelle posizioni - sottolinea leggermente irritata -, chi mi conosce da sempre lo sa bene''. Ha mandato percio' lettere di rettifica che sono state pubblicate.




Comunicati su:
[ Unione Europea ] [ Italia ] [ Afghanistan ] [ Islam e democrazia ] [ Libertà di religione ] [ Diritti Umani, Civili  & Politici ]

Rassegna Stampa su:
[ Unione Europea ] [ Italia ] [ Afghanistan ] [ Islam e democrazia ] [ Libertà di religione ] [ Diritti Umani, Civili  & Politici ]

Interventi su:
[ Unione Europea ] [ Italia ] [ Afghanistan ] [ Islam e democrazia ] [ Libertà di religione ] [ Diritti Umani, Civili  & Politici ]


- WebSite Info