sito in fase di manutenzione: alcuni contenuti potrebbero non essere aggiornati
 
 luglio 2019 
LunMarMerGioVenSabDom
1234567
891011121314
15161718192021
22232425262728
293031 
CAMPAGNE
MISSIONI

CERCA:

Ministero degli Affari Esteri

Living together - Combining diversity and freedom in 21st-century Europe [Report of the Group of Eminent Persons of the Council of Europe] PDF DOWNLOAD >>

DOCUMENTARIO DEDICATO DA AL-JAZEERA ALLA LEADER RADICALE EMMA BONINO

Cookie Policy

EMMA BONINO: “CON QUESTO BACCANO LA VOCE DEGLI IRACHENI NON VIENE ASCOLTATA”

Roma, 14 maggio 2004 “Il grande baccano politico-mediatico provocato in Italia dalle più disparate prese di posizioni, accuse, sconfessioni, scoop televisivi, tentativi di aut-aut e rovinose cadute d’improbabili Linee Maginot, sovrasta la voce degli iracheni al punto da renderla non udibile. Certamente a nessuno piace essere militarmente occupati. Per questo la futura amministrazione irachena sarà interpellata sull’uso delle forze multinazionali che resteranno dal primo luglio al gennaio 2005; poi, dopo le elezioni, il nuovo governo, pienamente legittimo, deciderà se le forze multinazionali dovranno rimanere oppure no. Fino ad allora, occorre assolutamente evitare che l’Iraq cada in mano ai fanatici religiosi di diverse fazioni, agli ex fedelissimi di Saddam e ai terroristi provenienti da altri paesi. Questo ci chiedono gli iracheni e questo dobbiamo loro.” In merito all’approvazione del documento sull’Iraq approvato ieri dal Comitato nazionale della Lista Prodi, Emma Bonino ha poi aggiunto: “Finalmente la Lista Prodi ha gettato la maschera proponendo il rientro delle truppe italiane senza aspettare la scadenza del 30 giugno. Questa decisione chiude la porta a qualsiasi sforzo dell’Onu, in particolare al Piano Brahimi. Com’è noto anche alla Lista Prodi, il rapporto Brahimi è stato approvato la settimana scorsa dal Consiglio di Sicurezza, con un piano che prevede un difficile calendario nel complesso passaggio dei poteri agli iracheni. Mentre questo fragile processo di transizione fa i primi passi - con tanto di taglia sulla testa dei suoi principali capofila, Kofi Annan e Lakdhar Brahimi, da parte di Bin Laden - la sinistra italiana, oramai irrimediabilmente ripiegata sul conformismo pacifista dei Bertinotti e dei Pecoraro Scanio, ha deciso di lasciare soli proprio quegli attori di cui aveva lungamente invocato la scesa in campo. In altre parole, la sinistra italiana si associa a Zapatero nell’affermare la linea del “noi ce ne andiamo basta che resti qualcun altro“. Insomma, gli americani saranno pure degli unilateralisti ma poi fanno molto comodo evidentemente… Trovo questa posizione davvero uno strano modo per “non abbandonare l’Iraq, ma affidarlo all’Onu”, come ha dichiarato Rutelli. Nel frattempo noto che il Vaticano, a cui la Lista Prodi fa spesso e volentieri riferimento, pur scomunicando la guerra in Iraq si è finora guardato bene dal chiedere il ritiro delle truppe”.




Comunicati su:
[ Iraq ]

Rassegna Stampa su:
[ Iraq ]

Interventi su:
[ Iraq ]


- WebSite Info