Roma, 4 marzo 2010 - Siamo con i giornalisti Rai contro la decisione dell’azienda concessionaria del servizio pubblico radiotelevisivo di sospendere per quattro settimane i programmi di approfondimento politico, proprio in occasione della campagna elettorale.
Il “regolamento Beltrandi”, approvato dalla Commissione di Vigilanza sulla Rai, di cui si discute da giorni, contiene due sole espresse novità rispetto ai precedenti: la previsione che le trasmissioni di approfondimento informativo (i talk show) qualora si occupino di politica debbano conformarsi ai principi della par condicio, in vigore per le tribune politiche, negli ultimi 30 giorni precedenti il voto, e quella per la quale le tribune politiche siano collocate in fasce di ottimo ascolto, anziché essere nascoste nei palinsesti.
E questo in perfetta aderenza, anche letterale, con la legge 28/2000 e con la sentenza n. 115 del 2002 della Corte Costituzionale, fonti spesso citate scorrettamente.
Non solo non esiste, quindi, alcun divieto alla trasmissione dei talk show ma, al contrario, il regolamento contiene l’invito a trasmetterli, potenziandoli dello strumento della par condicio nelle settimane che precedono il voto.
D’altro canto ripetutamente abbiamo noi radicali dimostrato come non esistano problemi applicativi, persino fornendo simulazioni che sono state ignorate dalla informazione italiana. Al contrario, infatti, il regolamento letteralmente consentiva alla Rai diverse soluzioni alternative; tutte sono state escluse, in quanto la Rai ha scelto, a maggioranza del suo CDA, con il voto contrario del Presidente, di sospendere tali trasmissioni prima del voto, sabotando così il diritto dei cittadini a conoscere per deliberare, e continuando nell’opera di massacro mediatico delle decisioni della Commissione.
Chiediamo pertanto ai vertici Rai di rivedere urgentemente tale decisione, e di consentire al contrario, il maggior numero di occasioni possibili di confronti tra candidati alle elezioni avvalendosi della mediazione giornalistica del piĂą alto livello nel rispetto delle regole.
I parlamentari Radicali