ABORTO/BONINO: DOPO IL PONTEFICE FARMACISTA, CI MANCAVA IL PRESIDENTE DEL SENATO PROCURATORE
Roma, 15 gennaio 2006 - L'ex paladino dei diritti civili Marcello Pera, che nei primi anni Novanta difendeva a spada tratta libertà di scelta e responsabilità individuale, definisce l'aborto "un piccolo omicidio". Dopo il Papa farmacista, non poteva mancare una nuova performance del Presidente Pera: quella di Procuratore della Repubblica teocratica italiana. Di grazia, Presidente Pera, può spiegarci questa nuova fattispecie di reato?
L'agilità camaleontica di Marcello Pera nel cambiare opinioni e deliziarci ogni volta di una nuova verità rivelata, si affina di pari passo con la perdita del senso e del rispetto delle istituzioni. Esattamente come fece la scorsa primavera, quando da Presidente del Senato e rubando il mestiere a Navarro Valls, divenne il portavoce della campagna anti-fecondazione assistita e anti-ricerca scientifica messa in campo dalle autorità di piazza San Pietro, oggi si scaglia contro una manifestazione legalmente convocata e ci spiega che il vero problema è "quello di aiutare le donne a non abortire", come se tutte coloro che decidono di non portare a termine una gravidanza lo facciano a cuor leggero e solo per ragioni di natura economica. Scusi Presidente Pera, ma come può ragionevolmente pensare che l'aborto sia considerato dalle donne uno strumento di contraccezione?
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