UE/BONINO: DICHIARAZIONE BERLINO CELEBRATIVA MA POCO IMPEGNATIVA
Da un lancio ApCom di ieri, lunedì 26 marzo 2007
"La dichiarazione così come è uscita dà il senso delle difficoltà perché tutto il lavoro fatto, il grande impegno della Germania e della Merkel, per uscire con un documento che è celebrativo del passato ma poco impegnativo per il futuro, tutto ciò dà il senso delle difficoltà ". Lo dice a Radio Radicale il ministro Rnp per le Politiche Ue Emma Bonino.
"Il documento finale è stato firmato dal Parlamento , dalla commissione e dalla presidenza, e questo - dice il ministro - è un bene, ma non è stato firmato dai 27 capi di stato e di governo e si sentono già prese di distanze - spiega Bonino - Questo per dire come al di là delle celebrazioni dei successi ottenuti finora il cammino verso il futuro è sicuramente molto difficile e ci vuole quindi l`impegno di molto paesi e comunque di quelli più
convinti, tra i quali metto l`Italia, per avere poi un trattato che faccia senso e che quindi apra le strade ad un`Europa che guarda al mondo e non solo a sé stessa e che assuma la
responsabilità di essere un attore globale importante . Tutto questo a me sembra da costruire, Berlino dimostra quanto la costruzione europea rimanga molto difficile e non può essere lasciato solo alle cancellerie".
"Per questo credo - conclude - che il referendum consultivo, idea che come Radicali abbiamo sottoscritto e sposato, sia un elemento molto importante. Mi piacerebbe un`Europa che si batta sulla moratoria delle esecuzioni capitali, cioè che costruisca tramite iniziative un senso di appartenenza europeo anche sugli ideali e sui valori e non solo sulla spesa. Ma tutto questo nella dichiarazione di Berlino non c`è".
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