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Living together - Combining diversity and freedom in 21st-century Europe [Report of the Group of Eminent Persons of the Council of Europe] PDF DOWNLOAD >>

DOCUMENTARIO DEDICATO DA AL-JAZEERA ALLA LEADER RADICALE EMMA BONINO

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LA LEGGE E' UGUALE PER TUTTI

Ci battiamo da anni contro regolamenti elettorali che sono:

1.  burocratici a livello demenziale;

2.  anti-storici;

3.  parziali.

Abbiamo sollevato praticamente ad ogni contesa elettorale una raffica di obiezioni fondate su tutti e tre questi rilievi, facendo rilevare ad ogni occasione :

- che non ha senso ricominciare ad ogni tornata elettorale con questo trambusto, visto che esistono mille modi per valutare in termini concreti le liste che intendono competere e, per le nuove, si possono benissimo prevederne di non vessatorie, ma precise e incontestabili; per questo, ci si può tranquillamente ispirare per la selezione delle liste alla prassi dei nostri principali partner europei;

- che nell’era di Internet, l’immagine di uno Stato che affida la legittimità della selezione della sua classe politica a carte, penne e  faldoni fa ridere, quando non imbarazza;

- che, come se non bastasse, questa regolamentazione imbarazzante finisce inevitabilmente per avvantaggiare le formazioni politiche più grandi e strutturate che dispongono di organizzazioni capillari sul territorio in grado di produrre migliaia di firme a comando; o – spesso – di tenerle in deposito per ogni evenienza. Penalizzando, al contrario, formazioni più “povere” ancorché rappresentative, che devono ad ogni occasione e con gravi oneri finanziari imbarcarsi non solo nell’inseguimento virtuale dei firmatari, ma soprattutto in quello fisico di tutti i figuranti (autenticatori, sindaci e funzionari di comuni e province) che non fanno che complicare l’adempimento di questi obblighi.

2. Nelle ultime settimane, non abbiamo fatto altro che denunciare discriminazioni inaccettabili, e implorare deroghe a queste ordalie burocratiche. Nessuno ci ha ascoltato, al punto che ho deciso di farmi carico anche fisicamente di una battaglia di principio dura e solitaria. Non mi pare di aver raccolto grande sostegno nel mondo dei partiti né in quello istituzionale. E meno di tutto, quello dei miei “competitors” elettorali nella campagna per la Regione Lazio, ben contenti magari di vedermi fuori gioco per qualche giorno dalla campagna.

Risultato della vicenda: Liste, listini soprattutto del centrodestra stanno cadendo a grappoli in queste ore, causa mancato adempimento di obblighi formali che denunciamo da anni come demenziali e criminogeni in tutte le competizioni elettorali. Nel 2000 abbiamo presentato denunce in tutte le procure della Repubblica d’Italia.

3. A questo punto, un gruppo di allegroni del PDL viene meno ad un adempimento formale non banale nella presentazione delle Liste in Lazio, ovvero il rispetto di un termine perentorio stabilito per legge per l’ammissione delle liste stesse. In pratica, nessuna lista del PDL risulta presentata per la circoscrizione provinciale di Roma.

Non voglio entrare nelle circostanze che hanno portato i responsabili del PDL a disattendere questo obbligo. Può darsi che il responsabile sia stato sorpreso da un improvviso languore di stomaco che lo ha portato a recarsi al bar al momento sbagliato, ovvero che abbia abbandonato i luoghi – come altri sostengono – per riempire o alterare al riparo da sguardi indiscreti delle liste che non erano ancora definitive, a pochi minuti dalla presentazione. Non entro in questa diatriba se non per sottolineare, da osservatore avvertito, che la seconda ipotesi configurerebbe una chiara ipotesi di reato. Rimango ai fatti.

4. Fra questi, c’é il fatto politico. Rappresentato dall’esclusione ex lege della lista “non pervenuta”; e da una cagnara giuridica e istituzionale sollevata da alti esponenti del PDL e della coalizione che sostiene la Polverini – non tutti per fortuna. Una cagnara che ci chiama persino in causa come Radicali, rei a questo punto di non difendere una democrazia gravemente diminuita dai gravami della burocrazia.

Ma: é troppo comodo salire sull’autobus della lotta per questi principi solo per percorrere i 100m che di volta in volta interessano. Noi questo viaggio lo abbiamo intrapreso da anni, e continueremo a viaggiare, da soli se necessario.

Sono ovviamente scesa in campo nel Lazio e abbiamo tentato in tutta Italia, pronti a batterci ad armi pari in una contesa elettorale aperta e dignitosa.

Ma non chiedetemi solidarietà per sanare delle violazioni pacchiane di leggi che nessuno – a parte noi – ha combattuto finora.





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