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DOCUMENTARIO DEDICATO DA AL-JAZEERA ALLA LEADER RADICALE EMMA BONINO

Interventi audiovideo di Emma Bonino (da RadioRadicale.it) »

SELEZIONE AGENZIE DI OGGI

ELEZIONI/BONINO: BASTANO E AVANZANO DUE GRANDI PARTITI Ansa, 3 marzo 2008 - "Due grandi partiti bastano e avanzano per governare il Paese": così il ministro per il Commercio con l'estero Emma Bonino ha ribadito la sua preferenza convinta per il modello maggioritario. Rispondendo a chi le chiedeva un commento sui candidati del Partito Democratico dove si trovano insieme in lista operai e responsabili di Confindustria, radicali e cattolici, il ministro ha sottolineato che un partito maggioritario "è un partito di sintesi". "E io - ha aggiunto - mi auguro che si arrivi alla definizione di un sistema anglosassone o americano mentre oggi siamo a una poltiglia, con una legge elettorale pazzesca". La speranza di Bonino è che la spinta maggioritaria sia "per via politica" poi venga consolidata con la legge. "Mi auguro - ha detto - che si arrivi a due grandi partiti, uno al governo e uno all'opposizione, che bastano e avanzano per governare il Paese". ELEZIONI/BONINO: HA FATTO BENE SANTANCHE' Agi, 3 marzo 2008 - "Non condivido molte cose, ma ha fatto benissimo Daniela Santanchè" a candidarsi alla presidenza del Consiglio alle prossime elezioni. Emma Bonino, a margine di un convegno sugli stereotipi femminili alla Bocconi di Milano,commenta cosi' la scelta del candidato de La Destra. Secondo il ministro, le donne non possono continuare "a stare da parte aspettando di essere cooptate", ma devono farsi avanti e combattere in prima persona le proprie battaglie. Quella delle pari opportunità in politica "è una evoluzione un pò 'lento pede' - ha aggiunto Bonino - quello che constato è che a parte noi non c'è un altro segretario di partito donna". ABORTO/BONINO: BATTAGLIA RETROGUARDIA IMPOSTA DA CIRCO POLITICO Agi, 3 marzo 2008 - Tutta la discussione sulla 194 altro non è che "una battaglia di retroguardia imposta da un circo politico e mediatico che trovo disonesto intellettualmente". Emma Bonino, a margine di un convegno sugli stereotipi femminili in corso alla Bocconi di Milano, commenta così la discussione sulla legge 194. "Mi umilia - ha aggiunto il ministro - che le donne vengano stereotipate a metà fra le assassine e le screanzate, irresponsabili a cui qualcuno deve sempre insegnare la responsabilità. Questa è una cosa umiliante, completamente artefatta". Secondo Bonino, "la priorità del Paese non è questa, anzi, questa legge ha decisamente sconfitto l'aborto clandestino. E' la legge 194 che ha fatto la moratoria e si potrebbe fare di più se solo si facesse più informazione, più contraccezione. Ritengo che ci si debba focalizzare di più su legge 40, maternità, procreazione assistita. Oggi sono i tribunali che stanno dicendo che la legge è insopportabile, impraticabile, credo sia quello il dato dei nuovi diritti, delle nuove libertà, delle nuove responsabilità, insieme con la liberta di cura e di ricerca. Questi nuovi confini credo ciano quelli che vanno affrontati, senza lasciarci stringere in battaglie, francamente, di retroguardia". "L'aborto non è un diritto - ha proseguito - semmai un dolore. Il diritto è la procreazione per amore e quando si vuole. Su questo si è imbastita una cagnara, già sentita negli anni settanta. Da un certo punto di vista mi sembra diessere nel 1974-1975". E poiche' secondo la Bonino la miglior difesa è l'attacco si è detta convinta che adesso occorre partire "alla conquista di nuovi diritti". Ma questo non da sole, ma