IL MINISTRO EMMA BONINO SU CELLULE STAMINALI E SICUREZZA
Roma, 24 ottobre 2007
Da alcune note d'agenzia lette a Radio Radicale
"Al Consiglio dei ministri è ripassato il Decreto legislativo relativo al cordone ombelicale e devo dire che il ministro Turco, pur insistendo sul non aprire alle cliniche private convenzionate alla custodia del cordone ombelicale in questo specifico decreto legislativo, ha ritirato qualunque obiezione affinché questa fattispecie venga prevista in altri provvedimenti legislativi. Per esempio nel disegno di legge sul cordone ombelicale in discussione al Senato o in quello sul parto in discussione alla Camera". Cosi il ministro Emma Bonino racconta a Radio radicale l'andamento della riunione del governo. "Poiché molte deputate, dalla radicale Poretti a molte altre, hanno lavorato su questo tema - sottolinea la Bonino - credo che questa apertura vada salutata con favore, nella speranza che l'iter legislativo di questi provvedimenti possa accelerare".
_____________________
"Io non so chi dia le notizie...". Esordisce così il ministro Emma Bonino, raccontando ai microfoni di Radio Radicale la ''non approvazione" in Consiglio dei ministri del pacchetto sicurezza. "Quello che è avvenuto - spiega - è che c'è stato un lungo dibattito, con accenti molto critici da parte mia e non solo da parte mia, e non è stato approvato alcunché. Il pacchetto sicurezza sarà all'ordine del giorno della seduta di martedì proprio per i suggerimenti, le resistenze le incongruenze notate nel corso del lungo dibattito". "Potevamo anche essere tutti d'accordo sul fatto che serve più sicurezza - aggiunge la Bonino - ma il problema era evidentemente quello delle modalità con cui attuare questo obiettivo". "Alla fine di questo dibattito, che ha visto me e non solo me esprimere riserve su parecchi inasprimenti di pena che rischiano di produrre solo leggi manifesto, e sulla necessità di affrontare davvero il tema della certezza della pena, e tenuto conto dei molti suggerimenti arrivati - racconta il ministro radicale - il presidente del Consiglio ha concluso che l'esame era stato utile sia in termini di rilievi critici che di suggerimenti e che necessitava di una riscrittura e di un ripensamento". "Dunque - conclude Bonino - non si è approvato niente. Il Cdm sarà reinvestito della questione il prossimo martedì".
_____________________
"Mastella ha fatto il suo intervento ponendo la questione di chi è il ministro della Giustizia, poi si è alzato per andare a votare al Senato con la collega Turco. Il presidente Prodi ha immediatamente chiuso il dibattito riconfermando la fiducia nel collega Mastella. Di Pietro ha chiesto di parlare per fatto personale, ma la questione è stata rinviata ad altra occasione, dove e se questo dibattito si aprirà , perché il presidente Prodi, riconfermando la fiducia a Mastella, non ha aperto un dibattito". Emma Bonino racconta così, a Radio Radicale, l'andamento della riunione del Consiglio dei ministri nella quale è stato affrontato il "chiarimento" chiesto dal Guardasigilli sulla politica della giustizia.
