Ansa, 3 giugno 2010 - 'Sebbene la questione dell' equiparazione dell'eta' pensionabile delle donne nel pubblico impiego sembrava finalmente cosa risolta, anche a giudicare dalle dichiarazioni del Ministro Brunetta di qualche mese fa con tanto di promesse sul vincolo di risorse destinate al welfare e ai servizi, la Commissione Ue ci ricorda ufficialmente che cosi' non e' ancora. Non solo, ma manda un ultimatum piuttosto severo'. Lo ricorda la vicepresidente del SenatoĀ Emma Bonino che sottolinea come 'l'equiparazione dell'eta' pensionabile nel pubblico impiego e' una manovra che l'Europa ci chiede da tempo per ripristinare equita' sociale e per evitare che con risarcimenti pelosi si perpetrino danni nei confronti delle donne che non hanno alcun vantaggio da una uscita anticipata dal mercato del lavoro'.
'Nessun vantaggio se non quello - sostiene l'esponente radicale - di dover continuare a fare le funambole per ovviare a servizi di assistenza e cura totalmente insufficienti e per giunta avere, per via di una norma anacronistica, qualcosa che sancisce di diritto una discriminazione pecuniaria tra uomini e donne. 'Sono anni - ricordaĀ Emma Bonino - che noi radicali ci battiamo per l'equiparazione ma l'urgenza di questa misura, in questo preciso momento di crisi e di necessita' di reperire risorse, risulta ancor piu' lungimirante e opportuna'.
Il Governo - concludeĀ Emma Bonino - provveda subito a rispondere alla Commissione europea mantenendo il suo impegno iniziale sul vincolo di destinazione delle risorse. Evitando cosi' a noi tutti un danno, oltre che una beffa'.