insieme a molti altri, anche con l'appoggio dell'associazione Luca Coscioni. EXPO 2015: BONINO, DATI POSITIVI MA CONTINUIAMO A LAVORARE Ansa, 3 marzo 2008 - Milano è sulla buona strada per essere scelta il 31 marzo per ospitare l'esposizione mondiale del 2015: il ministro del Commercio Estero, Emma Bonino, spiega infatti che "gli ultimi dati sono positivi". "Il sistema paese ce l'ha messa tutta - aggiunge - ma non dobbiamo mettere fino all'ultimo minuto". Nella scelta del paese ospitante, infatti, non è importante solo il progetto presentato ma giocano un ruolo importante anche gli equilibri geopolitici". ELEZIONI/BONINO: SPERIAMO PIU' DONNE IN PARLAMENTO Ansa, 3 marzo 2008 - Nella prossima legislatura ci saranno più donne in parlamento: non è una certezza quella del ministro per il commercio con l'estero Emma Bonino ma una speranza molto forte sì, dovuta anche al dibattito sulla presenza femminile nelle liste di questi giorni. "I candidati sono nominati dai segretari di partito - ha premesso -. C'è da sperare dunque che ci siano più donne e c'è da sperare anche che le donne in politica si battano, non aspettino di essere cooptate". Certo - ha aggiunto l'esponente radicale - "l'unico partito ad avere una donna come segretario è il nostro". LAVORO: BONINO, IN ITALIA 6 MLN DONNE FUORI DAL MERCATO Agi, 3 marzo 2008 - "In Italia sono 6 milioni le donne fuori dal mercato del lavoro, fosse così per gli uomini credo sarebbe dichiarata emergenza nazionale". E' una delle cifre preoccupanti emerse durante il convegno 'Donne, Innovazione e crescita', che si sta svolgendo oggi a Milano, organizzato dal Dipartimento per le politiche Comunitarie in collaborazione con l'Università Bocconi, e al quale ha partecipato tra gli altri, il ministro per il commercio estero, Emma Bonino. Occorre un "cambiamento culturale", secondo il ministro, per poter "recuperare risorse vitali per la crescita del paese: le donne". E occorre che "a partire da questi dati impietosi - ha aggiunto - siano le donne a ribellarsi, perché se aspettiamo che qualcuno lo faccia per noi, abbiamo sbagliato l'analisi della situazione". E se ancora oggi si fanno convegni sugli stereotipi femminili vuol dire che l'universo femminile in questi anni, non è stato valorizzato abbastanza. "Ancora oggi - ha osservato - se si vuole pubblicizzare una cucina si pensa a una donna e se un avvocato si pensa a un uomo". I media "inventano o amplificano gli stereotipi delle donne" che poi dalle pagine dei giornali, dai manifesti e dalla tv, "si riaffacciano prepotentemente anche nel mondo del lavoro". Dalle ricerche presentate durante il convegno, sia da quella del Censis sia da quella della Rai "si ha la conferma - ha detto Bonino - che nel mondo della pubblicità e dell'informazione lo stereotipo al femminile è un tetragono: le donne o sono madri, o in carriera e quindi antipatiche 'come la muffa', o veline e vallette. Non ho nulla contro queste ultime, ma ci sono milioni di donne in Italia che non vengono prese in considerazione". A conferma di questo, ci sono i dati dell'analisi del Censis 'women and media', secondo la quale l'immagine della donna viene associata per il 31,5% allo spettacolo, per il 12,4% alla giustizia, per il 4,8% alla politica e solo per il 2% alla realizzazione professionale. Inoltre in Italia siamo ben lontani dal raggiungere l'obiettivo del Rapporto sulla strategia di Lisbona, e cioè il 60% dell'occupazione femminile. "Al Nord ci siamo quasi - ha spiegato il ministro - ma da Roma in giù solo il 31% delle donne sono occupate. La media, dunque, scende al 46%". La soluzione deve essere