CLIMA: UN PIANO PER L'ITALIA IN CINQUE MOSSE IN VISTA COPENHAGEN
ApCom, 4 dicembre 2009 - Cinque proposte da portare a Copenaghen per far svolgere all'Italia un ruolo da protagonista al vertice Onu sui cambiamenti climatici e arrivare al varo di un nuovo trattato sul clima. La Fondazione per lo Sviluppo Sostenibile e il Kyoto Club le hanno presentate oggi a Roma. Le proposte prevedono l'assenza di ulteriori rinvii e la definizione di un Trattato legalmente vincolante; una riduzione delle emissioni di gas serra del 30% entro il 2020 rispetto al 1990 per i paesi piú industrializzati; impegni di riduzione minori anche da parte dei paesi di nuova industrializzazione, in particolare della Cina; meccanismi di cooperazione internazionale per le misure di adattamento, per il trasferimento tecnologico e il sostegno dei Paesi in via di sviluppo; efficaci sistemi di controlli e sanzioni.
"Per mantenere l'aumento della temperatura entro i due gradi - ha osservato il Presidente della Fondazione, Edo Ronchi - non si dovrebbero emettere in atmosfera dal 2000 al 2050 piú di 1.000 gigatonnellate di CO2, ne abbiamo già emesse 313 e ce ne restano 687. Per rispettare questo budget, la ripartizione della riduzione delle emissioni al 2020 dovrebbe essere questa: -30% di CO2 per i paesi industrializzati; -25% per la Russia, -2% per la Cina, mentre l'India potrebbe aumentarle del 60%. Si tratta di una grande sfida ed è quindi necessario un nuovo trattato che coinvolga tutta la comunità internazionale".
L'Italia da parte sua, complici la crisi economica e le politiche per il risparmio energetico e lo sviluppo delle energie rinnovabili, ha visto, dal 2005, le emissioni di gas serra in costante diminuzione ed è quindi vicina a centrare l'obiettivo di Kyoto.
Sul ruolo dell'Italia e sul piano d'azione che il nostro Paese dovrebbe mette in campo per centrare gli obiettivi di Kyoto e contribuire cosà alla lotta contro i cambiamenti climatici, è intervenuta il vicepresidente del Senato Emma Bonino che indica per due principali direttrici su cui puntare: l'efficienza energetica e la crescita della popolazione.
"Il nostro Paese è all'avanguardia nelle tecnologie legate all'efficienza energetica. Un settore che dà molti posti di lavoro e tanti ancora ne puó dare e che mira ad offrire gli stessi servizi ma con un livello di consumo inferiore", ha spiegato la Bonino.
Per quanto riguarda la popolazione mondiale, il vicepresidente del Senato ha sottolineato l'urgenza di trovare almeno un accordo politico a Copenhagen sulla roadmap da attuare per la riduzione delle emissioni, visto che secondo le stime gli "abitanti del pianeta passeranno in pochi anni da 6 a 9 miliardi, il che vuol dire maggiori emissioni".
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