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DOCUMENTARIO DEDICATO DA AL-JAZEERA ALLA LEADER RADICALE EMMA BONINO

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CASO BIANZINO: VENERDI 11 DICEMBRE MOBILITAZIONE DEI RADICALI DAVANTI AL TRIBUNALE DI PERUGIA, CON ILARIA CUCCHI ED EMMA BONINO

Roma, 10 dicembre 2009 - Venerdì prossimo, 11 dicembre, il Giudice dovrà pronunciarsi per la terza volta sull’opposizione presentata dai legali dalla famiglia Bianzino alla richiesta di archiviazione dell’inchiesta sulla morte di Aldo. Contro l’archiviazione del caso, affinché sia fatta luce sulla vicenda e resa giustizia ad Aldo, come chiesto dal giovane figlio Rudra, venerdì mattina dalle ore 8.30, i Radicali terranno una mobilitazione straordinaria davanti al Tribunale di Perugia (via 14 settembre), alla quale prenderanno parte anche ILARIA CUCCHI, sorella di Stefano, e la Vicepresidente del Senato EMMA BONINO. LA VICENDA DI ALDO BIANZINO Aldo Bianzino, nonviolento, artigiano, amante della natura, è morto nella notte tra il 13 e il 14 ottobre 2007 in circostanze ancora da chiarire, poche ore dopo l’arresto per coltivazione e detenzione di marijuana. Le cronache parlarono inizialmente di decesso per un malore naturale. Ben presto, si capì, però, che forse le cose erano andate diversamente. Va detto, tra l’altro, che Aldo era entrato sanissimo in carcere. Un primo esame autoptico, escluse patologie cardiache pregresse e mise, invece, in evidenza lesioni agli organi interni, presenza di sangue in addome e pelvi, lacerazione epatica, lesioni all’encefalo, a fronte di un aspetto esterno indenne da segni di traumi. Una seconda autopsia, del novembre 2007, accreditò la tesi della rottura di un aneurisma cerebrale. Furono sempre riscontrate lesioni epatiche e la presenza di sangue nell’addome. Pur accettando l’ipotesi del medico legale, si affermò che l’emorragia cerebrale potesse essere stata causata da un forte stress di tipo fisico con improvviso rialzo della pressione. Aldo e la sua compagna Roberta Radici erano stato fermati in seguito al ritrovamento di alcune piante di marjiuana nel giardino della loro tenuta a Città di Castello, dove vivevano insieme al figlio Rudra e all’anziana madre. Rudra all’epoca aveva quattordici anni. Roberta Radici è morta nel giugno scorso e poco tempo dopo è venuta a mancare anche la nonna di Rudra che, rimasto solo, oggi vive con uno zio nominato suo tutore.




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