ALITALIA/BONINO: "BENE L'ACCORDO SE VA IN PORTO, MA PREZZO ALTO PER GLI ITALIANI"
Roma, 25 settembre 2008 - "Ammesso che tutto fili liscio,", ha dichiarato Emma Bonino, Vice Presidente del Senato, "la notizia dell'accordo è una buona notizia ma rimangono ancora aperte questioni fondamentali come il ruolo chiave di un partner straniero. La corsa a rivendicare il merito dell'intesa", ha aggiunto, "mi sembra quindi prematura, oltre che fuori luogo, perché, posto che si chiuda definitivamente, occorre ricordare che per mantenere l'italianità dell'Alitalia, l'Italia e gli italiani dovranno sobbarcarsi: a) non meno di mille esuberi in più di quanto si andava profilando con l'accordo con Air France-KLM di marzo; b) minimo 3 miliardi di euro di debiti di cui Air France-KLM si sarebbero invece fatti carico. A questo si aggiunge che della sorte di Air One non è dato sapere. Al solo fine di far passare Berlusconi come salvatore della patria si sono persi 6 mesi per giungere ad un accordo molto più oneroso per gli italiani di quello precedentemente silurato per ragioni meramente elettorali."
"Mentre sono ancora in corso importanti riunioni per chiudere la partita," ha concluso Emma Bonino, "pare che il Premier si sia ritirato per qualche giorno in un centro relax. Ognuno si assume le proprie responsabilità ma tra le due fumate nere di oggi che segnalano un grave vulnus rispetto ad obblighi legali e costituzionali stringenti - quella per l'elezione di un giudice della Corte Costituzionale, posto vacante da oltre un anno e mezzo, e quella, l'ennesima, del presidente della Commissione di Vigilanza - e un importante Assemblea Generale dell'Onu in corso a New York, c'è da davvero da domandarsi quale siano le priorità del nostro Presidente del Consiglio."
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