_____________________
Ministri divisi e Prodi decide il rinvio per il pacchetto sicurezza oggi all'esame del Cdm, dopo che Alfonso Pecoraro Scanio aveva già dato per approvato il provvedimento. E' successo che diversi ministri - lo stesso Pecoraro, Paolo Ferrero, Emma Bonino, Barbara Pollastrini, Fabio Mussi, Rosy Bindi - hanno chiesto modifiche ai testi usciti dagli uffici dell'Interno e della Giustizia. Si è quindi deciso di lavorare ai cambiamenti da apportare ai ddl che dovrebbero essere approvati dal Consiglio dei ministri di martedì prossimo. "Non si è votato nulla - ha spiegato Ferrero al termine della riunione - vi sono stati diversi pareri critici su vari elementi e varie proposte di aggiunta. Penso solo ai reati di falso in bilancio e ai reati finanziari". Un'ora e mezza prima Pecoraro Scanio aveva invece dato per approvato il pacchetto. Uscendo da Palazzo Chigi, il ministro dell'Ambiente aveva auspicato miglioramenti da apportare ai testi nell'iter di discussione in Parlamento. "Io - ha affermato Pecoraro - ho chiesto che ci sia una norma molto rigorosa contro gli incendiari e coloro che hanno distrutto i parchi, ci sarà un rafforzamento del Corpo forestale dello Stato e per quanto riguarda la banca del dna ci saranno norme più rigide che riguardano la distruzione di tutti i prelievi quando uno è assolto o quando questi ultimi sono fatti in modo illegittimo". In realtà , sembra che i quattro disegni di legge all'esame ('Disposizioni in materia di illegalità diffusa e di sicurezza dei cittadini'; 'Disposizioni in materia di reati di grave allarme sociale e di certezza della pena'; 'Misure di contrasto alla criminalità organizzata'; 'Adesione dell'Italia al Trattato di Prum ed istituzione della banca dati nazionale del dna') abbiano suscitato pareri discordi e si è capito che sarebbe stato impossibile approvare i testi all'unanimità .
"Troppi pareri diversi", ha riassunto la situazione Ferrero. Si rischiava così un'approvazione viziata da numerose astensioni: ad esempio, Mussi e Pecoraro Scanio si sarebbero astenuti sul ddl che conferisce più poteri ai sindaci, Ferrero anche su quello della certezza della pena, Bonino su tutte e quattro le parti. Ferrero avrebbe fatto presente "di essere sempre stato contrario ad un provvedimento che colpisce le fasce più deboli". Amato, secondo quanto riferito da diversi presenti alla riunione, avrebbe replicato: "Non è così, la vostra è una posizione anacronistica che va contro gli interessi del Paese". Il rinvio è sembrato dunque la soluzione migliore per evitare un muro contro muro. "C'è stato - ha riassunto la situazione Bonino - un lungo dibattito, con accenti molto critici da parte mia e non solo da parte mia, e non è stato approvato alcunché". Viste, ha aggiunto, "le riserve su parecchi inasprimenti di pena che rischiano di produrre solo leggi manifesto, e sulla necessità di affrontare davvero il tema della certezza della pena, e tenuto conto dei molti suggerimenti arrivati, il presidente del Consiglio ha concluso che l'esame era stato utile sia in termini di rilievi critici che di suggerimenti e che necessitava di una riscrittura e di un ripensamento". Da parte sua Ferrero ha espresso "soddisfazione" per il rinvio che "permette di migliorare il provvedimento". I rilievi del ministro si sono appuntati, tra l'altro, sull'inasprimento delle pene per chi vende oggetti contraffatti e per i writers. Tra gli altri punti contestati da diversi ministri ci sono il giro di vite sulla custodia cautelare; l'estensione del prelievo del dna; l'ipotesi di concedere al prefetto il potere di espellere i cittadini comunitari per motivi di sicurezza pubblica; l'inasprimento delle pene anti-accattonaggio minorile. Consenso unanime, invece sulle misure contro la criminalità organizzata. Dall'opposizione arrivano critiche al rinvio. Gianni Alemanno (An) parla di "vergogna". Paolo Grimoldi (Lega Nord) sottolinea le "divisioni e le lacerazioni del Governo". "Mentre a Palazzo Chigi litigano - accusa - i nostri concittadini muoiono per mano di una criminalità dilagante". Per Giampiero Catone (Dc per le autonomie), questo "è governo sempre più deludente ed inconcludente".
Comunicati su:
[ Commercio Estero ]
[ Diritti Umani, Civili & Politici ]
[ Italia ]
[ Libertà di ricerca scientifica ]
[ Politiche Europee ]
[ Unione Europea ]
Rassegna Stampa su:
[ Commercio Estero ]
[ Diritti Umani, Civili & Politici ]
[ Italia ]
[ Libertà di ricerca scientifica ]
[ Politiche Europee ]
[ Unione Europea ]
Interventi su:
[ Commercio Estero ]
[ Diritti Umani, Civili & Politici ]
[ Italia ]
[ Libertà di ricerca scientifica ]
[ Politiche Europee ]
[ Unione Europea ]
|