La Repubblica (Ed. Roma) - 22 maggio 2010
di Chiara Righetti
"Un'anagrafe pubblica degli eletti e dei nominati. Che, a parte il nome impronunciabile, è il nostro contributo alla richiesta di trasparenza che arriva dai cittadini». Ossia una proposta di legge per far pubblicare sul web notizie chiare e aggiornate su chi sono e cosa fanno politici, amministratori e dirigenti della macchina-Regione. A presentarla con Emma Bonino, che della coppia trasparenza-legalità  ha fatto un cavallo di battaglia, i consiglieri radicali alla Pisana.Â
«Dopo la prima interrogazione della IX legislatura, potrei firmare anche la prima proposta di legge», sorride il capogruppo Giuseppe Rossodivita. Ma l'adesione è aperta a tutti i membri del Consiglio, a partire dalla presidente Polverini, di cui Rossodivita richiama le parole pronunciate all'atto dell'insediamento: «Questa Regione deve diventare una casa di vetro». Insomma le adesioni sono benvenute. «Anzi: chi non vuol firmare dovrà  spiegarci perché». L'anagrafe di eletti e nominati, spiega Bonino, è qualcosa «che cerchiamo di far passare da anni a tutti i livelli politici». Non senza ostacoli se in Senato una proposta gemella, che ha tra i primi firmatari anche Ichino e Anna Finocchiaro, non è mai stata calendarizzata. Nessun intento giustizialista, assicura la leader radicale, nessuna violazione della privacy: solo la risposta a un bisogno, «tanto più attuale in questa fase in cui è evidente il contrasto tra il "sistema gelatinoso" e una trasparenza che aiuta l'onestà ». E per sensibilizzare l'opinione pubblica laziale c'è già l'ipotesi di scegliere una strada più lunga ma più partecipata: una legge d'iniziativa popolare con la raccolta di diecimila firme.Â
Nella scorsa legislatura è stato dedicato a questo tema un numero del Bollettino regionale, e in forma embrionale uno sforzo di trasparenza è stato avviato anche sul web. Ma il neoconsigliere Berardo spiega che ad oggi, sul sito della Regione, ogni ricerca di questo tipo genera la risposta: "No data". Rossodivita illustra l'articolato: si punta a pubblicare non solo informazioni su giunta e consiglio ma su tutti gli enti, aziende e società della galassia regionale, Asl incluse. «Spesso ci sentiamo dire che questo già c'è. Ma il tema non sono solo compensi e dati patrimoniali. Molto di più, dai contributi elettorali alle spese collaterali: ibenefit, iviaggi, lo staff. E l'attività istituzionale svolta: per un consigliere gli atti che promuove, proposte di legge, interrogazioni, interpellanze. Insomma dati che consentano ai cittadini di capire come i loro soldi si traducono in azione politica». Il tutto «in formato aperto», cioè rielaborabile, non coperto da copyright, e accompagnato dal codice fiscale, per consentire di ricostruire la "storia" di ciascuno. Perché ad esempio di un dirigente si pos saverificare non so lo cosa fa ora, ma da dove viene, quali altri incarichi ha ricoperto. Mario Staderini parla di una campagna condotta «in pieno isolamento politico e mediatico». La proposta radicale è stata inviata alle 107 province, agli 8mila Comuni, alle 20 Regioni ed è «rimasta per lo più senza risposta, pure da Lega e Idv». Tra i Comuni che l'hanno accolta, c'è anche Roma. Ma «in barba alla delibera passata a novembre, dopo una dura battaglia, non una sola informazione è stata ancora pubblicata sul sito del Campidoglio». In Regione la proposta sarà depositata a giorni. Nel frattempo, i Radicali lanciano la sfida: «E una riforma a costo zero che noi già attuiamo sul nostro sito. Invitiamo tutti i partiti a fare lo stesso».