perseguita su diversi fronti: "occorre agire - ha detto il ministro - su welfare e servizi,comunicazione e riqualificazione dell'immagine della donna". BONINO: TROPPI STEREOTIPI DONNE, IN TV NON SOLO VELINE Ansa, 3 marzo 2008 - Casalinga felice o disperata, in tv lo stereotipo vince. La conferma è arrivata oggi a un convegno organizzato dal dipartimento per le Politiche comunitarie della Presidenza del Consiglio all'universita' Bocconi di Milano dal titolo inequivocabile 'Donne, innovazione e crescita. Donne italiane negli stereotipi: vita reale, comunicazione e fiction'. "Nella pubblicità, nell'informazione e nella comunicazione - ha spiegato il ministro Emma Bonino - la rappresentazione femminile è un tetragono: le donne o sono madri, o sono in carriera ma antipatiche come la muffa, o veline e vallette. Intendiamoci, io non ho nulla contro le veline ma in Italia ci sono milioni di donne normali che non sono prese in considerazione". Anche le regine del reality, come Simona Ventura o Alessia Marcuzzi, non sfuggono del tutto a questo stereotipo perché in fondo sono regine della casa, anche se di quella del Grande Fratello. "Le donne governano i sentimenti - ha osservato Giorgio Simonelli, docente di giornalismo radiofonico e televisivo all'Università Cattolica -, gli uomini le idee. E infatti non ci sono donne a condurre quiz". L'osservazione ha spiazzato Leonardo Pasquinelli, il direttore enerale di Endemol, che in una delle tavole rotonde (con Serena Dandini e Paola Cortellesi) era pronto a difendere il lavoro delle veline portando ad esempio proprio donne come la Ventura o Daria Bignardi. "In tutto il mondo - ha spiegato - si immaginano automaticamente le donne a presentare reality e gli uomini ai game". Ma in Italia, dove manca un codice di autoregolamentazione su media e donne che invece esiste in altri Paesi, forse qualcosa da fare resta. Lo dimostra una ricerca voluta dalla Rai e dalla Fondazione Rosselli realizzata dall'Osservatorio di Pavia che ha esaminato due settimane di palinsesto di Rai1, Rai2 e Rai3 a ottobre 2006 e ad aprile 2007. Il risultato parla da solo: nei tg l'82,8% degli intervistati o delle persone di cui si parla sono uomini, nello sport le donne sono praticamente assenti, nell'attualità parlano per lo più di vita privata o di intrattenimento, e nei programmi di intrattenimento spesso mostrano il corpo. E' vero che dal 1999 ad oggi il numero di giornalisti donne a girare servizi è salito dal 23,3% al 45,8%, ma non ci sono caporedettori, vicedirettori e direttori donne. E ancora, le donne sono centrali nel 77% delle fiction, ma le protagoniste femminili sono solo il 38,1%. Sono rappresentate come calme, fragili e pazienti, mentre gli uomini sono forti e aggressivi. Insomma, neanche la tv di Stato è immune agli stereotipi. Anche per questo il ministro Bonino propone di realizzare un'osservatorio per conoscere il fenomeno e lancia l'idea di una "alleanza" con media e pubblicità per dare una rappresentazione "dell'enorme potenziale femminile che viene tenuto in disparte" perché "gli stereotipi tendono a influenzare e modellare le aspirazioni dei giovani". Non arriva a stabilire "un nesso di causa ed effetto tra disoccupazione femminile e il modo in cui i media raccontano la donna", certo però la percentuale di donne che lavorano nel nostro Paese è decisamente bassa: il 46,6% di media, intorno al 60% al Nord, al di sotto del 40% al Sud."Vanno bene le vallette - ha detto Bonino -, ma anche le altre però. Vanno bene le casalinghe felici, ma anche le donne manager sorridenti".




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