Di seguito il testo della lettera inviata dalla candidata alla presidenza della Regione Lazio a tutti i Sindaci della Regione
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Signor Sindaco,
A pochi giorni dalle elezioni regionali, e a conclusione di una campagna elettorale che ha offerto pochi spazi e poche occasioni per incontrarsi e dialogare, mi permetta anzitutto di rivolgere a Lei e alla Sua amministrazione i più sinceri auguri di buon lavoro. Sono consapevole del fatto che nessuno più del Sindaco - si tratti della Capitale, o del più piccolo Comune sul territorio - conosca i problemi dei cittadini, ne avverta il peso e la responsabilità , rappresenti nel modo più concreto le istituzioni democratiche.
Per questo, se le cittadine e i cittadini del Lazio mi daranno la loro fiducia, so che dovrò governare con i Comuni e per i Comuni. Capita spesso che i presidenti delle Regioni abbiano la tentazione di trasformarsi in "super sindaci", finendo per occuparsi dell'amministrazione minuta e quotidiana, sovrapponendosi così ai compiti dei Comuni e interferendo nella vita delle comunità . E' uno dei mali che affligge l'Italia: compiti e responsabilità  si confondono, tutti si occupano di tutto, non sempre bene ma disperdendo energie e risorse, e accrescendo così la sfiducia dei cittadini nelle istituzioni.
Intendo, se eletta, sfuggire a questa tentazione. Con il Vostro aiuto, spero di riuscirci. Penso ad una Regione che sia al tempo stesso attenta alle esigenze dei Comuni e rispettosa della loro autonomia. In pratica, una Regione che porti a compimento il disegno costituzionale, affidando ai Comuni (e, quando serve, alle Province) la pienezza delle funzioni amministrative, e si concentri sui suoi compiti essenziali: una buona legislazione, un'efficace programmazione di area vasta, gli interventi organizzativi e infrastrutturali di dimensione davvero regionale. Una Regione che non affidi il suo prestigio alla capacità di spesa al posto delle istituzioni locali, ma piuttosto alla capacità di aiutare le amministrazioni locali a far bene il proprio mestiere, assicurando loro le risorse finanziarie necessarie, offrendo adeguati percorsi di formazione al personale, sostenendo i processi di innovazione e modernizzazione, favorendo le forme associative e di cooperazione tra gli stessi Comuni.
Penso, e non da oggi, ad una Regione che consideri ogni istituzione locale come la prima e più importante pietra dell'edificio democratico: per me non ci saranno Comuni di destra e Comuni di sinistra, Comuni amici e Comuni nemici, Comuni vicini e Comuni distanti. Per me, per la Regione Lazio, ci saranno solo le istituzioni, con la loro dignità  e le loro prerogative. Coerentemente, in caso di vittoria, chiederò al Consiglio delle autonomie locali di vigilare attentamente sui comportamenti di uffici, agenzie e aziende regionali, affinché questi essenziali principi di trasparenza e imparzialità non vengano mai meno.
Centotrenta anni fa, Luigi Pianciani, che fu uno dei primi Sindaci di Roma e presidente della Provincia dopo la breccia di Porta Pia, così riassumeva il suo programma: dobbiamo governare "in guisa che i bisogni dell'ultimo villaggio delle nostre montagne abbiano tanto peso quanto quelli della Capitale stessa". Non saprei dire di meglio. In questo spirito, spero di avere la possibilità e l'onore di collaborare con Lei dopo le elezioni del 28-29 marzo.
Con viva cordialità ,Â
Emma Bonino