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Living together - Combining diversity and freedom in 21st-century Europe [Report of the Group of Eminent Persons of the Council of Europe] PDF DOWNLOAD >>

DOCUMENTARIO DEDICATO DA AL-JAZEERA ALLA LEADER RADICALE EMMA BONINO

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SELEZIONE AGENZIE DI SABATO

CONSULTAZIONI/BONINO: SEGGI CONTESTATI SENATO PROBLEMA GRAVE Ansa, 26 gennaio 2008 - ''Per quanto riguarda le consultazioni di questa mattina abbiamo voluto sottolineare, con la formula della non-partecipazione, un problema di massima gravita' istituzionale, che si e' trascinato per un anno e mezzo nella Giunta per le elezioni al Senato, ma che a 3 giorni dal voto sulla fiducia si e' tramutato in un atto gravissimo contro la legalita' istituzionale''. Cosi' il ministro Emma Bonino, ai microfoni Radio Radicale, a proposito delle consultazioni al Quirinale. ''Infatti - prosegue la Bonino - dopo che lunedi' 21 la giunta ha respinto il ricorso degli 8 senatori legalmente eletti ma non nominati, dando uno sguardo al risultato del voto di fiducia appare evidente che se i senatori eletti avessero potuto votare la fiducia al governo come avevano annunciato di voler fare, avremmo avuto 159 si' contro 158 no. Questo e' solo l'ultimo episodio in tema di violazione delle regole nella composizione del Senato, e quindi del plenum parlamentare, ma non e' mai stato oggetto di grande attenzione da parte della stampa italiana''. ''Eppure questo e' un grande filone di iniziativa e di cultura radicale spesso combattuta anche con iniziative nonviolente pesanti, come gli scioperi della fame e della sete di Pannella e di altri sulla questione Plenum della Corte Costituzionale ed altro ancora. Questa situazione - sottolinea Bonino - crea davvero da un punto di vista politico un problema grave. Da una parte il governo ha avuto la fiducia alla Camera con 50 voti di maggioranza, dall'altra parte al Senato la fiducia e' mancato per alcuni voti, un Senato pero' indebitamente costituito...''. ''Questo e' il tema che volevamo sottolineare - osserva il ministro radicale - come abbiamo d'altronde gia' fatto spesso, per attirare l'attenzione del presidente della Repubblica, del presidente del Senato, del presidente della Camera e del presidente del Consiglio. Ma la giunta per le elezioni ha appunto deciso altrimenti''. GOVERNO/BONINO: IRRESPONSABILE PRECIPITARE ITALIA AL VOTO Ansa, 26 gennaio 2008 - ''Sarebbe davvero sciagurato e irresponsabile precipitare adesso il Paese in una stagione di campagna elettorale e di elezioni anticipate''. Ne e' convinta Emma Bonino, ministro radicale delle Politiche europee. ''Siamo profondamente convinti - aggiunge a Radio Radicale - che non c'e' solo la possibilita' ma anche la necessita' di non bloccare per 7 mesi il Paese e di non archiviare ma anzi accelerare quelle riforme che possono essere indispensabili per il rilancio non solo della parte economica del Paese, pensando ad esempio anche alla urgenza di riformare la giustizia''. Secondo i Radicali, ''ci si potrebbe trovare davanti alla possibilita' di un vero e proprio governo di legislatura per le riforme, per chi ci sta, su 3 o 4 punti, che non siano solo legge elettorale ma anche riforme economiche urgentissime ma bloccate in Parlamento, come le liberalizzazioni o la riforma degli enti pubblici''. Una possibilita', osserva Bonino, ''contrapposta ad altre tesi come il precipitarsi ad elezioni anticipate, come se questo fosse un dato salvifico, o come l'ipotesi di un governo-ponte per fare una legge elettorale e poi andare alle urne''. GOVERNO/BONINO: IRRESPONSABILE ANDARE A ELEZIONI ANTICIPATE Adnkronos, 26 gennaio 2008 - "Per quanto riguarda le consultazioni di questa mattina abbiamo, voluto sottolineare, con la formula della non-partecipazione, un problema di massima gravita' istituzionale che si e' trascinato per un anno e mezzo nella Giunta per le elezioni al Senato, ma che a tre giorni dal voto sulla fiducia si e' tramutato in un atto gravissimo contro la legalita' istituzionale". Cosi' il ministro dimissionario Emma Bonino ai microfoni Radio radicale a proposito delle consultazioni in corso al Quirinale. "Infatti, dopo che lunedi' 21 la Giunta ha respinto il ricorso degli otto senatori legalmente eletti ma non nominati, dando uno sguardo al risultato del voto di fiducia appare evidente che se i senatori eletti avessero potuto votare la fiducia al governo, come avevano annunciato di voler fare, avremmo avuto 159 si' contro 158 no -spiega la Bonino-. Questo e' solo l'ultimo episodio in tema di violazione delle regole nella composizione del Senato, e quindi del plenum parlamentare, ma non e' mai stato oggetto di grande attenzione da parte della stampa italiana. Eppure questo e' un grande filone di iniziativa e di cultura radicale spesso combattuta anche con iniziative nonviolente pesanti, come gli scioperi della fame e della sete di Pannella e di altri sulla questione plenum della Corte costituzionale ed altro ancora". Per la Bonino, "questa situazione crea davvero da un punto di vista politico un problema grave. Da una parte il governo ha avuto la fiducia alla Camera con 50 voti di maggioranza, dall'altra parte al Senato la fiducia e' mancata per alcuni voti, un Senato pero' indebitamente costituito. Questo e' il tema che volevamo sottolineare, come abbiamo d'altronde gia' fatto spesso, per attirare l'attenzione del presidente della Repubblica, del presidente del Senato, del presidente della Camera e del presidente del Consiglio". "Ma la giunta per le elezioni ha appunto deciso altrimenti, come detto. Tutto cio' in premessa di una linea politica e di una valutazione della crisi attuale, in cui in tutta evidenza erano esplose nelle ultime settimane la coalizione di destra e negli ultimi giorni la coalizione di sinistra -dice ancora la Bonino-. Ci si potrebbe quindi ora trovare davanti alla possibilita' di un vero e proprio governo di legislatura per le riforme, per chi ci sta, su tre o quattro punti, che non siano solo legge elettorale ma anche riforme economiche urgentissime ma bloccate in Parlamento, come le liberalizzazioni o la riforma degli enti pubblici". "Possibilita' contrapposta ad altre tesi come il precipitarsi ad elezioni anticipate, come se questo fosse un dato salvifico, o come l'ipotesi di un governo-ponte per fare una legge elettorale e poi andare alle urne -prosegue l'esponente dei Radicali-. Noi siamo profondamente convinti che non c'e' solo la possibilita' ma anche la necessita' di non bloccare per sette mesi il Paese e di non archiviare, ma anzi accelerare quelle riforme che possono essere indispensabili per il rilancio non solo della parte economica del Paese, pensando ad esempio anche alla urgenza di riformare la giustizia. Sarebbe davvero quindi sciagurato e irresponsabile precipitare adesso il Paese in una stagione di campagna elettorale e di elezioni anticipate".




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