DPEF/BONINO: "PIU' TASSE PER TUTTI, MENO SICUREZZA PER TUTTI"
Roma, 8 luglio 2008 - "Se qualcuno sbarcasse oggi in Italia ignaro di elezioni anticipate, del cambio di governo e di una campagna elettorale tutta incentrata sulla diabolizzazione della politica economica di Prodi e leggesse la parte macro-economica del DPEF predisposto dal Ministro Tremonti, potrebbe tranquillamente pensare che a prepararlo sia stato il suo predecessore Padoa Schioppa. Infatti", ha dichiarato il Vice Presidente del Senato, Emma Bonino, durante la discussione sul DPEF oggi al Senato, "gli obiettivi di riduzione del deficit, di ricostituzione dell'avanzo primario e di contenimento del debito pubblico, ricalcano fedelmente quelli della politica rigorosa voluta dal centrosinistra per riportare "a norma" i conti dell'Italia e contro i quali tante critiche ingiuste, quando non sguaiate, erano state mosse. Sulle tasse, poi, si va addirittura "oltre Visco" e non solo non si diminuisce affatto la pressione fiscale - tranne, guarda caso, a partire del 2013...- ma se ne prevede un'accentuazione nel 2010. Quando si dice prendere in giro gli elettori..."
"Per quanto riguarda le misure settoriali", ha proseguito Emma Bonino, "lasciano perplessi diverse decisioni o "annunci", anche in questo caso in singolare contro-tendenza rispetto alle promesse elettorali. Per citarne alcuni:
Tagli ai bilanci, in particolare agli interni e giustizia, ben lontani da quell' "emergenza sicurezza" così evocata in campagna elettorale dall'attuale maggioranza che mi pare però si riduca, per ora, a criminalizzare alcune etnìe da una parte e a difendere una singola persona anziché garantire la celerità dei processi e la certezza della pena, dall'altra.
Gli investimenti per le infrastrutture vengono tagliati e soprattutto nessuno stanziamento chiaro è emerso finora: un vistoso arretramento del Governo rispetto agli annunci in campagna elettorale (56 miliardi a fronte di esigenze finanziarie pari a circa 180 miliardi!).
Ritorno al nucleare senza una strategia complessiva e ben ponderata, senza un'analisi obiettiva né sui costi-benefici né sui tempi, senza prendere in considerazione tutte le condizioni di contorno, comprese quelle di mercato, come se costruire impianti nucleari fosse come edificare Milano2!
Sul mercato del lavoro qualche buono spunto sulla flessibilità ma scarso coraggio per un sistema di ammortizzatori sociali che realizzi pienamente lo spirito della riforma propugnata da Marco Biagi. E poi nulla di nulla sul lavoro femminile, tra le vere emergenze del nostro paese, specie nel Mezzogiorno.
Infine sull'Internazionalizzazione delle imprese: come ex ministro del commercio internazionale dovrei essere lieta che siano confermate, con qualche riorientamento, le disposizioni vigenti ma le evoluzioni del contesto economico di questi mesi avrebbero dovuto ispirare qualche novità in più e soprattutto qualche risorsa supplementare all'altezza delle ambizioni di "un'Italia protagonista nel mondo" sbandierata da Berlusconi.
Insomma", ha concluso Emma Bonino, "un quadro ben diverso dal libro dei sogni con il quale si sono illusi gli italiani il 9 e 10 aprile scorso."
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